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Lifestyle

Periodo d’oro

The Van  08 Apr 2019 - 13:30

Per il comparto dell’oreficeria e della gioielleria si confermano strategiche le esportazioni. E intanto il settore guarda al futuro puntando sull’innovazione



Utilizzando un gioco di parole, possiamo dire che continua continua il periodo… d’oro del settore. Oreficeria e gioielleria, nel nostro Paese, continuano infatti a mostrare buoni numeri. Lo testimoniano le vendite del Natale 2018: secondo i dati dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio, il 12,7% degli italiani ha acquistato preziosi, bijoux o orologi in linea con la percentuale del 2017 (12,3%) e il 17,2% ha dichiarato di aver aumentato il budget di spesa relativo. Anche la composizione della distribuzione sui canali di acquisto resta stabile, con una leggera crescita delle gioiellerie tradizionali rispetto ai centri commerciali a fronte del costante incremento degli acquisti on line sia su mall come Amazon che sulle e-boutique dei brand.

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Cresce l’export…

In ogni caso, per questo mercato, si confermano strategiche le esportazioni con un saldo commerciale in avanzo per 3,17 miliardi di euro nei primi tre trimestri del 2018. I dati elaborati da Confindustria Moda-Federorafi, infatti, attestano che nei primi tre trimestri dell’anno scorso il valore complessivo dell’export ha superato i 4,7 miliardi di euro, mentre quello dell’import si è fermato a poco più di un miliardo e mezzo, metalli preziosi e gemme esclusi. In particolare, è positivo il segno in alcuni mercati come Gran Bretagna, dove si è registrato un +18,2%, Sudafrica, Canada, Giappone e Russia, per i quali si prevedono ulteriori crescite.

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… ma occhio alla contraffazione

Il tema dell’export è molto delicato e dal settore arrivano diverse richieste, tra cui quella di una tassazione diversa in grado di favorire il Made in Italy, come ha indicato David Ragionieri, general manager delle Industrie Testi, titolari del brand Rebecca. Lorenzo Montecchi di Bertani & Co. non esita a sottolineare che sono le esportazioni a salvare il settore e auspica politiche protezionistiche da parte dell’UE.  Altro tema sensibile, quello della contraffazione, che secondo alcuni operatori dovrebbe essere combattuta tutelando le aziende che investono in Italia in elevata tecnologia. D’altra parte, numerosi operatori del settore sono concordi nel sostenere che il Made in Italy sia difficile da copiare: “Abbiamo risorse uniche. Anche chi ha puntato su produzioni all’estero, ora sta rientrando perché le competenze e la professionalità che abbiamo noi sono difficili da trovare altrove” ha dichiarato Maria Cristina Squarcialupi, vice-presidente di Unoaerre. “I giovani che vogliono lavorare nel settore ci sono e hanno il vantaggio di saper usare la tecnologia dandoci l’opportunità di fare utili cambiamenti di riorganizzazione in una perfetta unione di tecnologia e artigianato”.

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Il futuro del gioiello tra sostenibilità e materiali innovativi

Ma quali saranno gli orientamenti per i prossimi anni? I materiali stanno diventando più sostenibili, i brand più attenti, la comunicazione più trasparente, la tecnologia più smart: a causa dei profondi cambiamenti sociali che stanno attraversando il mondo, i consumatori stanno sviluppando nuovi comportamenti e costruendo nuove identità. Paola De Luca, direttore creativo e co-fondatore di Trendvision Jewellery + Forecasting, centro di ricerche dei fenomeni sociali nell’ambito dei prodotti del lusso, ha indicato i cinque profili dei nuovi consumatori 2020, declinandone orientamenti e attitudini: intellectual rebel, in fuga dallo stress quotidiano e dalle tecnologie, è alla ricerca di una vita appagante, piacevole, creativa e vuole un gioiello che reinterpreta il gusto retrò; spiritualist, attratto dal mistero e dalla tradizione delle culture lontane, preferisce gioielli caratterizzati dal simbolismo; dualistic traveller, accogliente ed esploratore, è attratto dal passato, di cui recupera gemme e camei; phygital, costantemente connesso, è creativo, innovativo, sperimentatore, quindi ama i colori fosforescenti, i metalli variopinti e i materiali innovativi; disruptive, supera l’identità di genere, recupera i segni tribali e le texture naturali.

Il gioiello per lui

Tra i segmenti più vitali e che vantano le migliori prospettive, quello del gioiello maschile: secondo una stima del New York Times le vendite globali di gioielli di lusso per uomo hanno raggiunto i 5,3 miliardi di dollari nel 2017. Dai risultati di una ricerca svolta in Italia dall’agenzia Klaus Davi & Co. e diffusi in occasione dell’ultima edizione di Vicenzaoro, salone dedicato all’oreficeria e alla gioielleria, in testa alle preferenze ci sono i gemelli (52%), seguono i bracciali (49%) e le collane (46%). Gli orecchini, che fanno impazzire i più giovani, ottengono il 40% delle preferenze, di poco staccati gli anelli (38%) e sempre più in voga risultano i piercing (31%), soprattutto alle labbra. Non mancano le spille (26%), sempre più presenti a corredo dell’abbigliamento maschile, da indossare sui risvolti di giacche informali, e, sulla stessa linea, i fermacravatte (23%). Anche gli orologi con diamanti, evidenti status symbol, riscuotono un discreto successo (18%). Chiudono la top ten i portachiavi e i pendenti da uomo (entrambi al 16%).


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