Un paese che fa acqua (minerale)

L’Italia è il primo consumatore di acqua in bottiglia in Europa. Abbiamo quasi 300 marche e 8mila persone impiegate, sempre più impegnate nella sfida della sostenibilità



29 Apr 2015 - 15:12

La bevanda italiana più conosciuta nel mondo? In tanti non avrebbero dubbi a rispondere “il vino”. Eppure, c’è un altro business nel quale il nostro Paese ha numeri decisamente più alti rispetto alla media: quello dell’acqua minerale.

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Italia medaglia d’oro in Europa

L’elevato consumo di acqua in bottiglia, infatti, è una peculiarità del nostro Paese, ricco di sorgenti e di acque eccellenti per gusto e proprietà e molto varie: una caratteristica, quest’ultima, che dipende dalla ricchezza del nostro paesaggio e dei nostri terreni, poiché l’acqua minerale assume caratteristiche diverse a seconda delle rocce che attraversa. Nel 2013 l’Italia è stata il Paese europeo (e il secondo nel mondo dopo il Messico) in cui se ne è consumata di più: circa 192 litri a testa in un anno, poco più di mezzo litro al giorno. Un trend che continua a crescere dal 1980, quando i litri annui consumati pro capite erano solo 47.

Un giro d’affari da 2,4 miliardi di euro

Una crescita testimoniata anche dai dati Beverfood.com elaborati da Mineracqua, Federazione degli operatori delle acque minerali che pubblica l’annuario Bevitalia, relativi all’economia che ruota intorno all’acqua minerale: nel nostro Paese ci sono 156 stabilimenti e 296 marche, che impiegano 8mila addetti e che, lo scorso anno, hanno imbottigliato 12,5 miliardi di litri, per un giro d'affari di 2,4 miliardi di euro. Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Sicilia, Sardegna e Calabria sono le regioni con più stabilimenti, da 10 a 18, mentre i consumi di acqua minerale sono equamente distribuiti sul territorio: Nord Ovest 29%; Nord Est 19%; Centro e Sardegna 25%; Sud e Isole 27%.

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Questione di gusto

Ma quanti sono gli italiani che bevono acqua minerale in bottiglia? E perché? A queste domande ha risposto una recente ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino e sviluppata da GfK Eurisko nel 2013, da cui emerge che l’81% degli italiani consuma acqua minerale. In particolare, il 37% consuma esclusivamente acqua in bottiglia (dato in crescita rispetto al 2011, quando il valore era al 36%), il 14% esclusivamente acqua del rubinetto e il 44% le consuma entrambe. Tra coloro che bevono acqua in bottiglia, la più amata è l’acqua liscia, preferita dal 66% degli italiani, seguita da quella frizzante (18%) e dalle effervescenti naturali (16%).

Sono soprattutto il gusto e la sicurezza del prodotto a guidare le scelte dei nostri connazionali: il 55%, infatti, beve l’acqua minerale perché ha un buon sapore, è naturale, sicura e testata, mentre il 52% la sceglie per ragioni legate al benessere, poiché è diuretica, salutare, aiuta la digestione ed è importante per il buono stato delle ossa. Viceversa, coloro che consumano l’acqua del rubinetto lo fanno soprattutto per questioni di convenienza economica (il 47%, in netta crescita rispetto al 35% del 2011) e, in secondo luogo, per ragioni di disponibilità (42%).

Un occhio all’ambiente

Un consumo d’acqua massiccio come quello del nostro Paese, però, ha un impatto tangibile sull’ambiente, dovuto principalmente a produzione, smaltimento e trasporto delle bottiglie. Visto che la sensibilità ambientale influenza sempre più le scelte dei consumatori, molte aziende produttrici stanno correndo ai ripari: le bottiglie di plastica, ad esempio, sono oggi realizzate in Pet (polietilene tereftalato), materiale testato per non rilasciare particelle – in normali condizioni di stoccaggio – e riciclabile al 100%. Inoltre, molti produttori sono intervenuti sul peso e sullo spessore delle bottiglie, che sono stati notevolmente ridotti. Infine, le filiere sono sempre più corte: dall’imbottigliamento ai negozi generalmente non trascorrono più di 48 ore, perché molti brand, ad esempio quelli della grande distribuzione (proprio nei supermercati, ipermercati e discount è venduto il 71% delle bottiglie), hanno siglato accordi con aziende non distanti dai propri punti vendita.

Da oggi, quindi, anche l’acqua è un po’ più verde.

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Contenuti a cura di The Van


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