Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Economia d’acciaio

TheVan  01 Ago 2018 - 15:13

Il settore siderurgico rappresenta ancora oggi un caposaldo dell’industria nazionale e, dopo anni difficili, la produzione ha ripreso forza



Nonostante le difficoltà che da anni affliggono Ilva – storica azienda che si occupa prevalentemente di produzione e trasformazione dell’acciaio, il cui stabilimento più importante si trova a Taranto – il settore siderurgico costituisce ancora oggi una parte fondamentale dell’industria italiana. Secondo i dati forniti da World Steel – l’associazione che raggruppa i principali player dell’industria a livello mondiale – il nostro Paese è il decimo produttore di acciaio al mondo, con 24 milioni di tonnellate (ai primi quattro posti ci sono Cina, Giappone, India e Stati Uniti). Si tratta di circa 600mila tonnellate in più rispetto al 2017 (+2,9%), un dato che riporta l’output su livelli che non si vedevano dal 2013.

Che per il comparto sia tornato il sereno, lo si evince anche dagli ultimi dati diffusi da Federacciai, l’associazione italiana di categoria: le esportazioni sono salite di 308mila tonnellate rispetto al 2016 (+1,7%), arrivando a quasi 18 milioni. D’altro canto, le importazioni sono aumentate di 406mila tonnellate (+2,1%), raggiungendo i 20 milioni. Anche il primo bimestre del 2018 è partito bene: l’Italia ha fatto registrare una crescita della produzione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, sfornando 29mila tonnellate in più.

acciaio

Tradizione italiana

Quella dell’acciaio d’altronde è una “tradizione” industriale nel nostro Paese, con diverse aziende attive nel settore. Qualche nome? Il Gruppo Danieli (2,5 miliardi di fatturato e 9mila dipendenti), friulano, azienda quotata e specializzata nella produzione di impianti siderurgici, con un portafoglio ordini diversificato per area geografica e linea di prodotto.

Due le attività principali del Gruppo: la prima è il Plant making, vale a dire la costruzione di impianti che producono acciaio, per cui Danieli è tra i primi tre costruttori mondiali, con società in Europa, Asia e uffici tecnici e unità operative in USA, Brasile, Egitto, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Ucraina.

La seconda attività, lo Steel making, riguarda invece la produzione di acciai speciali in collaborazione con Acciaierie Bertoli Safau, ABS Sisak e ESW Röhrenwerke GmbH. I destinatari? Le aziende dell’industria automobilistica, dei mezzi pesanti, dell’industria meccanica, energetica e petrolifera.

acciaio

Sguardo al futuro

Un’altra importante azienda del settore è il Gruppo Arvedi di Cremona, con oltre 2 miliardi di fatturato e 150 milioni di euro dedicati agli investimenti. Dopo anni difficili, al 31 dicembre 2017 il gruppo ha registrato un +8% nei volumi di produzione, che complessivamente hanno superato i 4 milioni di tonnellate, e ricavi consolidati a 2,854 miliardi di euro in crescita di circa il 29% rispetto all’esercizio precedente. Per crescere ancora, però, anche l’acciaio deve diventare “digitale”: per il triennio 2018-2020 è stato quindi lanciato un piano di investimenti da 300 milioni di euro, con lo scopo di rafforzare il Gruppo in ottica “industria 4.0”, come ha recentemente spiegato il presidente Francesco Arvedi.

Attiva da sempre nella lavorazione dell’acciaio è poi anche la Marcegaglia di Mantova, gruppo che fattura circa 5 miliardi di euro, derivanti però anche da altre settori (energia e turismo). Una società in crescita anche grazie alle acquisizioni: è recente l’acquisto dell’80% delle quote della torinese Novero, produttrice di tubi trafilati. Lo scopo di questo “shopping”? Arrivare a produrre 100mila tonnellate di tubi trafilati a freddo in Italia.

acciaio

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.