Podcast, che business!

Guadagnano spazio anche in Italia i contenuti audio. Ideali per comunicare, convincere e motivare, sono la nuova frontiera del branded content



18 Giu 2019 - 13:00

Anche l’orecchio vuole la sua parte. Perché quello dei contenuti vocali è un trend in grande ascesa e un vero driver di sviluppo, in Italia e all’estero. La parola chiave, in questo caso, è podcast, un contenuto audio digitale disponibile su Internet e scaricabile su computer, cellulari e lettori mp3. Nielsen, che a fine 2018 ha monitorato per la prima volta la situazione dei podcast e della loro diffusione, ha pubblicato dati particolarmente significativi: dal 2015 gli ascoltatori abituali di podcast nel nostro Paese sono più che triplicati (+217%), passando da circa 850mila a 2 milioni e 700mila. I contenuti più ascoltati: musica (45%), news (36%), programmi di approfondimento e intrattenimento a pari merito (28%), reportage (21%), corsi di lingue (20%) e crescita personale (13%).

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Usa fra big e startup

Un recente report dell’Interactive advertising bureau (Iab, la principale associazione di categoria che rappresenta oltre 600 aziende di comunicazione e pubblicità tra Stati Uniti e Unione europea), ha verificato che gli incassi legati ai podcast negli Usa sono stati di quasi mezzo miliardo di dollari nel 2018 (+53% in un anno) e che entro il 2021 supereranno il miliardo. Puntano sui podcast realtà come Spotify (che l’anno scorso ha investito mezzo miliardo di dollari per acquisire aziende del settore), Netflix (che continua ad acquistare contenuti nativi podcast che poi trasforma in programmi e serie tv) e Sony Music Entertainment (che ha stretto accordi con delle aziende attive nella creazione di podcast). Molte startup si stanno lanciando nel settore. Anche in Italia.

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La via italiana

«La voce ha un potere incredibile, ci emoziona sin da quando siamo nella pancia della mamma» spiega Manuela Ronchi, una delle voci più autorevoli nel panorama dei contenuti vocali: «La vista, che finora l’ha fatta da padrona, è un senso ipersollecitato: i nostri occhi vedono troppo e finiscono per non vedere più nulla. I contenuti audio dedicati sono invece ideali per comunicare e motivare in modo veloce, economico e personalizzabile. Il digitale ha allontanato le persone, che invece ora hanno bisogno di un contatto umano. Gli incontri di persona sono difficili e costosi. I podcast sono una via di mezzo, con il vantaggio di essere più umani di un’email e meno costosi di una fiera. Le aziende possono usarli per promuoversi, grazie a branded content. Ma anche per formare (traincast), informare e motivare i propri collaboratori». Insieme a Raffaele Tovazzi e all’ex calciatore Demetrio Albertini, Manuela Ronchi ha fondato Action Media Ltd, la prima media company italiana (ma con sede a Londra) che produce contenuti nativi podcast per persone e aziende. Il primo esperimento è il Buongiorno di Londra, striscia di cinque minuti in cui il practical philosopher italiano Raffaele Tovazzi declina la filosofia in chiave operativa e aiuta le aziende e i singoli a dare il meglio.

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Missione branded podcast

Molto interessante il fronte del branded podcast. L’audio è infatti lo strumento ideale per raccontare storie e cresce il numero degli imprenditori che scelgono di promuoversi con questo mezzo. «L’importante è creare dei podcast nativi, tenendo conto delle peculiarità del mezzo, e non adattare dei materiali esistenti. I contenuti devono essere brevi, efficaci, utili. L’ideale è realizzarne con durata diversa, in modo che l’ascoltatore li possa inserire nel palinsesto della sua giornata, a seconda del tempo disponibile» spiega Ronchi. «Stiamo lavorando a molti progetti di branded content via podcast. Ancora non posso fare nomi, ma fra i nostri clienti ci sono aziende del lusso, della moda e della finanza». All’estero, gli esempi di aziende che credono in questo mezzo per promuoversi si sprecano: i podcast di Gatorade spiegano come trasformare le sconfitte in vittorie, Colgate punta sulla sintesi (e per ascoltarli basta il tempo in cui ci laviamo i denti), Microsoft parla di futuro. A puntare sul nuovo mezzo, molti brand del lusso, da Chanel a John Galliano. Gucci è il marchio italiano che ci ha creduto per primo. In Italia, molti progetti hanno un taglio giornalistico, come quelli di Pirelli, Adecco, San Paolo, Barilla. Eni veicola una serie di podcast a tema energia. Fra i podcast in area marketing, in Italia il più seguito è quello di Marco Montemagno, imprenditore e comunicatore tech.

Per ascoltare qualche podcast, fra cui quelli di branded content, si può andare sul sito www.gliascoltabili.it.


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