La valle dei miracoli

Varano de’ Melegari è un antico borgo medievale in provincia di Parma. Ma se un tempo a dominare la vallata era il castello Pallavicino, oggi sono le sue aziende a custodirne il bene più prezioso: l’innovazione



The Van Group, 20 Ott 2020 - 09:10

«La competizione si è spostata dalle singole aziende ai territori. La Motor Valley emiliana compete con l’Oxfordshire in Inghilterra, perché nell’alta tecnologia dell’automotive al mondo ci siamo solo noi e loro: dei dieci team di Formula 1, sei sono in Oxfordshire e quattro in Emilia-Romagna». A parlare così è Andrea Pontremoli, ad dal 2007 di Dallara, storica azienda di automobili da competizione, fondata nel 1972 a Varano de’ Melegari.

La Terra dei motori è un distretto industriale che abbraccia l’intera Emilia-Romagna, da Parma a Rimini, lungo la via Emilia. Qui sono nati alcuni dei marchi di moto e auto più noti e prestigiosi al mondo: Ferrari, Maserati, Ducati, Lamborghini, Pagani… E da queste esperienze è nato il Muner, Motorvehicle University of EmiliaRomagna, un percorso formativo frutto dell’incontro fra le eccellenze del settore e le università della regione.

Ma anche se decidiamo di circoscrivere la zona e puntare i riflettori sulla sola Varano de’ Melegari, ci troveremo di fronte a grandissime eccellenze, accomunate da un alto tasso di innovazione e dalla qualità tipica del nostro migliore made in Italy.

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Automotive d’eccellenza

Iniziamo dalla già citata Dallara. Fondata dall’ingegner Gian Paolo Dallara, l’azienda automobilistica all’avanguardia oggi è attiva in tre comparti: progettazione e produzione (utilizzando materiali compositi in fibra di carbonio), aerodinamica (galleria del vento e Cfd - Computational Fluid Dynamics) e dinamica del veicolo (simulazioni e testing). Negli ultimi anni, l’attività ingegneristica si è molto ampliata (oggi rappresenta il 40% del fatturato totale), sia per quanto riguarda le vetture da competizione, sia per le vetture stradali ad alte prestazioni.

Per la Dallara il rapporto con i luoghi e le persone del posto è essenziale. «Un’azienda è competitiva solo se lo è anche il territorio circostante. Il nostro modello è quello di un’impresa in rete, che condivide conoscenze con scuole, università e altre aziende» ha dichiarato Andrea Pontremoli. Nell’autunno 2018, Dallara ha aperto un nuovo edificio accanto alla sede storica: la Dallara Academy, che rivolge una particolare attenzione ai più giovani con un’area dedicata a laboratori didattici.

L’azienda nel 2019 ha fatturato di più di 100 milioni di euro (+19%) con un utile di quasi 6, e dà lavoro a oltre 700 dipendenti (450 a Varano, 250 a Collecchio e 50 a Indianapolis).

Una curiosità: durante l’emergenza Covid-19, gli ingegneri del gruppo hanno lavorato per trasformare una maschera da snorkeling in un ausilio per aiutare i pazienti intubati.

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Difesa e aerospazio

Sempre a Varano de’ Melegari si trova anche la Bercella, fondata 25 anni fa e protagonista nel settore dei materiali compositi e delle leghe leggere. L’azienda ha iniziato la sua avventura imprenditoriale come fornitrice di parti in carbonio per il settore automotive. In seguito, ha fornito non più solo i componenti, ma anche le attrezzature e, dove richiesto, le lavorazioni successive come i trattamenti superficiali o le verniciature. In seguito, ha aggiunto anche un servizio integrato di progettazione, dimensionamento, verifica e successiva produzione dei componenti. Bercella – che nel 2019 ha fatto registrare un fatturato pari a oltre 7 milioni di euro –, è oggi in grado di affrontare da capo commessa progetti nei delicati settori della difesa e dell’aerospazio, che sono il suo core business.

L’azienda, il cui ceo è Massimo Bercella, è di recente assurta anche agli onori della cronaca: ha infatti partecipato alla sedicesima missione del lanciatore Vega, partito dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese. La missione ha lanciato in contemporanea 53 satelliti di varie dimensioni. La Bercella ha contribuito, realizzando le parti strutturali del nuovo sistema, frutto di due anni di lavoro. «Abbiamo messo a disposizione dell’Esa (Agenzia spaziale europea, ndr) il nostro know-how di processo e sui materiali compositi» ha dichiarato il ceo.

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Stampanti 3D

A poca distanza da Varano, a Fornovo di Taro, si trova infine la Beamit (ex Protoservice), impresa pioniera nel settore delle stampanti 3D. «L’azienda nasce nel 1997, producendo prototipi in plastica attraverso questi strumenti – ha raccontato l’imprenditore Mauro Antolotti –. Ma gli impianti invecchiano alla velocità della luce, perciò abbiamo investito in nuovi modelli. Il primo impianto laser costò 480mila euro e ci permise di fare esperienza, allora nessuno conosceva questa tecnologia».

Oggi Beamit è un fornitore di servizi, specializzato nell’area dei componenti Am (Additive manufacturing) avanzati in metallo per settori come quello aerospaziale, automobilistico, energetico e della Formula 1. Dispone infine di uno dei più grandi impianti di produzione Am in metallo, con oltre 30 sistemi installati nell’area di Parma


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