Industria, questa (s)conosciuta

Esistono aziende italiane con fatturati miliardari che rappresentano un pezzo importante dell’economia nazionale. Eppure sono nomi poco conosciuti al grande pubblico



The Van, 26 Lug 2016 - 14:24

Non sono entrate nell'immaginario collettivo degli italiani, al contrario di aziende come Barilla o Fiat. Non hanno rapito la fantasia dei consumatori con prodotti esotici, sfavillanti, legati ai cinque sensi o a sentimenti di appartenenza riconducibili al più profondo valore dell’“italianità”. Eppure anche loro, a pieno titolo, costituiscono una componente fondamentale dell'economia del Belpaese, fungendo da motori trainanti con i loro fatturati a nove zeri. Sono quelle aziende sconosciute ai più, magari perché lavorano materiali dai nomi poco affascinanti o sfornano prodotti non rivolti direttamente ai consumatori, ma che vantano numeri da capogiro.

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Protagonisti nella siderurgia

A farla da padrone è il settore della siderurgia. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Danieli, che ha sede a Buttrio, in provincia di Udine. Eppure si tratta di un'azienda leader mondiale nella produzione di impianti siderurgici: al 30 giugno 2015 vanta oltre 10mila dipendenti e 2,7 miliardi di euro di ricavi. Il suo margine operativo lordo è di 250 milioni, l'utile netto tocca i 161 milioni di euro.

Suonerà probabilmente più familiare il nome del gruppo Marcegaglia, che opera nel campo della trasformazione dell'acciaio, grazie al volto conosciuto di Emma, ex presidente di Confindustria e oggi presidente di Eni e figlia del fondatore dell’azienda di famiglia, Steno Marcegaglia. Chissà quanti, però, sono a conoscenza dei numeri dell’azienda mantovana: attiva in tutto il mondo, conta oltre 6.500 dipendenti e 15mila clienti, 60 unità commerciali, 210 rappresentanze commerciali e 43 stabilimenti sparsi su una superficie produttiva di 6 milioni di metri quadrati. La produzione quotidiana è di 5.500 chilometri di manufatti in acciaio inossidabile e al carbonio. Ancora più significative le cifre relative ai trasporti dei materiali: 365mila camion, 360 navi e 3650 treni impiegati ogni anno. E il fatturato? Superiore ai 4 miliardi di euro annui, come comunicato dall’azienda stessa.

Sempre nel macrosettore della siderurgia, a pochi passi da Mantova, si trova un'altra eccellenza italiana: Arvedi, con sede a Cremona. Il gruppo – che riveste un ruolo di primo piano in Europa nelle produzione di tubi saldati in acciaio al carbonio, tubi inox e nastro laminato inox di precisione – può fregiarsi di un fatturato che supera i 2 miliardi di euro e di un margine operativo lordo di 180 milioni di euro, oltre a dare lavoro a più di 2mila dipendenti.

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Colossi a nove zeri

Voltando pagina e passando dalla siderurgia al settore dei cavi, il primo nome da citare è quello di Prysmian (ex Pirelli Cavi e Sistemi), leader mondiale nella produzione di cavi per il settore dell’energia e delle telecomunicazioni. Nel 2015 il suo fatturato ammontava a 7,5 miliardi di euro e i dipendenti 19mila i dipendenti. Il gruppo Prysmian è presente in 50 Paesi, con 88 impianti produttivi e 17 centri di Ricerca e Sviluppo.

Menzione doverosa anche per la Sirti Spa, che a breve festeggerà il secolo di attività (è stata fondata a Milano nel 1921) e si occupa di progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture di rete. Sono quasi 4mila i suoi dipendenti, 30 le sedi sparse in tutta Italia, 170 i project manager e 124 i brevetti.

Chiusura dedicata a Saipem, multinazionale nell'orbita Eni operante nel settore della prestazione di servizi per il settore petrolifero: dalla costruzione di oleodotti e gasdotti alla realizzazione di infrastrutture riguardanti la ricerca di giacimenti di idrocarburi. A spiccare è il numero dei dipendenti: quasi 48mila. Opera in 60 Paesi e vanta 60 anni di esperienza nel settore. I suoi ricavi superano gli 11 miliardi di euro, per un utile netto di circa 300 milioni.

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