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Vacanze all’italiana 

I tour operator italiani scommettono su acquisizioni e integrazioni per rilanciare un settore in rapida ripresa



The Van, 02 Ott 2018 - 16:44

“Vacanze fai da te? No Alpitour? Ahi ahi ahi …”. Chi non ricorda questa celebre pubblicità degli anni 80? Il messaggio da trasmettere ai consumatori era chiaro: per organizzare una vacanza, meglio rivolgersi a un operatore qualificato. Ma adesso che l’estate è appena passata, è il momento giusto per tracciare un primo bilancio: quali sono i principali tour operator italiani? E qual è il loro stato di salute? Il mondo dei tour operator e delle agenzie di viaggi si è completamente trasformato negli ultimi 10 anni: con l’avvento di internet, la loro vita si è fatta più difficile, in più la crisi economica e le turbolenze internazionali hanno stravolto le logiche di mercato. Circa un terzo dei primi 30 tour operator italiani è sparito nel nulla e chi è rimasto ha dovuto cambiare modello di business. Negli ultimi anni, comunque, s’intravedono chiari segnali di ripresa che fanno ben sperare per un mercato che vale 13,2 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati forniti dalla società di consulenza KPMG.

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Lo storico marchio torinese punta sempre più in alto

Il Gruppo Alpitour c’è ancora ed è in ottima salute: l’azienda di proprietà della merchant bank italiana TIP (Tamburi Investment Partners) ha chiuso il 2017 con un fatturato di 1,2 miliardi di euro e un utile netto di 10,5 milioni. Nata a Cuneo nel 1947 come piccola agenzia di viaggi, rappresenta oggi la più importante e poliedrica realtà turistica italiana che mette insieme tour operating, aviation, hotel management, incoming e travel agencies. Un processo di sviluppo che marcia su due binari di uguale peso: le acquisizioni – è di agosto 2018 l’acquisto di Eden Viaggi – e la crescita interna con investimenti nell’attività alberghiera con il marchio VOIHotels e nella flotta aerea, con il vettore Neos. La sola divisione Tour Operating produce un fatturato di oltre 747 milioni di euro con i maggiori ricavi registrati dai marchi Alpitour e Francorosso, un altro brand storico dei viaggi esclusivi made in Italy che si è aggiudicato nel 2015 e nel 2016 il secondo posto nella classifica dei migliori tour operator italiani dall’Istituto tedesco di Qualità e Finanza, subito dopo Alpitour. Tra le destinazioni più premiate, il Vietnam, dove il Gruppo ha inaugurato a dicembre un nuovo polo turistico sull'isola di Phu Quoc. Andamenti positivi anche per l'East Africa, dove spiccano la Tanzania e il Kenya, e per l'Oceano Indiano, trainato dalle Maldive, dal Madagascar, dallo Sri Lanka e da Mauritius. Dopo anni di crisi, è tornato a crescere anche l'Egitto. Per quanto riguarda, invece, le destinazioni a corto raggio, oltre alle classiche Italia, Grecia e Spagna, il Gruppo ha creato nel 2017 www.albaniatravel.com un tour operator specializzato con sede a Tirana, controllato al 100%, e ha avviato la realizzazione di un albergo, di cui avrà la gestione per 15 anni. L’obiettivo è arrivare in tre anni a 10 milioni di euro di fatturato, con 15-20 mila arrivi.

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In “ripartenza” tra integrazione verticale e diversificazione

Al quarto posto nella classifica nazionale dei tour operator italiani, dopo Alpitour, Francorosso e Eden Viaggi, Veratour ha chiuso il 2017 con un fatturato record a 204 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto al 2016, anche grazie al lancio di tre nuovi villaggi – due in Italia e uno alle Maldive – oltre a tre cambi di strutture su destinazioni già coperte (Mauritius, Kos e Marsa Alam). I Grandi Viaggi, quotata in Borsa Italiana dal 1998, nel corso degli anni si è concentrata sullo sviluppo di strutture di proprietà e nella gestione di villaggi. Nel 2017 ha prodotto ricavi consolidati per 56,2 milioni di euro e un utile di esercizio di 5,5 milioni di euro. Punta sul mercato francese Aeroviaggi, operatore siciliano con 9.700 posti letto tra Sicilia e Sardegna e 90 milioni di ricavi nel 2017, mentre l’operatore pugliese Nicolaus (63 milioni nel 2016) punta su strutture di lusso e target estero e si è da poco aggiudicata la gara per l’acquisizione del marchio Valtur che torna a Ostuni, dove il primo villaggio del marchio aveva aperto i battenti negli ani ’60. In piena espansione, il Gruppo Uvet che ha prodotto ricavi per 2,6 miliardi di euro nel 2017. Leader storico nei viaggi d’affari, il Gruppo ha deciso di scalare la classifica dei big del turismo nazionale: controlla un migliaio di agenzie di viaggio, gestisce alcuni hotel, ha comprato i tour operator Settemari e Condor e, con l’acquisizione della compagnia aerea Blue Panorama, porta avanti un ambizioso piano di espansione, attraverso un modello di offerta integrata. Punta invece all’indipendenza il Gruppo Gattinoni che chiude il 2017 con un fatturato a quota 246,5 milioni di euro e l’obiettivo di aumentare il volume d’affari di ogni divisione di almeno il 15% nel 2018.

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