Si salpa verso la crescita

Il porto di Civitavecchia diventa il più grande terminal crocieristico d’Europa, confermando la leadership italiana nel settore, trainata da aziende come MSC e Costa



The van, 06 Giu 2018 - 15:01

L’inaugurazione è avvenuta venerdì 18 maggio: con i suoi 10 mila metri quadrati, il porto di Civitavecchia è diventato il più grande terminal crociere d’Europa, sorpassando Barcellona. La notizia si inserisce in un mercato che sta già vivendo una fase di ripartenza: da molti anni, infatti, l’Italia detiene il primato nel settore del traffico crocieristico, anche il 2017 aveva fatto registrare numeri abbastanza stazionari.

Ora, però, sembra essere tornato il sereno: secondo i dati di Risposte Turismo (rete di consulenti, ricercatori ed esperti, specializzati nel settore del turismo) riportati nell’annuale Speciale Crociere, il 2018 vedrà effettuati maggiori accosti – circa 240 – nei porti italiani rispetto allo scorso anno. Sempre secondo tali dati, frutto delle informazioni ottenute da 41 scali crocieristici rappresentativi, possiamo dire che a fine 2018 torneranno a essere 4 i porti capaci di muovere più di un milione di passeggeri: il già citato Civitavecchia, (2,4 milioni, + 9,3%), Venezia (1,4 milioni, stabile), Napoli (1,05 milioni, +13,2 %) e Genova (1 milione, +8,1%). 

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MSC Crociere, leader mondiale

La tendenza positiva è cominciata a inizio 2018: secondo il Cemar Agency Network di Genova, network è formato da 24 uffici locali, situati nei principali porti italiani, specializzato nell'assistenza ai clienti, “le previsioni indicano, per gli scali del nostro Paese, un incremento del 7,3% in termini di passeggeri movimentati: un risultato che va ricondotto principalmente alle nuove unità che stanno entrando a far parte in questi mesi della flotta di MSC Crociere”.

Con quasi 2 miliardi di fatturato, 13 navi e investimenti per oltre 6 miliardi di euro dal 2003 a oggi, l’azienda fondata da Gianluigi Aponte (attiva anche nel trasporto cargo), si conferma infatti uno dei leader mondiali nel settore e vuole continuare ad accrescere la propria flotta puntando in alto: il 9 giugno, infatti, è stata varata la più grande nave da crociera mai costruita in Italia, MSC Seaview,  realizzata nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, ulteriore conferma della preparazione italiana nel settore navale. Il colosso della cantieristica ha chiuso il 2017 con ricavi record di oltre 5 miliardi di euro (+13% rispetto al 2016), Ebitda di 341 milioni (+28% rispetto al 2016) e risultato di esercizio di euro 53 milioni (+279% rispetto al 2016). Con il nuovo piano industriale 2018- 2022, inoltre, il gruppo punta ad aumentare i ricavi fino a circa il 50% e l’Ebitda fino a circa il 100% rispetto al 2017.

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Costa guarda a Oriente

Ma torniamo alle crociere. Altro nome made in Italy è Costa (3,5 miliardi di fatturato nel 2016), dal 1997 parte del gruppo anglo-statunitense Carnival. Come sta accadendo per MSC, anche sta allargando la propria flotta, guardando con interesse verso est: nello stabilimento Fincantieri di Marghera, infatti, è in corso la realizzazione di una gigantesca nave da crociera (saranno ben 2.116 le cabine al suo interno) destinata al mercato cinese nel 2020, mentre nello stabilimento di Monfalcone si sta ultimando la Costa Venezia, che a marzo 2019 compirà il suo viaggio inaugurale proprio verso l’estremo Oriente, con tappa finale a Tokyo.

Affinché quella delle crociere italiane continui a essere un’eccellenza, però, c’è anche bisogno di personale esperto. E così, qualcuno si è inventato una scuola per lavorare a bordo delle navi: inaugurata a Genova un paio d’anni fa, la prima scuola in Italia dedicata esclusivamente alla formazione di professionisti dell’hôtellerie che lavoreranno sulle navi da crociera dura circa un anno e mezzo e alterna esperienze formative di aula a stage a bordo. Un bell’esempio di sinergia tra il mondo della lavoro e quello della formazione professionale.

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