Integratori a tutto volume

Un business da 3 miliardi di euro che cresce costantemente e attira l’attenzione di professionisti e consumatori. Non solo in Italia, ma anche oltre confine



The Van, 27 Mar 2018 - 15:24

Una filiera di valore fondata sulla qualità (riconosciuta da medici, farmacisti e consumatori). È il comparto degli integratori alimentari, che nel 2017 ha registrato un giro d’affari nazionale di 2.385 milioni di euro nei canali farmacia e Gdo, con una crescita media delle vendite del 7,3% per un totale di quasi 20mila addetti impiegati. Sono i dati della terza indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare”, a cura del Centro Studi FederSalus, punto di riferimento per le aziende e le organizzazioni che operano nel mercato degli integratori alimentari, che rappresenta circa il 50% delle imprese di un comparto solido e in crescita, con un’apertura crescente verso l’export.

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Le nutraceutiche puntano su export, contoterzismo e occupazione femminile

Sul totale del fatturato industriale delle aziende associate a FederSalus, la quota generata dall’export è di circa il 21%, con un valore pari a circa 250 milioni di euro. I paesi di sbocco, oltre a quelli europei, sono Russia, Cina e America settentrionale. Altri numeri interessanti: in questo comparto la produzione conto terzi rappresenta il 16% del fatturato, l’11% è attribuito che forniscono le materie prime, mentre il 73% riguarda le imprese che producono a marchio. L’indagine, inoltre, rileva una forte presenza femminile (il 55% della forza lavoro) e un alto livello d’istruzione (il 56% di laureati, con prevalenza di formazione in ambito scientifico). La farmacia resta il canale principale d’acquisto degli integratori con un fatturato pari a 2.572,3 milioni, mentre la quota della Gdo – sebbene rappresenti un mercato ancora piccolo, circa 430 milioni di euro di vendite – è aumentata del 9% rispetto allo scorso anno.

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Numeri in continua crescita anche nei mercati internazionali

Tra nomi noti e nuove realtà, sono numerose le aziende italiane del comparto. Con 24 milioni di fatturato, Bios Line detiene una posizione di leadership e dalla sua fondazione non ha mai registrato cali del giro d’affari. Nata a Padova nel 1986, ha conquistato negli anni uno spazio sempre più grande nelle erboristerie, circa 3mila in tutta Italia, crescendo a ritmo costante - la stima è del 10% annuo nei prossimi cinque anni. L’obiettivo, ora, è essere ancora più presenti nelle farmacie, canale in cui l’azienda annovera circa 2mila clienti su un totale di 18mila farmacie esistenti in Italia, con la volontà di raggiungere a breve i 4mila esercizi. Tra l’altro, Bios Line ha una dichiarata propensione verso l’export, che pesa per il 12% del fatturato a fronte di una presenza in circa 10mila punti vendita e distributori esclusivi in 35 paesi del mondo.

Un altro big del settore, da poco quotato in Borsa Italiana sul mercato AIM Italia, è il Gruppo pisano Pharmanutra che ha registrato ricavi consolidati al 31 dicembre 2017 pari a 37,8 milioni di euro e una crescita del 14,5% rispetto all’esercizio precedente. Negli anni Pharmanutra ha ottenuto importanti risultati nel settore della nutraceutica (neologismo nato dall’unione dei termini nutrizione e farmaceutica), salendo ai primi posti tra le aziende più importanti del comparto in Italia.

In questa speciale classifica c’è un’altra società toscana, anch’essa quotata sul segmento AIM Italia di Borsa Italiana: è BioDue, che ha chiuso il 2017 con ricavi pari a 35,7 milioni di euro, in crescita del 4,2% sul 2016 (34,3 milioni di euro). Anche BioDue, da quanto dichiarato, punta sulla vendita dei marchi propri (pari al 45,4% del fatturato) e sull’export (+9,2% rispetto al 2016).integratori


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