Puglia, le mani in pasta

Dalla coltivazione del cereale alla produzione di pasta, una filiera in cui il tacco d’Italia è all’avanguardia, e in cui la qualità coesiste con numeri importanti



The Van Group, 26 Nov 2020 - 09:15

Se “fare il grano” equivale a dire “guadagnare soldi”, un motivo ci sarà. E in Italia lo sappiamo bene. Al termine del World Pasta Day, la giornata mondiale della pasta celebrata ogni 25 ottobre, l’Anacer (Associazione Nazionale Cerealisti) ha dichiarato che nell’ultimo anno gli incassi fra mercato interno ed esportazioni ammontano a oltre 1,4 miliardi di euro. A interpretare il ruolo di protagonista in questo settore è la Puglia. Con 343mila ettari di coltivazione è infatti il primo produttore di grano in Italia, nonostante la produzione 2020 (oltre 9,4 milioni di quintali) abbia subito un calo del 30% rispetto all’anno precedente. «Colpa delle problematiche meteorologiche – spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia –, ma abbiamo compensato con un grano di altissima qualità».

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Una filiera da tutelare

La filiera pugliese del grano, secondo i dati Coldiretti, vale 542 milioni di euro. «Una filiera che va tutelata», spiega Muraglia, poiché rispetto ai competitor globali come il Canada, in Italia è vietato utilizzare l’erbicida glifosato in fase di preraccolta, che garantisce artificialmente un’alta presenza di proteine del grano. Ciò ci consente di avere un grano di qualità superiore, a fronte però di un rischio più alto di insuccesso del raccolto per cause ambientali.

Parlando di produttori, il leader pugliese è senza dubbio il Gruppo Casillo, che nel 2019 ha fatturato 467 milioni. Dispone di quattordici mulini in nove regioni, e si occupa sia di coltivazione di grano sia di produzione di farine.

Ma il grano è alla testa di una filiera che arriva alla pasta, e anche in questo campo la Puglia fa la sua parte. L’export di pasta prettamente pugliese, fatta con grani coltivati in Puglia, ha segnato un prodigioso +26%. «Abbiamo doppiato il ritmo medio di crescita del comparto, che è del 12,5%» commenta la Coldiretti Puglia in un comunicato stampa.

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Tre big e un outsider

I tre principali brand pugliesi di pasta sono tutti localizzati nel versante adriatico: Divella, Granoro e Maffei.

Divella, con sede a Rutigliano, in provincia di Bari, è il marchio principe dei pastifici pugliesi e vanta oltre 130 anni di storia, oltre a far parte del programma ELITE di Borsa Italiana. Nel 2020 il suo fatturato ha superato i 300 milioni di euro, e stando alle parole del proprietario Francesco Divella, il sogno aziendale è raggiungere la Cina: «Basterebbe un consumo pro capite di un chilo di pasta, in Cina, per aprire un nuovo mercato» ha affermato in un’intervista recente.

Da Rutigliano ci spostiamo a Corato, sempre provincia di Bari, dove ha sede Granoro, un’azienda in costante crescita che tocca i 70 milioni di fatturato, capace di scalare velocemente la distribuzione in gdo conquistando le insegne di diversi iper e supermercati. Granoro è stata una delle prime aziende a puntare sui grani 100% pugliesi con la linea “Dedicato”.

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Maffei, di Barletta, pur avendo una quota di mercato inferiore rispetto ai suoi competitor, grazie alla specializzazione nelle paste fresche rimane uno dei brand più d’impatto del panorama pugliese, nonché il marchio che più facilmente si trova nelle frigovetrine di tante insegne della gdo italiana. Il suo fatturato è di 30 milioni.

Al di là dei tre big va segnalata infine una realtà più piccola con una forte propensione all’artigianalità: il Pastificio Centoni di Mottola, in provincia di Taranto, che produce principalmente pasta fresca. Centoni è specializzata nel rifornire il mercato Horeca del territorio pugliese, grazie a dei prodotti che pur avendo una breve cottura mantengono un’altissima qualità nella resa finale del piatto. Il punto di forza di Centoni? «La flessibilità d’impresa, che ci consente di trovare nuovi mercati nonostante il duro momento legato al coronavirus, e la selezione delle migliori farine e dei migliori grani di Puglia per produrre le nostre paste», afferma Enzo Lorè, proprietario di Pasta Centoni.


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