Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Il libro è in Salone

Il mercato editoriale è in difficoltà ma le kermesse incentrate sui libri godono in linea di massima di buona salute



The Van, 07 Giu 2019 - 11:30

La lettura è un’attività solitaria. Ma, a quanto sembra, ai lettori piace incontrarsi fra loro e incontrare i loro scrittori preferiti. Sta forse qui la chiave del successo di alcune delle principali fiere del libro italiane. Un successo per certi versi sorprendente, se si pensa al costante arretramento, in termini di vendite e di appeal, del prodotto libro e alle profezie di sventura che seguirono la scissione Torino-Milano di tre anni fa. Nel 2016, infatti, alcuni grandi editori – rappresentati da AIE-Associazione Italiana Editori – decisero di dare vita a una nuova grande fiera del libro a Milano, Tempo di Libri. In molti temettero che lo “strappo” significasse il rapido declino dello storico Salone del Libro di Torino. In realtà la manifestazione piemontese ha trovato da quel momento un nuovo slancio, mentre Tempo di Libri oggi è ancora alla ricerca di un senso ben preciso. 

librosalone1

Lingotto d’oro

Fondato nel 1988, il Salone Internazionale del Libro (questa la sua attuale denominazione completa), ha avuto per lungo tempo (1998-2016) come direttore editoriale Ernesto Ferrero, cui dall’ottobre 2016 è succeduto lo scrittore pugliese Nicola Lagioia. L’edizione del 2017 ha rappresentato l’inizio di un nuovo corso, non solo per il cambio al vertice ma anche per la nascita, potenzialmente concorrenziale, di Tempo di Libri. Ma da allora la tendenza è stata al rialzo, con piccoli ma significativi miglioramenti nei numeri ogni anno. Se, infatti, nel 2017 i visitatori totali (fra sede centrale del Lingotto ed eventi del Salone Off dislocati in tutto il territorio cittadino) sono stati 165.746, nel 2018 sono diventati 170.786 e nel 2019 oltre 175.000 per un giro d’affari che, per la città di Torino, vale più di 30 milioni di euro, secondo quanto riportato recentemente dal quotidiano La Stampa. L’edizione 2019 – preceduta da forti polemiche circa l’opportunità di ospitare un editore dalla connotazione politico-ideologico estremista – ha portato al Salone di Torino anche delle novità di tipo logistico, con un’offerta gastronomica più curata e l’aggiunta di un nuovo spazio espositivo, l’Oval, caratterizzato da corridoi ampi e luce naturale. Ma le case editrici, presenti con i loro stand, sono state soddisfatte delle vendite? La maggior parte di loro ha dichiarato un volume d’affari uguale o superiore all’edizione precedente. Fra i più soddisfatti, proprio alcuni editori ospitati nel nuovo spazio Oval: Einaudi ha dichiarato, rispetto al 2018, un incremento del 10%; Sellerio, che al Salone ha festeggiato i suoi 50 anni, del 15%. Marsilio e Sonzogno, entrate recentemente nell’orbita Feltrinelli, hanno registrato addirittura un raddoppio delle vendite.

librosalone2

Fermento a Milano

Tempo di Libri, invece, dopo le prime due edizioni dal risultato interlocutorio, quest’anno ha preferito saltare un turno puntando ad arrivare più forte all’appuntamento del 2020. L’edizione 2018 si era chiusa con quasi 100mila biglietti staccati, ovvero il 60% in più rispetto al primo appuntamento, che era stato penalizzato, fra l’altro, da una infelice ma inevitabile collocazione temporale. Dall’AIE fanno sapere che l’annullamento dell’edizione 2019 non è la conseguenza di un flop – affluenza e conti economici sono in linea con quanto preventivato – ma della necessità di un cambio di formula in quanto il modello adottato finora era troppo simile a quello di Torino. All’ombra della Madonnina, però, c’è grande fermento: sono almeno due gli eventi significativi che, in diverse declinazioni, permettono a editori e scrittori di mettersi in mostra. A novembre si terrà l’ottava edizione di Bookcity, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano (di cui fanno parte Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri). Questa manifestazione è caratterizzata dalla pervasività: gli eventi sono ospitati in location di ogni tipo fra Milano e provincia. Nell’edizione 2018, oltre 1.400 eventi si sono tenuti in quasi 400 luoghi, con oltre 3.000 ospiti sui palchi e con il supporto di 500 volontari. Impossibile, vista la formula gratuita e “diffusa”, quantificare esattamente le presenze.

Book Pride – Fiera Nazionale dell’editoria indipendente, ha invece toccato il traguardo della quinta edizione milanese (ce n’è anche una genovese, che toccherà quota tre il prossimo ottobre). È promossa organizzata da Odei-Osservatorio degli editori indipendenti in collaborazione con il Comune di Milano. Nel marzo 2019 sono stati per la prima volta gli spazi della Fabbrica del Vapore a ospitare stand e attività. Gli espositori sono stati circa 200, gli eventi 250. Le presenze – l’ingresso era gratuito – sono state quantificate in circa 35mila. 

librosalone3

La situazione nel Centro-Sud

Nella Capitale l’evento più rilevante è Più libri più liberi, la fiera dedicata alla piccola e media editoria italiana, arrivata alla diciassettesima edizione. Organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il secondo anno dal Roma convention center La Nuvola dell’EUR, ha archiviato l’edizione 2018 con un bilancio di circa 100mila presenze, in linea con i numeri dell’annata precedente. Si consolida a Roma anche Libri Come, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, che ha toccato il traguardo del decimo anno. Rilevanti nell’ultima edizione – seguita da circa 25mila persone – l’annuncio dei dodici finalisti del Premio Strega e la collaborazione con Book Pride Milano. Si sta facendo strada rapidamente, infine, Ricomincio dai libri, nell’area napoletana, che attira ospiti di sempre maggior rilievo. Basata inizialmente a San Giorgio a Cremano, da due anni si è trasferita al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove nell’ottobre 2018 si è tenuta l’edizione più recente, ma la fiera si è ritagliata anche un secondo spazio annuale presenziando nel mese di maggio al Sorrento Festival.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.