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Una tradizione che non va mai in fumo

Il sigaro Toscano vanta due secoli di storia, una filiera interamente italiana e una produzione in continua crescita



The Van, 14 Dic 2018 - 10:35

Il sigaro Toscano è uno dei marchi d’eccellenza del made in Italy: forte di 200 anni di storia, posizionamento premium e una filiera agro-industriale con una produzione di oltre 210 milioni di pezzi all’anno, anche in versione export per gli Stati Uniti.

E pensare che tutto è iniziato sotto il buon auspicio di... un temporale estivo. Era l’agosto del 1815 e, mentre in Europa si stavano disegnando i nuovi confini al seguito delle guerre napoleoniche, nella Manifattura tabacchi di Firenze una partita di tabacco – lasciata a essiccare al sole – venne bagnata da un violento acquazzone. A quel punto si decise di produrre dei sigari economici da vendere al popolo di Firenze, e nessuno si sarebbe mai aspettato un successo di quella portata. L’acqua, infatti, aveva fatto fermentare il tabacco dandogli un gusto del tutto “nuovo”.

È nata così la leggenda del sigaro Toscano, che dal 1818 è entrato ufficialmente in produzione. E a due secoli di distanza, la sua fortuna non è di certo andata... in fumo.

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Ritorno a casa

La sua originale tradizione produttiva si tramanda infatti di generazione in generazione e nel 2006 ha visto la luce la Manifatture Sigaro Toscano SpA (MST), dopo che un gruppo di imprenditori guidati dal Gruppo Industriale Maccaferri ha acquisito dalla British American Tobacco Italia il ramo d’azienda che produceva e commercializzava i sigari a marchio Toscano. Oggi il vertice aziendale è composto da Luca di Montezemolo (Presidente), Gaetano Maccaferri (Vicepresidente), Aurelio Regina (Vicepresidente) e Stefano Mariotti (Amministratore Delegato), figure a capo di una realtà che ha riportato “a casa” un marchio nazionale storico, elemento distintivo della cultura, dello stile e della creatività riferita alla grande industria manifatturiera italiana.

Con la sua caratteristica forma irregolare tronco-conica, il sigaro Toscano è infatti un prodotto unico, rigorosamente fatto a mano – da sigaraie che seguono 18 mesi di formazione prima di essere ammesse alla fase operativa finale – utilizzando unicamente tabacco kentucky, seguendo una particolare tecnica di fermentazione e lunghi periodi di stagionatura.

Quella del sigaro Toscano è l’unica filiera tabacchicola interamente italiana, con circa 220 coltivatori concentrati tra Valdichiana, Valtiberina, Lazio, Campania e Veneto, 1.800 addetti, un centro di ricevimento, perizia e sviluppo tabacco (Foiano della Chiana) e due manifatture (Lucca e Cava de’ Tirreni) che danno vita a un’ampia gamma di sigari di qualità per tutte le tipologie di pubblico, destinata al mercato nazionale e all’estero: dal Toscano Originale (con le varietà “Millennium” e “Presidente”) al Toscano tradizionale (come l’“Antica Riserva” o l’“Extravecchio”), dalla Linea d’Autore (“Garibaldi”, “Soldati” e “Modigliani”) agli Ammezzati (come il celebre “Toscanello”).

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Export in crescita

Il fatturato della Manifattura Sigaro Toscano quest’anno dovrebbe sfiorare i 110 milioni di euro, in perfetta linea con la crescita registrata nell’ultimo triennio; nel 2017 si è chiuso a 102,1 milioni, con un ebitda di 33,2 milioni e un utile netto di 17,3 (nel primo semestre 2018 il fatturato ha segnato +3,4% e l’ebitda +4%).

Nei primi 9 mesi del 2018 la crescita dell’export si è attestata poco al di sotto del +30% rispetto alle vendite dell’anno precedente; una performance guidata dagli USA (dove il Toscano sta praticamente raddoppiando le vendite del 2017), dalla Turchia (che diventa il terzo Paese per volumi del gruppo MST), dalla Germania, da tutto l’Est Europeo e dal Duty Free internazionale.

Sono ben 53 gli Stati in cui sventola la bandiera della Manifattura Sigaro Toscano e tra questi un posto di primo piano spetta agli USA. Qui il sigaro Toscano può essere venduto anche fuori dalle tabaccherie, ma l’espansione non fa leva tanto sui negozi, quanto piuttosto su eventi e degustazioni rivolti ai consumatori e fatti in collaborazione con i rivenditori e con l’aiuto di esperti: così come esistono sommelier del vino, esistono infatti sommelier del Toscano che insegnano come degustarlo o come abbinarlo a cibi e bevande. Perché il sapore e il piacere del made in Italy possono benissimo passare anche attraverso la boccata di un buon sigaro.

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