Un bus chiamato desiderio

Due aziende attive nel trasporto extraurbano, Busrapido e Busforfun, hanno subito un brusco stop a causa della pandemia. Ma proprio l’emergenza ha fornito loro nuove idee di business



The Van Group, 18 Giu 2020 - 09:30

Certi treni bisogna saperli prendere al volo. E lo stesso si può dire per i bus. Se un evento imprevedibile mina alle basi il proprio business, l’unica soluzione è trovare rapidamente proprio nelle mutate condizioni lo spunto per riprogettarlo con nuove premesse. È quello che ha fatto la startup Busrapido, primo sito di prenotazioni di autobus a noleggio in Italia che nel 2019 ha fatturato 1 milione di euro. «Il 2020 era iniziato in modo molto positivo e ci apprestavamo a sbarcare nel Regno Unito, quando è arrivato il coronavirus. Con molti settori fermi – dal turismo ai convegni – abbiamo deciso di ampliare un segmento su cui lavoravamo anche in precedenza: quello delle navette aziendali» spiega Roberto Ricci, il fondatore. L’idea è offrire alle aziende un servizio di trasporto per i dipendenti in totale sicurezza: a bordo misurazione della temperatura, posti distanziati, sanificazione a ogni viaggio, tracking in tempo reale, onboarding touchless e un kit igienico (guanti, mascherina e gel) per ogni passeggero. «In piena fase 1, in attesa della fase 2, ci siamo reinventati. Stiamo proponendo il nostro servizio ai mobility manager delle grandi aziende. Il primo passo è realizzare un preventivo in base al numero dei dipendenti e alle loro zone di abitazione, in modo da individuare i cluster da accorpare su ogni mezzo. Il prezzo finale è variabilissimo: si va dai 4 ai 16 euro al giorno a dipendente. A sostenerne l’onere può essere l’azienda, il dipendente o entrambi in condivisione. I nostri punti di forza: la tecnologia e un’operatività h 24».

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Di necessità virtù

Ha fatto di necessità virtù anche Busforfun, azienda fondata nel 2016 da due over 40, Davide Buscato e Luca Campanile, manager e colleghi in un’azienda di trasporti veneta. «Ci siamo resi conto che esisteva un vuoto di mercato nei servizi di trasporto agli eventi per i ragazzi nella fascia d’età 13-24 anni, i cosiddetti Millennials. A questa età o non hanno la patente o per sicurezza è meglio che non utilizzino la macchina per andare a un concerto o a un evento, che magari si tiene a centinaia di chilometri di distanza e implica il ritorno di notte. Ci è venuta l’idea di creare un portale attraverso il quale vendere i biglietti del pullman, anche abbinati all’ingresso all’evento». L’idea piace, prima agli investitori (i due soci raccolgono un milione di euro tra il Fondo di Garanzia, Smart&Start e un bando della Regione Veneto). Ma piace anche ai clienti e i numeri lo dimostrano: 54mila persone trasportate a oltre mille eventi in tutta Europa. Poi arriva il coronavirus e gli eventi vengono, uno dopo l’altro, cancellati o rimandati.

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Un servizio capillare e flessibile

«L’anno era iniziato alla grande: pensavamo che fosse arrivato il momento di raccogliere frutti, dopo cinque anni di semina. Intendevamo espanderci all’estero, in Spagna in particolare. Avevamo già prenotato la nostra partecipazione a fiere internazionali. È stato come andare su una Ferrari lanciata a 300 Km all’ora… contro un muro!» continua Buscato. Dopo qualche settimana di comprensibile smarrimento («Passavamo da un webinar all’altro») è arrivata l’idea di diversificare. «Gli shuttle bus che portano i dipendenti nelle aziende non li abbiamo inventati noi: all’estero sono una realtà consolidata. Abbiamo pensato di adattare la nostra tecnologia per offrire un servizio capillare e flessibile. Siamo partiti dalla nostra regione, il Veneto, stringendo un accordo con Atvo (Azienda trasporti Veneto orientale) per garantire un servizio di navetta alle aziende. In seguito, abbiamo attivato otto linee di trasporto a Milano. I nostri interlocutori sono le grandi aziende, a seguire le Pmi. Partiamo dalle grandi città, ma prevediamo che questa esigenza sarà sentita presto anche in provincia» continua Buscato. Busforfun per l’estate prevede anche dei pacchetti turistici con destinazione spiagge e città d’arte. In autunno si conta di lanciare una meta come Santiago de Compostela. E i grandi eventi? «I primi sono stati riprogrammati nella primavera 2021, perciò è necessario diversificare. La nostra forza? La tecnologia e il nostro team: 15 persone che cerchiamo di mantenere coese e motivate anche in questi momenti difficili e all’insegna del cambiamento» conclude Buscato.

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