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Innovation

La mobilità del futuro? Sempre più condivisa e sostenibile

The Van  12 Mar 2019 - 11:00

Siamo un Paese che si muove sempre più spesso in condivisione: su due, tre o quattro ruote e possibilmente in versione “green”. In Italia è infatti in continua crescita il numero dei servizi di sharing mobility.



A volte può bastare una semplice app per cambiare la vita quotidiana di milioni di persone. Ma più che all’evoluzione legata alle tecnologie digitali, quello che si sta verificando in giro per il mondo è un vero e proprio cambio di mentalità, stimolato dai principi vincenti della sharing economy, con risultati sempre più sorprendenti quando si entra nel campo della mobilità. Dagli studi più recenti in Italia sembra emergere un quadro generale in continua evoluzione. Il 17° rapporto sul noleggio veicoli di ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) – realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – attesta come la crescita abbia riguardato sia gli utenti iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (+21% nel 2017), sia quelli realmente attivi (almeno un noleggio in sei mesi), che sono aumentati del 38% rispetto all’anno precedente; i primi hanno superato 1,3 milioni e i secondi hanno raggiunto le 820mila unità, mentre i chilometri percorsi registrano un incremento del 6%, in linea con la crescita del numero dei noleggi. Secondo i dati del 2° Rapporto realizzato dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility (con il Ministero dell’Ambiente) nel nostro Paese si registrano 357 servizi di sharing mobility, 278 comuni con almeno un servizio, 18 milioni di potenziali utenti, 2,5 milioni di utenti del carpooling extraurbano e un “parco macchine” che può contare su circa 50mila veicoli in condivisione, con oltre 500 scooter, 7.680 automobili e 39.500 biciclette. Numeri positivi anche prendendo in considerazione i singoli settori, con l’aumento del numero di servizi messi a disposizione dei cittadini nel triennio 2015-2017: carsharing +12%, bikesharing +35%, carpooling +20%, aggregatori e journey planner +29% e servizi di scootersharing in continua crescita (se ne registrava uno solo nel 2015).

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L’identikit dell’utente medio

Da queste ricerche è possibile ricostruire anche l’identikit dei diversi profili dell’utente, che per i servizi di carsharing risulta prevalente maschile (per il 65% dei casi) e all’interno di una fascia di età compresa tra i 26 e i 35 anni (29%), con un significativo aumento della classe 18-25 anni (24% del totale). Al di là dei servizi di noleggio e condivisione, qualcosa sembra muoversi anche sul fronte del mercato automobilistico “green” e delle relative infrastrutture: secondo l’E-Mobility Report 2018 – presentato dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano – i dati relativi al 2017 e al primo semestre del 2018 registrano un generale incremento di vendite di auto full-electric che si attesta intorno al 40% e un segno positivo che raggiunge addirittura l’89% per quanto riguarda le immatricolazioni nel primo semestre del 2018 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

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Imprese italiane in prima fila

Le imprese italiane sono in prima fila nel fornire sia hardware che software. La Askoll EVA, azienda vicentina produttrice di scooter elettrici ed e-bike quotata dal luglio 2018 su AIM (il mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi), ha siglato una partnership con il gruppo spagnolo eCooltra – società che dispone di flotte di soli mezzi elettrici in alcune delle più grandi città europee – per garantire la fornitura di 4.650 scooter elettrici anche a Roma e Milano (oltre che a Lisbona, Barcellona e Madrid). I mezzi sono caratterizzati da un sistema di batterie estraibili, che ne garantisce la ricarica sostituendo quelle in uso con nuove batterie cariche, assicurando la massima efficienza di utilizzo dell’intera flotta su strada.

Ed è completamente firmato made in Italy anche GoVolt, il servizio di scootersharing elettrico in modalità free floating attivo da novembre 2018 nella città di Milano e basato sui primi scooter al mondo dotati di telaio brevettato in SMC (Sheet Moulding Compound) – materiale termoindurente in fogli composto da fibre di vetro, cariche minerali, pigmenti e resine di poliesteri insaturi – realizzati senza operazioni di saldatura, zincatura e verniciatura e senza utilizzo di oli lubrificanti o diluenti – e realizzati tra Brescia, Bergamo e Milano presso i siti produttivi dell’azienda ME.

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