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Innovation

White economy, il settore sta bene

The Van  23 Mar 2018 - 12:59

La filiera della salute (strutture sanitarie, produttori di strumenti, istituti di ricerca…) è uno dei driver principali dell’economia italiana: vale oltre il 10% del Pil e dà lavoro a 2,4 milioni di persone



Utilizzando un gioco di parole, si potrebbe dire che l’economia italiana è “in salute”. Le virgolette non sono casuali: la cosiddetta white economy, che potremmo tradurre con “filiera della salute”, è infatti una delle principali aree di sviluppo. Lo afferma l’ultimo rapporto messo a punto da Confindustria e dalle associazioni del settore (Aiop, Assobiomedica, Farmindustria, Federchimica, Federterme). Il 10,7% del Pil nazionale proviene da questa filiera e dal suo indotto, pubblico e privato (poco meno di 180 miliardi di euro), che complessivamente dà lavoro a oltre 2,4 milioni di persone, circa il 10% della forza lavoro nazionale. Crescono fatturato, occupazione, produzione ed esportazioni, tanto che Farmindustria prevede la conquista del primato europeo nella produzione farmaceutica entro il 2018, a scapito della Germania.

Attenzione, però: il successo della white economy non è determinato soltanto dal settore farmaceutico, ma anche dall’industria privata della salute che comprende produttori di strumenti e apparecchiature, intermediari commerciali, istituti di ricerca e, soprattutto, strutture private.

white economy

Italia leader in Europa nel biomedicale

Tra i casi di successo italiani si distinguono i distretti biomedicali, uno su tutti quello di Mirandola, in Emilia, considerato la “Silicon Valley” del nostro Paese, primo cluster in Europa e secondo nel mondo. Un’eccellenza che ospita più di 100 aziende di varie dimensioni che producono prodotti plastici “usa e getta” per uso medico, apparecchiature per dialisi, cardiochirurgia, trasfusione, anestesia e rianimazione, nutrizione e ginecologia. Tra le aziende più performanti, c’è il Gruppo Medica. Nato nel 1985 è specializzato nello sviluppo di nuovi prodotti per la purificazione del sangue, è stato inserito nel programma ELITE di Borsa Italiana che supporta le aziende nei loro progetti di crescita. Qualche numero? Circa 30 milioni di euro di fatturato e 500 dipendenti, di cui una quarantina impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo, e tre siti produttivi, due in Italia e uno in Tunisia. Oltre ai big del settore, il distretto di Mirandola offre opportunità di crescita anche a piccole realtà innovative (sono circa 55 le start-up monitorate da Assobiomedica) che stanno trasformando il territorio emiliano in un grande laboratorio di ricerca e sviluppo in cui si sperimentano applicazioni trasversali riguardanti il pharma, le nanotecnologie e l’energia.

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I servizi sanitari privati

Altra punta di diamante della filiera italiana della salute è il settore dei servizi sanitari privati, che nel 2015 (ultimo dato disponibile) ha occupato oltre 550mila persone, con un fatturato di circa 39 miliardi di euro. Il settore è composto da imprese che erogano servizi ospedalieri, studi medici e odontoiatrici, altri servizi di assistenza sanitaria, strutture di assistenza infermieristica residenziale e il comparto termale. Tra le realtà con grandi numeri, non si può dimenticare il Centro Medico Santagostino, network di strutture che offre servizi di qualità a prezzi contenuti: fondato nel 2009, nel 2017 ha superato i 23 milioni di euro di fatturato (dai 15,9 milioni del 2016, con una crescita del 46%). È presente con 15 poliambulatori (14 a Milano e 1 a Bologna), 174 ambulatori e 65 specialità e dà lavoro a 139 dipendenti e 635 collaboratori e professionisti sanitari e dall’anno di fodazione ha seguito circa 240mila pazienti.

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Un altro nome noto è il Centro Diagnostico Italiano (CDI), di proprietà del Gruppo Bracco. Attivo a Milano da oltre 40 anni, è una struttura sanitaria ambulatoriale presente attraverso un network capillare. Con oltre 1.000 dipendenti tra medici e specialisti, tecnici sanitari, infermieri e impiegati, il CDI segue ogni anno circa 800mila pazienti e nel 2016 ha sfiorato i 100 milioni di euro di fatturato.


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