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Lifestyle

Il franchising che cambia

The Van   11 Dic 2018 - 11:50

Radiografia di un settore dinamico e in buona salute, fra realtà consolidate e progetti innovativi



Buone notizie sul fronte del franchising italiano: a dispetto della crisi del commercio al dettaglio, i fatturati delle catene crescono e il saldo fra aperture e chiusure di punti vendita è positivo. Il segreto? L’integrazione della tecnologia nella gestione delle reti e dei singoli punti vendita, app e sistemi gestionali efficaci, l’interazione tra e-commerce e negozio fisico, servizi di take away e delivery implementati anche grazie al web. Insomma, il franchising funziona.

 

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L’evento

La conferma del momento positivo vissuto dal settore arriva anche dall’evento annuale più importante, il Salone Franchising di Milano. La 33esima edizione si è tenuta a Fieramilanocity dal 25 al 27 ottobre con il titolo "Cambia il tuo futuro", stimolo ripreso dai temi specifici di tavole rotonde e workshop organizzati per visitatori e operatori, e ha registrato numeri in crescita: 17.300 visitatori, con un incremento del 15% rispetto all’edizione dello scorso anno, oltre 200 i marchi commerciali rappresentati negli stand, una superfice espositiva aumentata del 18% rispetto al 2017.

Dati confortanti

Ma ci sono anche altri numeri che certificano lo stato di salute del settore dell’affiliazione. Il fatturato segna un +0,7% nel primo semestre 2018 (dati Centro Studi Salone Franchising). Le reti sono 920, i negozi circa 52mila, i loro fatturati arrivano a 24,5 miliardi di euro annui. Cresce il Sud: +3,8% nel 2017, quasi 16mila i punti vendita. E aumentano le aperture di catene made in Italy all’estero: sono oltre 10mila, corrispondenti a un +28%. La regione che ha più negozi in franchising è la Lombardia, con 8.523 punti vendita, che generano 1/5 del fatturato italiano e occupano 38mila persone (dati Assofranchising, l’associazione che rappresenta i principali player). I settori trainanti sono food and beverage, abbigliamento e accessori, servizi. I consumi sono in ripresa, secondo le associazioni di settore. Un consumatore su tre preferisce comprare da affiliati, spinto da alcune "molle": percezione di una maggior tutela e comfort ambientale (23%), prezzi fissi (22%). Altri dati interessanti riguardano i profili di chi sceglie di fare impresa in affiliazione: nel 2017 i franchisee tra i 36 e i 45 anni erano più di 26mila, oltre il 64% del totale. Il 24,6%, poi, sono imprenditori fra i 25 e I 35 anni. Le richieste di investimento sono contenute, in alcuni casi non superano i 10mila euro (Rapporto Assofranchising 2018).

 

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Attenzione agli emergenti

Un occhio particolare è stato posto sulle catene più "giovani", tanto che il Salone Franchising di Milano organizza a questo scopo un talent show, Restart-smart your business. Tra 130 startup e progetti innovativi analizzati da una giuria di esperti, è stato premiato con beni e servizi il business di Nio Need Ice Only, un e-commerce di cocktail in buste monodose, che sta cercando spazio di vendita e promozione anche in una catena di negozi fisici. Da Milano e Londra, nei progetti dei founder Luca Quagliano e Alessandro Palmarin partirà una rete internazionale in franchising. L’investimento prospettato per un negozio affiliato di 25/30 metri quadri è di 35-40mila euro. Altri finalisti sono stati MyAgry (coltivazione orti a distanza), Bibliogiochi (piattaforma online per il noleggio di giochi e giocattoli), Growish Pay (App per gestire pagamenti di gruppo, liste regalo, gift card) e Ristocall (piattaforma per la ricerca a chiamata di staff nella ristorazione).

 

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