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Le private label conquistano il mercato

Oltre 10 miliardi di euro di fatturato per una quota vicina al 20% del mercato. I prodotti a marca del distributore (MDD) nel 2018 hanno messo a segno una crescita del 2,5%



The Van, 26 Mar 2019 - 17:00

I prodotti a marca del distributore (o private label) sono ormai prossimi al 20% del mercato (erano al 14,2% nel 2008, dati Nielsen) e sviluppano un giro d’affari di circa 10,3 miliardi di euro, cifra che si prevede raggiungerà gli 11 miliardi entro il 2020. Nei primi 11 mesi del 2018 hanno registrato una crescita a valore del 2,5% contro il +0,3% dei consumi totali nella grande distribuzione. Secondo i dati presentati a Bologna in occasione di Marca (fiera specializzata nel settore MDD, sigla con cui sono identificati questi prodotti), quasi 1 acquisto su 5 effettuato nella distribuzione moderna è a marca del distributore, complici un ampliamento degli assortimenti (+6,1% rispetto al 2017), la leva promozionale, ma anche l’innovazione nelle confezioni, la chiarezza nella tracciabilità e la garanzia nella sicurezza dei prodotti, tutte caratteristiche che hanno consentito a questi prodotti di guadagnare terreno, reputazione e fiducia dei consumatori. Tanto che lo scorso anno, per la prima volta, la quota di prodotti “premium” (8,4%) a marca del distributore ha superato con una crescita del 13% quella dei prodotti con “primo prezzo” (3,5%), in calo del 6,2%. Nonostante l’area “mainstream” continui a detenere oltre i tre quarti del mercato, rivelano una notevole dinamicità il comparto “funzionale” con una crescita del 13,6% che l’ha portato a una quota del 2,5%, ma soprattutto l’area “bioeco”, in crescita del 7,5% fino alla quota di 7,3%

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La prima scelta

Ormai, per 1 consumatore su 2, la marca del distributore è la prima scelta e non un prodotto sostitutivo della marca industriale, comportamento che si verifica soprattutto nel fresco, cioè carne, salumi e latticini, ma anche nel comparto dei prodotti per la cura della persona e dell’igiene personale la marca del distributore è ormai la prima scelta per il 20% dei consumatori. D’altra parte, secondo l’Osservatorio Lifestyle Nomisma, la qualità del prodotto è in assoluto uno dei valori più importanti nel guidare gli acquisti nel food e la marca del distributore, oltre a presentare un ottimo rapporto qualità/prezzo (36% dei responsabili acquisto riconosce tale attributo come rilevante), è sinonimo di ingredienti di qualità (30%), con forte capacità di rispondere alle esigenze del consumatore (19%) e in grado di offrire garanzie e certificazioni (14%). Anche per le categorie non food (igiene e pulizia della casa/igiene e cura della persona), la marca del distributore raccoglie analoghi elementi valoriali: capacità di rispondere alle esigenze del consumatore (29%), qualità al giusto prezzo (25%) e ingredienti di qualità (24%).

 

Attenzione alla qualità

La forza della private label è confermata anche dal fatto che il 23% dei responsabili di acquisto sceglie sempre l’insegna per la qualità dei suoi prodotti a marca presenti in assortimento. Non solo, il 48% degli acquirenti dei prodotti di marca del distributore si dichiara disposto a rinunciare alla comodità di un punto di vendita vicino per raggiungere l’insegna che propone i prodotti a marca del distributore che preferisce e il 40% è pronto a cambiare insegna se il punto di vendita frequentato di solito, all’improvviso, smettesse di vendere i prodotti a marca del distributore preferiti.

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Despar Italia tra novità e sostenibilità ambientale

Tra i primi 10 player del mercato, Despar Italia rivela per quanto riguarda i prodotti private label performance a livelli superiori rispetto alla media di settore registrando, con una quota di mercato pari al 19,3%, un aumento del fatturato pari al 5,4% rispetto al 2017. La focalizzazione sui prodotti a marchio Despar è risultata peraltro evidente dall’impegno del Consorzio nello sviluppo di nuove referenze: nel 2018 sono stati lanciati 267 nuovi prodotti, mentre 106 referenze sono state oggetto di aggiornamento. Tra le novità, salumi e formaggi IGP e DOP e alimenti bio che spaziano dai formaggi ai cereali per la prima colazione. Sempre con riferimento ai prodotti a marchio, è stata riservata una certa attenzione alla sostenibilità ambientale. Ne è un esempio il lancio di prodotti di ortofrutta di filiera confezionati in package al 100% compostabili, inseriti all’interno della linea Passo dopo Passo. La sensibilità verso la tematica della riduzione degli sprechi alimentari è stato il driver che ha spinto Despar all’introduzione di pack (come, per esempio, nella linea Equo Solidale di frutta secca) eco-sostenibili, interamente riciclabili, richiudibili fino a 22 volte e in grado di mantenere il prodotto fresco più a lungo. Nel campo della salute e del benessere, Despar ha avviato un’importante collaborazione con l’Università di Parma (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco) per allineare le formulazioni dei propri prodotti a marchio con gli obiettivi previsti dal Ministero della Salute che prevedono una riduzione nei prodotti alimentari dei contenuti di grassi saturi, zuccheri e sale, la rimodulazione delle porzioni e l’aumento del contenuto di fibre. Il progetto si è concretizzato nell’analisi di 313 prodotti a marchio Despar appartenenti a 9 categorie differenti. Infine, nel campo del controllo qualità, nel 2018 sono stati verificati complessivamente 854 prodotti per un totale di 3.198 analisi.

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