Un mare di crescita

L’industria nautica italiana va a gonfie vele: nel 2018 la crescita ha raggiunto quota +10,3% sull’anno precedente. Il segreto? Export e grandi yacht. E una tradizione conosciuta nel mondo



28 Feb 2020 - 08:30

Vento in poppa per l’industria nautica italiana. I dati, riferiti al 2018, del rapporto La Nautica in Cifre, realizzato ogni dall’Ufficio Studi di UCINA Confindustria Nautica, parlano chiaro: + 75% rispetto al punto più basso toccato negli scorsi anni, ovvero quello del 2013, e +10,3% sul 2017. Una crescita trascinata dall’export e dai grandi yacht, che si confermano sempre più un’eccellenza italiana.

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Performance uniche nel panorama industriale

Nessun altro settore industriale italiano ha generato una crescita con risultati così importanti. Il fatturato globale della nautica nel 2018 ha raggiunto infatti i 4,27 miliardi di euro. Non solo, sempre secondo il rapporto La Nautica in Cifre, è aumentato anche il numero degli addetti diretti (22.310, +13,8% sul 2017), così come il contributo dato al PIL (2,02%, +10,6% sull’anno precedente).

Cresce soprattutto l’export, con Italia secondo esportatore globale, come esplicitato al convegno Boating economic forecast tenutosi nell’ambito dell’ultimo Salone Nautico di Genova, e il settore risulta al nono posto assoluto tra quelli in maggiore ascesa in termini di export negli ultimi vent’anni (elaborazioni di Fondazione Edison su dati Istat e ITC-UN Comtrade).

È così che l’industria nautica nazionale reagisce alla crisi, sfruttando l’eccellenza della produzione italiana, conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo. Il comparto che regala al nostro Paese il ruolo di leader internazionale è quello dei superyacht, ovvero le barche che superano i 24 metri di lunghezza.

I nostri cantieri infatti, secondo il Global Order Book - classifica internazionale che si basa sugli ordini ricevuti dai cantieri navali - raccolgono il 46% degli ordini mondiali: il primo mercato è quello degli Stati Uniti, con il 23,9% delle esportazioni di unità da diporto, per un valore totale di 476 milioni di dollari.

“Ancora una volta le ottime performance delle nostre aziende derivano soprattutto dall’eccezionale richiesta di prodotti italiani da parte dei mercati esteri: soltanto l’export delle imbarcazioni made in Italy vale oggi oltre 2 miliardi di euro”, ha spiegato allo scorso Salone Nautico di Genova Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison, partner dell’Ufficio Studi di UCINA Confindustria Nautica nella realizzazione dell’annuario statistico La Nautica in Cifre.

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I gruppi italiani leader nel settore nautico

Ma a chi va il merito di questi numeri? Sicuramente ai grandi nomi, come Fincantieri, i cui ricavi segnano un incremento del 9,7%, arrivando a 4.254 milioni (dato a settembre 2019) soprattutto grazie agli ordini di navi da crociera.

Lo stesso vale per Ferretti Group, che ha inaugurato il 2020 presentando al 51° Boot Düsseldorf in anteprima mondiale il nuovo Pershing 7X e la première Riva Dolceriva, dedicata al mercato tedesco. I modelli nuovi in arrivo sono vari, come anche i segmenti di mercato toccati dal brand, che si lancia in due settori ad alta potenzialità: l'outboard e il sailing. Alberto Galassi, Amministratore Delegato, ha sottolineato la crescita in corso per il gruppo, che ha chiuso il 2019 con un portafoglio ordini di 691 milioni di euro, segnando un +20% rispetto al 2018. Ma il Made in Italy del mare detta legge anche grazie a Azimut-Benetti, leader globale nei superyacht, che lavora per intaccare il primato del Nord Europa nel settore dei gigayacht. Il Gruppo, ha chiuso il 2018/19 con un valore di produzione superiore a 900 milioni di euro, segnando un +10% rispetto allo scorso anno e consegnando ben 260 unità. Non solo, in progetto ci sono nuovi modelli e una partnership per la realizzazione di un sistema ibrido innovativo.

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Sanlorenzo: i super yatch che valgono più di mezzo miliardo

Non stupisce quindi la rotta fatta su Piazza Affari dalla Sanlorenzo, boutique italiana di yatch dal 1958. L’azienda, che produce poche unità all’anno secondo desideri e stile dell’armatore che ne fa richiesta, ha debuttato in Borsa, nel segmento STAR, il 10 dicembre 2019, generando un forte interesse da parte di investitori internazionali (193,6 milioni il controvalore dell’operazione). La quotazione di un’azienda simbolo del made in Italy è un passo importante nel consolidamento ulteriore del suo posizionamento tra i leader mondiali del settore della nautica da diporto di lusso, oltre che un segnale molto positivo di conferma dell’andamento del mercato nautico.


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