Il Belpaese colpisce ancora

L’estate 2019 è agli sgoccioli. Riuscirà il nostro Paese a superare un 2018 da record a livello di visite e presenze negli alberghi?



The Van, 03 Set 2019 - 10:30

Buon viaggio, Italia! Il nostro Paese, che vede il turismo come uno dei suoi comparti economici più importanti, si appresta a tirare le somme della stagione estiva 2019 dopo aver vissuto un ottimo 2018. Secondo i dati di Federalberghi, la crescita delle presenze lo scorso anno si è attestata sull’1,8%. Un dato inferiore a quelli di Germania (+4,6%) e Francia (+2,2%), ma superiore alla Spagna (-0,8%). L’Italia ha quindi continuato la sua crescita, seppure decisamente più contenuta rispetto a quella eclatante registrata nel 2017 (+11,2, superiore a Spagna, Francia, Regno Unito e Germania), dovuta a circostanze particolarmente favorevoli come il miglioramento economico globale, il buon clima nella stagione estiva e le persistenti tensioni geo-politiche in alcuni Paesi concorrenti.

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Piccoli alberghi crescono

Negli ultimi decenni l’offerta alberghiera italiana ha conosciuto un costante processo di ristrutturazione caratterizzato da un lato dalla progressiva riduzione (o contenimento all’espansione) del numero di strutture, e dall’altro dall’incremento della capacità ricettiva in termini di camere e letti disponibili. L’uscita dal mercato delle aziende di piccole dimensioni e la forte migrazione delle imprese minori verso livelli più elevati di offerta hanno determinato un incremento della dimensione media degli alberghi, passata da 37,6 a 67,9 letti per esercizio tra il 1980 e il 2017. Al graduale spostamento del sistema dell’offerta alberghiera verso strutture di dimensioni sempre più ampie si è affiancato un intenso processo di riqualificazione, che ha visto contrarsi progressivamente il numero degli esercizi di bassa categoria e ampliarsi quello degli alberghi di categoria medio-alta. Si è dunque attivato, nel tempo, un processo che ha riequilibrato la composizione dell’offerta ricettiva alberghiera dell’Italia: il peso, sul totale, degli esercizi a 1 e 2 stelle, che ancora fino al 2000 rappresentavano circa la metà degli alberghi italiani, si è ridotto al 25,9% nel 2017, mentre sono cresciuti sia gli alberghi a 3 stelle, attualmente la categoria più rappresentata (54,9%), che quelli a 4 e 5 stelle.

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Da Nord a Sud, l’Italia degli alberghi

La maggior parte degli esercizi e dei letti continua a essere localizzata nelle regioni del Nord, caratterizzate da una più antica vocazione turistica. La regione in cui l’offerta ricettiva alberghiera (in termini di letti) è più elevata è l’Emilia-Romagna, seguita da Trentino-Alto Adige e Veneto. Va comunque aggiunto che nel corso degli anni si è assistito a una redistribuzione dell’offerta nelle aree del Paese: a una diminuzione di incidenza delle regioni del Nord si contrappone infatti un aumento di quella delle regioni meridionali, sia in termini di esercizi che di letti. A crescere di più tra il 2000 e il 2017 è stata, infatti, proprio l’offerta ricettiva alberghiera del Sud, che si è mostrata particolarmente dinamica in Puglia, dove il numero di letti è aumentato dell’80,2%, Basilicata (+59,5%), Sicilia (+57,9%) e Calabria (+57,4%).

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Questione di lusso

La dimensione media degli esercizi alberghieri è più elevata nelle regioni meridionali, così come è maggiore nelle regioni del Sud la presenza di alberghi di livello superiore: spetta alla Sardegna il primato degli alberghi di categoria più elevata, seguita da Sicilia, Campania e Puglia. In generale, la relativa maggiore qualificazione delle strutture alberghiere operanti nell’Italia meridionale trova la sua giustificazione nello sviluppo più recente dell’offerta turistica di quest’area. A seguire Lazio, Lombardia, Calabria, Basilicata, Toscana e Veneto, tutte regioni con una presenza di strutture 4 e 5 stelle sopra la media nazionale. Tra i tanti alberghi di lusso, ricordiamo l’Hotel Cristallo di Cortina, nel 2017 l’unico della Luxury Collection, che raggruppa gran parte degli alberghi più belli del mondo, in montagna su 118 località, e il Lefay Resort, che proprio recentemente è stato inaugurato nelle Dolomiti, a Pinzolo, con un investimento di 65 milioni di euro, affiancandosi al Lefay Resort & Spa di Gargnano, sul Lago di Garda, che per il quinto anno ha vinto il premio di miglior spa d’Europa.


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