Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

È la stampa, bellezza

TheVan  07 Ago 2018 - 12:33

Editoria controcorrente tra gruppi celebri e realtà promettenti del panorama editoriale italiano, da RCS MediaGroup al Fatto Quotidiano



Da anni ormai i giornali lamentano un drastico calo delle copie vendute in edicola. Un’emorragia di lettori che non sembra destinata a fermarsi e che, secondo le previsioni, nei prossimi anni dovrebbe portare all’estinzione dei quotidiani così come li conosciamo oggi. Confrontando i dati di ADS, società di censimento e certificazione specializzata nel settore della carta stampata, si scopre che in quattro anni la diffusione è diminuita per tutti i principali quotidiani a partire dal Sole 24 Ore (-45,39%) e La Repubblica (-44,52%), con l’eccezione di Avvenire che invece segna un aumento di 10 punti percentuali.

L’anno scorso il quotidiano di ispirazione cattolica, che qualche mese fa ha compiuto 50 anni di attività, ha segnato il +5,9% puntando quasi esclusivamente sui contenuti anziché sulle iniziative promozionali e di co-marketing. Nato dalla fusione di due giornali, L’Italia di Milano e L’Avvenire d’Italia di Bologna, l’Avvenire può contare su un pubblico molto targettizzato di lettori ed è oggi il sesto quotidiano più letto in Italia. Non si tratta, però di un caso isolato e, in un quadro prevalentemente a tinte fosche, non mancano le storie virtuose, come testimonia per esempio il caso di RCS MediaGroup guidato da Urbano Cairo.

Numeri da veri… best-seller

A dispetto di chi parla di crisi dell’editoria, il gruppo editore del Corriere della Sera ha chiuso il 2017 in crescita rispetto agli obiettivi d’inizio anno, riportando un risultato netto positivo di 71,1 milioni (contro i 3,5 milioni del 2016) e riducendo l’indebitamento finanziario netto di 78,7 milioni grazie anche ad alcune fortunate operazioni di dismissione e acquisizione.

Un rilancio che va di pari passo con gli ottimi risultati conseguiti dal gruppo Cairo Communication, che ha chiuso il 2017 con ricavi consolidati lordi pari a 1,21 miliardi contro i 631,7 milioni dell’anno precedente e utili più che raddoppiati a 52 milioni. A spiccare nelle performance della capogruppo è in particolare, Cairo Editore che l’anno scorso ha venduto un numero come 1,7 milioni di magazine (Di Più, Diva e Donna, F, TV Mia, Enigmistica Più, Natural Style, For Men Magazine, ecc.), confermandosi il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato intorno al 30%. Su questo fronte, il suo competitor più agguerrito è senz’altro Mondadori (1.268,3 milioni di euro nel 2017, in aumento dello 0,4%), che pubblica magazine di grande seguito, sia cartacei che web, come Chi, Donna Moderna, Focus, Giallo Zafferano (ex Banzai Media, acquisita nel 2016), Panorama, TV Sorrisi e Canzoni. Una curiosità: l’anno scorso Mondadori è stato il primo gruppo italiano a entrare nella top-30 dei maggiori editori del mondo.

editoria

Press (r)evolution

Presente da molto meno tempo rispetto a RCS MediaGroup e Cairo, Il Fatto Spa, editore del Fatto Quotidiano e del ilfattoquotidiano.it, è comunque una realtà di spicco nel panorama editoriale italiano. Un dato su tutti: per il nono anno consecutivo, l’azienda ha chiuso con il bilancio in utile (618mila euro) e ricavi superiori a 25 milioni di euro.  Forte di questi numeri e sostenuta dall’aumento delle vendite sia in edicola (48.353 copie vendute a maggio) che sull’online (1,78 milioni di utenti unici giornalieri a giugno e oltre 182 milioni di pagine viste da inizio anno, secondo Audiweb 2.0), Il Fatto ha di recente annunciato il suo ingresso in Borsa, sul segmento AIM Italia di Piazza Affari dedicato alle PMI. L’operazione nasce dalla volontà dell’azienda, che non a caso si definisce una media company a tutto tondo, di diversificare le sue attività e andare oltre i confini tradizionali di settore. Come? Investendo nelle business unit innovative come Loft, la piattaforma di contenuti per la tv, e puntando su un approccio sempre più analitico basato sui dati.

editoria


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.