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Canapa, ritorno al futuro

Edilizia, alimentazione, terapia, cosmesi, tisane, aromatizzanti, deodoranti, bioplastiche e la cosiddetta cannabis light sono i principali settori d’impiego di questa coltivazione



The Van, 15 Feb 2019 - 12:30

Forse non tutti sanno che l’Italia è stata il secondo produttore mondiale di canapa (nei periodi storici in cui l’utilizzo di questa pianta era molto diffuso, cioè fino alla metà del Novecento). Nei secoli scorsi la canapa veniva impiegata soprattutto per produrre le vele e i cordami delle navi. Con il tempo, poi, la produzione declinò per vari motivi: il passaggio da navi a vela a navi a vapore, la diffusione prima di cotone e juta e poi dei materiali sintetici. Negli anni 30 ci fu un risveglio di interesse attorno alla canapa, determinato soprattutto dall’uso che ne fece Henry Ford, il fondatore dell’omonima casa automobilistica, sia come materiale per le carrozzerie sia come biocarburante ante litteram. Ma contemporaneamente iniziò una campagna di criminalizzazione della canapa legata alle sue proprietà psicoattive che portò al proibizionismo e contribuì a far declinare questa produzione. Oggi una serie di circostanze determina un nuovo scenario favorevole alla canapa, nella sua varietà dal principio attivo attenuato. Fra queste, un generale ritorno alla natura, ma anche il divieto che colpirà la plastica “usa e getta” (quindi ad esempio anche stoviglie) nell’Unione Europea dal 2021.

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Un trend in rapida crescita

Fra le regioni più presenti nella mappa della canapa, figurano Puglia, Campania e Sicilia al sud, Marche e Lazio in centro Italia e Piemonte e Veneto al nord. Le cifre sul fenomeno canapa in sono abbastanza incerte. Secondo Federcanapa, l’associazione che rappresenta i produttori, le coltivazioni si attestano intorno ai 2.700 ettari, secondo Coldiretti (l’associazione nazionale dei coltivatori) addirittura 5.000. Di certo c’è la velocità del trend di crescita, se è vero che nel 2013 se ne coltivavano 400 ettari (fonte: Coldiretti). E la crescita potrebbe essere ancora più impetuosa se non trovasse degli ostacoli nella reperibilità e nel prezzo delle sementi, e nella disponibilità di impianti di trasformazione. In ogni caso, le potenzialità sono notevoli: sempre secondo Coldiretti, la canapa potrebbe generare in Italia un giro d’affari di 1,4 miliardi di euro, creando almeno 10mila posti di lavoro. Il business dai margini più alti è quello legato alle infiorescenze, destinate a infusi, deodoranti, aromatizzanti, la cui coltivazione può rendere cifre a quattro o addirittura cinque zeri a ettaro. Gli altri usi della canapa (ad esempio quelli legati all’edilizia) si basano sulla pianta in sé e non sulle infiorescenze. In questo caso la resa della coltivazione si aggira sui 2-3.000 euro a ettaro.

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Le aziende

Fra le aziende attive nella filiera c’è South Hemp, impianto per la trasformazione primaria delle paglie di canapa, il primo nel Meridione (si trova a Crispiano, in provincia di Taranto), uno dei due attivi nel territorio italiano (l’altro è in Piemonte). L’attività produttiva consiste nella lavorazione delle paglie di canapa raccolte dalle filiere per essere trasformate nelle due parti costituenti: il canapulo (parte interna legnosa, utilizzato in edilizia, zootecnia, automotive, bioplastiche e biocompositi) e la fibra tecnica (corta, usata per tessiture, plastica, filtri, pannelli fono-assorbenti e termo-isolanti, carta, cordami ecc.) da impiegare per diverse applicazioni industriali. A Ragusa, invece, ha aperto CanapaR, impianto finanziato con un investimento di oltre 16 milioni di euro da Canopy, azienda canadese, una delle più grandi del mondo nel settore. L’impianto di Ragusa realizza estratti e cristalli di CBD (uno dei due cannabinoidi presenti nella canapa) da utilizzare per una serie di prodotti, da linee health and beauty, e quindi cosmetici, fino a prodotti farmaceutici e veterinari. Infine produce canapa e si occupa anche della sua trasformazione in prodotto finito Ecohemp, azienda della provincia di Rovigo certificata biologica, attiva sul mercato con due linee di prodotti: Tearhemp (insaporitori alimentari a base di olio di canapa) e Tearhemp – Care for pet, destinato al consumo animale.

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