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Fitness che business!

Palestre, attrezzature e abbigliamento sportivo sono tre mercati alimentati dalla passione degli italiani per la forma fisica e il benessere



The Van, 16 Apr 2019 - 11:00

Italiani: popolo di santi, poeti e… sportivi! Più della metà, infatti, mette sport e fitness al primo posto fra le attività preferite nel tempo libero. E se molti dei nostri connazionali si dimostrano decisamente sedentari (in una percentuale al di sopra della media Ue), chi desidera tenersi in forma lo fa con impegno crescente. Secondo un’indagine di Nutrimente (associazione per la prevenzione dei disturbi alimentari), il 44% di chi va in palestra ci passa oltre 10 ore alla settimana e il 25% dalle 7 alle 10. Ed è in crescita anche il numero di quanti hanno maturato nei confronti dell’attività fisica una vera e propria dipendenza, che colpisce soprattutto le donne.

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Tutti in palestra!

Questo interesse ha ottime ricadute sul business, visto che il settore fitness & wellness è in ottima salute. Il volume d’affari generato da palestre, centri benessere e spa supera in Italia i 10 miliardi di euro, mentre sono 18 milioni gli italiani che fanno attività fisica in modo costante. L’appuntamento da non perdere per gli addetti ai lavori e gli appassionati è Rimini Wellness, kermesse del settore che si terrà a Rimini tra il 30 maggio e il 2 giugno. L’edizione 2018 ha fatto segnare grandi numeri: 200 convegni, 400 aziende, 1.500 ore di lezioni e workout, 170mila mq di esposizione indoor e outdoor. Il primo comparto sotto i riflettori è rappresentato dalle palestre, che si rinnovano, sempre più affiancando al fitness l’area welness e relax. Fra le catene storiche si citano la milanese GetFIT e Virgin Active del gruppo di Richard Branson, con centri in tutta Italia. Di tendenza anche l’allenamento che, unendo all’attività fisica l’applicazione di elettrostimolatori, permette di avere in venti minuti (e senza sudare) i risultati di due ore. Fra i vari centri che sfruttano questo principio: Urban fitness, Fit And Go, 20 minuti… Alcune sono anche in franchising e permettono di replicare il business in tutta Italia.

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Le strategie di Technogym

E per chi non vuole andare in palestra? Allenarsi a casa, in azienda oppure ovunque si preferisca è la nuova tendenza. A cavalcarla è anche il più grande player mondiale del settore, l’azienda che ha introdotto il concetto di wellness, quello stile di vita in grado di coniugare attività fisica, sana alimentazione e approccio mentale positivo: Technogym. L’azienda, fondata in Romagna negli anni ’80 da Nerio Alessandri è quotata sul listino di Borsa Italiana dal 2016 e nel 2018 ha avuto ricavi consolidati per 634 milioni di euro (+8% rispetto al 2017) e un utile netto di 93 milioni (+53%). «L’innovazione rimane il motore della crescita di Technogym. Grazie alla nostra esclusiva strategia “Wellness on the go” siamo gli unici a poter offrire ai consumatori il programma personale di allenamento in ogni luogo e ogni momento, attraverso il nostro unico ecosistema digitale composto da smart equipment, digital app, servizi e contenuti, a oggi installato in 15mila fitness centre nel mondo e utilizzato da 12 milioni di persone”, ha dichiarato Nerio Alessandri. Diventa così possibile scegliere la lezione dei personal trainer più in voga (le nuove star, con migliaia di follower su Instagram), come si può scegliere un film su Netflix. E intanto Alessandri continua ad aprire boutique in tutto il mondo (di recente a Madrid, a breve a Mosca e Los Angeles).

Vestiti e corriamo!

Ma per allenarsi serve l’outfit giusto, rigorosamente made in Italy Non solo, l’abbigliamento sportivo è sempre più di tendenza, anche grazie ai più giovani che spesso scelgono di indossarlo anche nella vita di tutti i giorni. Tra i marchi spicca la Diadora (70 anni di storia e dettagli vintage che strizzano l’occhio ai modelli anni Novanta) presa in mano nel 2009 da Enrico Moretti Polegato, figlio del fondatore di Geox. Il marchio è oggi presente in 60 Paesi, conta di consolidare la sua presenza negli Usa e prevede un bilancio consolidato di 164 milioni di euro. Altro marchio storico è Superga, che fa parte del gruppo Basicnet (insieme tra gli altri a Kappa, Robe di Kappa, K-Way), guidato da Marco Boglione. Nel 2018 il fatturato dell’intero gruppo è stato di 210 milioni di euro (+14,7% rispetto ale 2017), mentre l’utile ha sfiorato il raddoppio (21 milioni rispetto a 10,6). E ancora: Leone (storico brand della boxe) e Freddy (marchio di punta nel settore di danza e ginnastica, fornitore ufficiale di molti corpi di ballo, federazioni e accademie, 50 milioni di fatturato). Chiudiamo con Jaked, azienda della holding Pianoforte group (2.800 dipendenti, 1.300 punti vendita totali considerando anche Carpisa e Yamamay, 312 milioni fatturati). Il marchio, nato nel 2008 come brand sportivo legato al nuoto, si è evoluto verso il segmento sporswear e urban. A oggi conta una trentina di monomarca in Italia, 200 negozi multibrand, 42 corner in centri sportivi e una distribuzione in 20 Paesi.

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