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Lifestyle

Il digitale aiuta il turismo 

The Van  19 Giu 2018 - 10:14

Il comparto vale circa 55 miliardi di euro. Di questi, un quinto arriva grazie alle nuove tecnologie. Scopriamo alcune delle startup più innovative del settore



Il turismo italiano è in festa. Il 2018, infatti, ha visto un boom di prenotazioni straniere, con una crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente. I dati sono di ForwardKeys, società di analisi e servizi per l’industria turistica, che mostrano anche come l’Italia si difenda bene nel confronto con il resto del Pianeta: con oltre 50milioni di arrivi internazionali, infatti, il nostro Paese occupa il quinto posto a livello mondiale e il valore complessivo del settore turistico si aggira intorno ai 55 miliardi di euro.

A spiegare questa crescita c’è anche il ruolo crescente del digitale, che con un giro d’affari complessivo di 11,2 miliardi di euro (in pratica, il transato generato dall’acquisto online di un prodotto in ambito turismo), rappresenta un quinto del mercato, con una crescita del 9% rispetto allo scorso anno secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano.

Tra i protagonisti del turismo digitale ci sono alcune startup che, partite come piccoli progetti, hanno raggiunto riconoscimenti a livello globale: Musement, Guide Me Right, Sharewood, Nausdream e Bookingbility sono alcune delle idee più interessanti.

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Con Musement il biglietto è online

Tra i leader del turismo digitale italiano c’è Musement. Fondata nel 2013 da quattro amici appassionati di mostre e d’arte, è una piattaforma che consente ai turisti di acquistare biglietti per musei, mostre, spettacoli ed eventi sportivi. Il Ceo è Alessandro Petazzi, ex manager di Fastweb, che insieme al suo team ha saputo ottenere grandi traguardi, come i 15 milioni di euro di finanziamento e i 12 milioni di fatturato (nel 2016). Oggi l’azienda con sede a Milano opera in mezzo mondo (ha uffici a Barcellona e country manager che operano in Paesi come Stati Uniti e Regno Unito) e lo scorso anno ha acquisito Triposo, una startup olandese che ha realizzato una guida turistica, scaricata più di 10 milioni di volte, che si serve dell’intelligenza artificiale.

 

Sharewood, attrezzature a portata di click

Sempre a Milano nasce un’altra startup che si è fatta strada. Si chiama Sharewood ed è una piattaforma che consente a privati di scambiarsi attrezzature sportive. Il Ceo è Piercarlo Mansueto, che ha avuto l’idea a seguito di una sua esperienza personale: era a Tarifa (Spagna) in vacanza e cercava qualcuno che gli noleggiasse una tavola da surf. Non riuscendo a trovarla, ha deciso di realizzare un business sul noleggio di attrezzature per lo sport. Nel 2017 Sharewood ha registrato 32mila prodotti affittabili tra Italia, Portogallo, Regno Unito, Finlandia e Belgio e oltre 3mila noleggi. Dal 2016, anno della fondazione, ha ottenuto investimenti per 247mila euro e riconoscimenti internazionali, come i People's Choice, il premio della convention internazionale che riunisce il meglio dell’industria del travel mondiale.

 

Bookingbility, disabilità accessibile

Spostiamoci a sud. Una ragazza palermitana, Annalisa Riggio, ha dato vita a Bookingbility, un portale che aiuta chi è affetto da disabilità a trovare in Italia, come all’estero, hotel, case vacanze e b&b attrezzati per le proprie esigenze. Bookingbility ha vinto lo Startup Weekend di Palermo nel 2015 e pochi mesi dopo è stata selezionata per entrare in Tim Working Capital, l’acceleratore di impresa che seleziona realtà innovative in tutt’Italia promosso dal colosso italiano della telefonia.

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Guide Me Right, per la ricerca di guide locale

Tre ragazzi di Sassari, Luca Sini, Pietro Pirino e Andrea Zanza sono invece i fondatori di Guide me Right, una startup fondata nel 2014 che si inserisce nel solco della sharing economy. L’idea della piattaforma è mettere in contatto turisti con abitanti che fungono da guida: sono i cosiddetti Local Friend, persone del posto che possono ottenere un guadagno dalla promozione del proprio territorio. L’app è cresciuta negli anni conta più di 15mila utenti iscritti (dati 2016) e ha raccolto 270mila euro di finanziamenti.

 

Nausdream, esperienze in mare

Questa carrellata sulle startup del turismo si chiude con Nausdream, una piattaforma che raggruppa esperienze turistiche in mare (escursioni in barca, cene e aperitivi a bordo, attività sportive in mare). nata a novembre del 2015 nel Contamination Lab di Cagliari, progetto per la creazione di cultura di impresa e startup innovative promosso dall'università cittadina. Nausdream ha saputo attirare l’attenzione dei venture, come quella di Barcamper Ventures che l’ha finanziata con 230mila euro sottoscrivendo poi un primo aumento di capitale di 120mila euro, e nel corso degli anni ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali: è la prima e unica startup italiana entrata in Parallel18, programma di attrazione di startup Usa e internazionali promosso dal governo di Porto Rico.

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