Il beverage brinda al post-pandemia

Il beverage brinda al post-pandemia. Dopo il calo del 2020, i primi mesi del 2021 segnano una robusta crescita per tutto il comparto del vino e degli alcolici. Cresce l’home delivery e aumenta la richiesta di vino biologico



30 Nov 2021 - 15:50

Il 2021 si sta rivelando un anno positivo per il beverage italiano. A trainare il mercato nei primi mesi, con i ristoranti ancora chiusi, è stato il consumo domestico: secondo un’analisi condotta da Nielsen, nel primo trimestre di quest’anno il beverage è risultato il best performer, con un incasso complessivo di 315 milioni di euro in più rispetto al 2020, pari a una crescita del 13,6%.

Nel dettaglio, fra le categorie di ogni genere con maggior crescita dei consumi, al primo posto troviamo le birre alcoliche (+70,4 milioni), seguite da vini Doc e Docg italiani (+60,2 milioni di euro). Poco sotto in classifica si trovano gli spumanti Charmat secchi (+38 milioni), i liquori brown puri (+22 milioni), gli aperitivi alcolici (+18,5 milioni), il vino Igp e Igt italiano (18,1 milioni). Unica bevanda analcolica, la cola (+16,7 milioni).

 

Cresce l’interesse per il vino bio

Il rapporto “Vino e spirits” elaborato da Sace, Mediobanca e Ipsos, illustrato a Verona durante il Vinitaly Special Edition (17-19 ottobre) attesta un +14,5% del vino e un +23,2% degli “spirits”. Lo studio rivela inoltre che la pandemia del 2020 ha consolidato alcune tendenze già in atto. Protagoniste restano le cantine (+4,5%) spinte dall’online, soprattutto (+74,9%) dai siti aziendali. Cresce inoltre l’interesse per il vino biologico (+10,1%), in particolare verso prodotti vegani e naturali (2% del mercato).

La produzione di vino biologico vede l’Italia leader in Europa, con superfici dedicate in aumento del 15% rispetto al 2020. Un rapporto dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin mette in luce l’evoluzione della viticoltura biologica tra il 2005 e il 2019. Aumentano le superfici coltivate a biologico: nel 2019, su un totale di 63 Paesi di tutti i continenti coinvolti nella viticoltura biologica, si è registrata una superficie totale certificata stimata in 454mila ettari, pari al 6,2% della superficie totale mondiale vitata. Italia, Spagna e Francia insieme rappresentano il 75% dei vigneti biologici mondiali. In Italia l’incidenza dei vigneti bio sul totale dei vigneti corrisponde al 15%.

 

Winelivery apre i primi store

Il trend del consumo domestico è favorito anche dalla continua crescita dei servizi di home delivery specializzati come Winelivery, leader della consegna di alcolici a casa. Il servizio è presente in cinquanta città italiane, mentre le app scaricate sono oltre 700mila. Il fatturato consolidato a fine 2020 è stato di 7,5 milioni di euro, cioè sei volte quello del 2019. La crescita è dunque superiore al 600%. La società sta per lanciare sessanta punti vendita dedicati Winelivery Pop in tutto il Paese.

I prodotti più acquistati sono vino (46,7%), birra (29,3%) e superalcolici e cocktail (12%). Il cliente di Winelivery acquista dalle due alle tre bottiglie ed è giovane: va dai 25 ai 45 anni e non si ritiene esperto di vini, così la sua scelta è guidata dalle recensioni sul portale.


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