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Innovation

Robot revolution “made in Italy”

The Van  11 Set 2018 - 14:46

L’industria 4.0 avanza. Grazie anche al contributo di aziende italiane leader nell’automazione e nell’innovazione



Gli italiani, si sa, sono da sempre leader in tema di innovazioni in campo manifatturiero. Ad esempio le nostre aziende produttrici di macchine utensili e robot – che stanno offrendo un contributo importante allo sviluppo della cosiddetta industria 4.0, ovvero l’automazione in campo industriale – sono apprezzatissime all’estero, come dimostrano i dati relativi all’export: nel 2017 le esportazioni del settore sono aumentate del 4% e cresciute del 9,4% nel primo trimestre del 2018, per un giro d’affari complessivo che vale 450 miliardi di euro, secondo quanto riportato da Ucimu, l’associazione dei produttori di macchine utensili. Difficile individuare con precisione le aziende leader nel settore, perché l’universo è molto variegato e le eccellenze sono davvero numerose tra grandi imprese e realtà in espansione. Ma Italian Factory ha provato comunque a fare un giro d’Italia alla scoperta di aziende interessanti sotto vari punti di vista: i loro nomi sono Marposs, Pietro Carnaghi e Riello Sistemi. Sono solo tre, ma rappresentano uno spaccato interessante del mondo industriale italiano che costituisce, ancora oggi, la spina dorsale del nostro sistema economico.

industria

Marposs viaggia in Jaguar e Ferrari

Marposs è stata fondata a Bologna nel 1952 da Mario Possati, che ha avuto l’intuizione di realizzare una delle prime apparecchiature per il controllo dei pezzi prodotti dalle macchine utensili durante la lavorazione, in modo da garantirne una maggiore qualità.  Da quel momento è un successo dietro l’altro, tanto che oggi il gruppo ha un volume d’affari di 500 milioni di euro, di cui il 96% derivante dall’export, può contare su 3.200 dipendenti e una presenza capillare in circa 25 Paesi del mondo grazie alla realizzazione di soluzioni e misure per il controllo del processo produttivo, con una specializzazione in sensori, sonde, componenti di misura hardware e software in grado di raccogliere dati sui macchinari per efficientare la produzione. Grazie anche a una politica di acquisizioni e a grandi investimenti in innovazione, oggi Marposs può vantare tra i propri clienti nomi prestigiosi dell’automotive come BMW, Jaguar, Ferrari e Ford.

industria 1

Pietro Carnaghi serve il Ministero della Difesa americano

Torni verticali, fresatrici e celle flessibili hitech sono invece il fiore all’occhiello dell’export di Pietro Carnaghi, altro leader storico nella produzione di macchine utensili. L’azienda, fondata a Busto Arsizio da Pietro Carnaghi nel 1922, può contare su un fatturato di 100 milioni di euro, su una superficie produttiva di 50mila metri quadri e 300 dipendenti. Sotto la guida di Marisa Carnaghi, nominata lo scorso anno Cavaliere del Lavoro, l’azienda ha rafforzato la sua vocazione internazionale: oggi ha filiali in Italia, Stati uniti e Cina e destina il 90% della sua produzione verso l’estero in settori come l’energia, l’automotive e l’aeronautica. Il mercato principale di sbocco è oltreoceano, gli Stati Uniti: qui l’azienda lombarda può contare su commesse importanti e crescenti nel comparto dell’energia, dell’aerospazio e del movimento terra, con un parco clienti che annovera big company come Rolls Royce, General Electric, Boeing, Lockheed Martin e Caterpillar. Lo scorso anno, inoltre, l’azienda ha stretto un accordo con il Ministero della Difesa statunitense per la fornitura di maxi torni verticali (un affare da circa 10 milioni di dollari).

industria

Riello Sistemi sviluppa app innovative

Tra le regine nella produzione ed esportazione di macchine utensili c’è anche una storica azienda veronese, Riello Sistemi, nata più di 50 anni fa per mano di Renato Mandelli e specializzata nella produzione di macchine transfer a tavola rotante. La trasformazione da industria artigianale a multinazionale è avvenuta sotto la guida di Andrea Riello,  rappresentante della quarta generazione dell’omonima famiglia di imprenditori, che ha scelto delle precise direttive di crescita. Una di queste sono le acquisizioni e sono due, in particolare, quelle che hanno cambiato il volto dell’azienda: quella della piacentina Mandelli SpA, altra azienda storica nella produzione delle macchine utensili, e quella di Try-Way, costruttore americano di macchine speciali con sede a Windsor, in Canada. Questo ha consentito e consente tutt’oggi all’azienda di recitare il ruolo di leader in una una nicchia di mercato, quella delle macchine transfer. Il segreto? Puntare sulle nuove tecnologie ampliando la rete dei servizi. Tra i suoi prodotti, figurano applicazioni per smartphone o tablet che consentono agli imprenditori di monitorare a distanza e in qualsiasi momento i rendimenti delle apparecchiature da loro acquistate. Oggi Riello Sistemi ha sedi in Africa, Brasile, Canada, India, Australia ed Europa, può contare su 347 dipendenti e oltre 100 milioni di fatturato.


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