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L’Italia si mette al lavoro

Le agenzie per il lavoro sono un attore sempre più importante anche nel mercato italiano. E tra numerosi player stranieri, ci sono anche alcune belle realtà italiane



The Van, 16 Ott 2018 - 17:46

A qualcuno non stanno simpatiche. Molti altri, invece, le apprezzano. Sono le agenzie per il lavoro (Apl), che qualcuno chiama ancora (erroneamente) agenzie interinali. Un attore sempre più importante in un mercato in costante evoluzione, come dimostrano i numeri: in Italia oggi l’incidenza dei lavoratori in somministrazione rispetto agli occupati dipendenti è del 2,2%, un dato in costante crescita (nel 2014 la percentuale era l’1,8%) che sale al 15,6% sugli occupati dipendenti a termine.

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Un punto di riferimento per i neo-lavoratori

Sono trascorsi 21 anni dall’entrata in vigore della cosiddetta legge Treu, dal nome di Tiziano Treu, allora Ministro del Lavoro: si tratta la legge n. 196/97 che ha introdotto anche nel nostro Paese le agenzie interinali, liberalizzando di fatto il mercato del lavoro. Con la riforma del mercato del lavoro prevista dalla legge Biagi di qualche anno dopo, il 2003, le agenzie interinali sono state sostituite dalle agenzie per il lavoro e il lavoro interinale è diventato “di somministrazione” (in pratica, i lavoratori vengono assunti dall’agenzia per poi svolgere la propria attività in azienda), una forma contrattuale che ha consentito a 9 milioni di persone di avere almeno un’occasione di lavoro. Nel 2016 i lavoratori impiegati dalle Apl sono stati mediamente 378 mila al mese, con una crescita del 9% rispetto al 2015 e il giro d’affari ha superato quota 8 miliardi di euro, in crescita del 6% sul 2015.

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Nuove competenze

In questi anni, oltre alla normativa, si sono evolute e ampliate anche le competenze delle circa 80 Apl italiane autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che dalla semplice somministrazione hanno allargato il proprio raggio di azione a servizi come la ricerca e selezione, la formazione, l’outplacement. In particolare, la formazione finalizzata rappresenta un punto di forza in un mercato in cui, come afferma un recente rapporto McKinsey, circa il 40% della disoccupazione giovanile è dovuta alla distanza tra i profili richiesti dalle imprese e le competenze teoriche dei giovani. La sfida, quindi, è tra chi è capace di impiegare meglio e in modo tempestivo i talenti più appropriati. E in un’arena in cui ci sono numerosi player stranieri dalle grandi dimensioni, come Manpower, Randstad e Adecco, se la cavano bene anche le realtà italiane.

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In crescita le agenzie italiane

Tra queste, uno dei nomi più conosciuti è Gi Group – prima multinazionale italiana del settore e una delle principali agenzie a livello mondiale – che opera da vent’anni (è nata nel 1998 come Générale Industrielle) direttamente o indirettamente in 40 Paesi e nel 2017 ha servito oltre 17mila aziende fatturando 2 miliardi di euro nel 2017, in crescita del 20% rispetto al 2016, e un EBITDA di 60 milioni di euro. Risultati raggiunti grazie a oltre 3.300 dipendenti di struttura e 500 filiali che hanno consentito di supportare 20.000 aziende e oltre 100.000 lavoratori FTE (Full Time Equivalent). A fine 2017 GiGroup è entrata nel programma ELITE di Borsa Italiana.

Un’altra interessante realtà imprenditoriale made in Italy è Openjobmetis, agenzia fondata nel 2001 dall’attuale amministratore delegato, Rosario Rasizza (è del 2011 la fusione tra Openjob e Metis), con sede principale a Gallarate. Primo operatore del settore a essere presente sui listini di Borsa Italiana (segmento STAR), Openjobmetis ha chiuso l’esercizio 2017 con ricavi di 584 milioni di euro con un incremento del 26,7% rispetto al 2016 e un EBITDA di 22 milioni di euro. Gli ottimi risultati sono favoriti principalmente dall’aumento dei ricavi legati all’attività di somministrazione, passati da 454 milioni a 576,2 milioni di euro. Qualche altro numero aiuta a capire ancora meglio l’idea: Openjobmetis è presente su tutto il territorio nazionale con una rete capillare di oltre 130 filiali, oltre 650 dipendenti diretti e una gestione che fornisce supporto a circa 6mila aziende.


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