Il peso della qualità a tavola

Le produzioni DOP e IGP italiane hanno visto crescere produzione e consumi. Sempre più appezzate sui mercati internazionali, hanno registrato un aumento dell’export del 5,1%



The Van, 21 Lug 2021 - 10:15

La crescente attenzione dei consumatori in Italia e oltreconfine per i prodotti da mettere in tavola premia le produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate DOP e IGP nazionali (le più numerose in Europa, nettamente davanti alla Francia, che troviamo al secondo posto). Nel 2019, come riporta l’ultimo rapporto ISMEA, le nostre produzioni DOP e IGP hanno evidenziato, con 16,9 miliardi di euro, un +4,2% rispetto all’anno precedente. Il comparto, che conferma così un trend di crescita ininterrotto negli ultimi dieci anni, fornisce un contributo del 19% al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale.

 

Crescono le esportazioni

Bene in particolare l’export. Le DOP e IGP consolidano il ruolo guida della qualità del “Made in Italy” agroalimentare e vitivinicolo oltreconfine. L’export del settore, pari a 9,5 miliardi di euro, ha messo a segno nel 2019 una crescita del +5,1%, mantenendo una quota del 21% sul fatturato all’estero dell’intero agroalimentare. Il contributo maggiore a questo risultato è fornito dal comparto dei vini, con un valore di 5,6 miliardi di euro, ma cresce anche il segmento del cibo DOP e IGP che si attesta sui 3,8 miliardi di euro per un +7,2% annuo.

 

Vini & formaggi

Tra le produzioni con le performance migliori, cioè con i maggiori incrementi a valore, figurano la Mela Val di Non (+97%), il Grana Padano (+22,4%), la Pasta di Gragnano (+32,6%) e il Brunello di Montalcino (+46,7%).

I vini DOP e IGP, in particolare, vantano un valore alla produzione di 9,2 miliardi di euro con una crescita del 2,9%. L’export, che vale 5,6 miliardi di euro, è cresciuto del 3,7%.

Il comparto dei formaggi DOP e IGP vale 4,5 miliardi di euro e in totale ha registrato un incremento del 10% alla produzione e del 5% al consumo. L’export, che ha superato per la prima volta i 2 miliardi di euro, ha visto invece una crescita del 13%. Le prime cinque filiere per valore alla produzione sono il Grana Padano DOP, il Parmigiano Reggiano DOP, la Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Gorgonzola DOP e il Pecorino Romano DOP, che complessivamente valgono 4,1 miliardi di euro.

I prodotti a base di carne si attestano poi su un valore alla produzione di 1,9 miliardi di euro nel 2019, in calo del 4,7% rispetto all’anno precedente, ma al consumo si sfiora la quota di 5 miliardi di euro con un +3,5%. Crescita anche per l’export, che con il +5,6% su base annua supera per la prima volta i 600 milioni di euro. Le prime cinque filiere per valore alla produzione sono Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Mortadella Bologna IGP, Bresaola della Valtellina IGP e Speck Alto Adige IGP, che complessivamente valgono 1,7 miliardi di euro.

 

Aceto & olio

 

Riprende a crescere il comparto degli aceti balsamici DOP e IGP, con 389 milioni di euro alla produzione e 982 milioni di euro, registrando entrambi un +5,6% sull’anno precedente. Il 92% della produzione di aceto balsamico è destinata all’export, che con un valore di 891 milioni di euro rappresenta quasi un quarto del totale delle esportazioni dell’agroalimentare italiano DOP e IGP. Il comparto è territorialmente limitato alle province di Modena e Reggio nell’Emilia ed è guidato dall’Aceto Balsamico di Modena IGP, che sono seguite dalle due denominazioni di origine protetta Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP. Gli ortofrutticoli DOP e IGP registrano un valore di 318 milioni di euro alla produzione (+2,1%) e di 894 milioni di euro al consumo (+27%).

Calano invece gli olii di oliva, con un valore di 82 milioni di euro (-4,6%) alla produzione e di 134 milioni di euro al consumo (-7,4%). L’export riguarda il 39% della produzione certificata e raggiunge i 56 milioni di euro (-11%).

 

Il traino di Veneto ed Emilia-Romagna

Gli impatti economici delle filiere agroalimentari e vitivinicole DOP e IGP hanno una ricaduta positiva sull’intero territorio nazionale, con 17 Regioni che contribuiscono, seppure con intensità diverse, alla crescita del comparto. A fare da traino è il Nord Italia con Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, che concentrano il 65% del valore produttivo delle filiere a Indicazione Geografica.

Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’impegno dei 285 consorzi di tutela di 838 prodotti, di cui 526 vini e 312 alimentari, così come delle aziende del settore, alcune particolarmente dinamiche. Tra quelle del comparto vinicolo, ricordiamo Masi Agricola, azienda radicata dal 1700 nella zona di produzione del Valpolicella, che ha come produzione d’eccellenza l’Amarone ed esporta in oltre 120 Paesi in tutto il mondo, e Italian Wine Brands, public company del segmento AIM di Borsa Italiana, che è uno dei principali player attivi nella produzione, distribuzione e vendita di vini italiani di elevata qualità a marchio proprio sui mercati internazionali.


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