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Lifestyle

Matera, il “miracolo” arriva da lontano

The Van  08 Feb 2019 - 10:00

La città lucana è la capitale europea della Cultura 2019. Una crescita costante negli anni trainata dal turismo



Da vergogna nazionale a patrimonio dell’Unesco. E, oggi, capitale europea della Cultura 2019 con una crescita del 176% del turismo in 7 anni. Quello di Matera non è un boom, però, ma il risultato di anni di lavoro, investimenti e capacità progettuale che hanno saputo trasformare un patrimonio storico-architettonico unico nel mondo in risorsa finanziaria. Certo è anche un piccolo miracolo, se si pensa che ancora oggi Matera non ha neanche una stazione ferroviaria (arriverà solo nei prossimi mesi grazie a un investimento di 220 milioni di euro), né tantomeno autostrada o aeroporto.

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Matera, crescita inarrestabile

Matera ha dimostrato più volte di essere capace di rinascere dalle sue ceneri come un’araba fenice. Dopo l’exploit del polo industriale del divano negli anni Ottanta e la successiva crisi negli anni Duemila, a dispetto dell’isolamento infrastrutturale ha creduto nel turismo come risorsa principale. La crescita record, contro ogni pronostico e battendo i risultati di ogni altra città culturale del Centro-Sud, è inarrestabile da almeno cinque anni. Negli ultimi due anni il PIL cumulativo è schizzato di oltre il 7% (record segnalato dall’ultimo Rapporto Svimez), lasciando alle spalle tutto il Sud. Il mercato immobiliare è esploso. Se venti o trent’anni fa per l’acquisto di un palazzotto da ristrutturare erano sufficienti i soldi di un’utilitaria, ora i prezzi degli immobili hanno superato in media 2.500 euro al metro quadro e negli ultimi anni il giro d’affari è cresciuto del 26%. Nel centro storico tutti locali liberi sono stati trasformati in ristoranti, alberghi diffusi, b&b e bar. Nel 2010 in città c’erano 111 strutture ricettive; nel giro di cinque anni si sono quintuplicate e continuano a crescere. Le camere in affitto sono passate da 13 a 290 in poco tempo. E va sottolineato che i primi a credere nel boom sono stati i privati, che hanno iniziato a investire prima che arrivassero i finanziamenti pubblici.

In arrivo le grandi opere

Grazie al turismo, Matera è diventata un volano attrattivo che da solo attira il 70% del movimento turistico della Basilicata, con numeri sempre in crescita. Dai 470mila arrivi di turisti del 2016 (più di mezzo milione nel 2018) si prevede di arrivare a 700mila nel corso del fatidico 2019 (più dell’intera popolazione regionale) di cui la maggior parte stranieri, soprattutto tedeschi, inglesi, americani e francesi. Questa crescita ha avuto effetti benefici sull’occupazione, facendo registrare dati in controtendenza rispetto a tutto il Paese.

E ora per le piccole imprese arrivano anche i finanziamenti europei. A metà 2018 erano già state attivate procedure per quasi 85 milioni di euro, dei 151 in dote all’asse 3 del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) dedicato alla “Competitività”. Alla Regione Basilicata sono arrivate 1.700 richieste di finanziamento da parte di giovani imprese con meno di 5 anni, startup o liberi professionisti attraverso il progetto “CreOpportunità”, e sono state finanziate oltre 600 imprese. Fondi in arrivo, sebbene con tempi più lunghi, anche per le infrastrutture: circa 400 milioni dedicati a grandi opere e collegamenti, che però rischiano di essere completati solo dopo la fine dell’anno da Capitale.

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Matera, da vergogna a eccellenza

Matera ha conservato le sue affascinanti contraddizioni. Ad attrarre i progetti innovativi di artisti, architetti e professionisti della cultura è l’antichissimo rione Sassi: un “precipizio” di case scavate nel tufo, dove fino a pochi decenni fa vivevano uomini e animali insieme senza fogna e acqua corrente. Lo descrisse Carlo Levi in “Cristo s’è fermato a Eboli”. Palmiro Togliatti nel ’48 la definì “vergogna nazionale”. Poi arrivarono i soldi del piano Marshall, i progetti sociologico-urbanistici di Adriano Olivetti e del sociologo tedesco Frederic Friedmann. Con la legge speciale di De Gasperi il rione Sassi fu svuotato diventando un quartiere fantasma, set ideale per i film di Lattuada e Pasolini. Nel 1993 i “Sassi” con i loro ottomila anni di storia – il primo insediamento risale al paleolitico – si risvegliano con l’iscrizione tra i patrimoni dell’Unesco. E dal 2008 è partito il lento lavoro per la candidatura a capitale europea della Cultura.

La scommessa è aperta. Grazie al contributo di comunità culturali di tutta Europa e ai fiumi di denaro che stanno arrivando, Matera può diventare un modello di trasformazione e contemporaneità. “È un giorno di orgoglio per i materani, per la Basilicata e per i tanti che hanno contribuito a progettare, a rendere vincente, a inverare qui la Capitale della cultura europea 2019. Questa città è anche un simbolo del Mezzogiorno italiano che vuole innovare e crescere, sanando fratture e sollecitare iniziative”, ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 19 gennaio scorso.

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