Più tecnologia in finanza

Il FinTech fa boom. In Italia il settore cresce a ritmi da record. E si moltiplicano le startup: da Credimi a Oval Money



The Van, 18 Mar 2019 - 11:00

Tutti pazzi per il FinTech. Il termine rappresenta l’unione di due mondi: quello della finanza e quello della tecnologia. Ma anche un nuovo ambito di impresa e innovazione. A delinearne i confini la recente ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano. Gli italiani che usano servizi finanziari e assicurativi con modalità tech nel 2018 sono stati 11 milioni, pari al 25% della popolazione fra i 18 e i 74 anni (+54% rispetto all’anno precedente). I servizi finanziari più apprezzati sono il mobile payment (16%), la gestione del budget personale o familiare (15%) e il trasferimento istantaneo di denaro tra privati (12%). Nell’ambito InsurTech, vengono apprezzati la possibilità di gestire i sinistri via smartphone, l’attivazione di assicurazioni istantanee e l’accesso a un finanziamento da smartphone o Pc. Meno interesse, invece, nei confronti di social lending (prestito fra privati), crowdfunding (possibilità di finanziarsi su piattaforme online) e chatbot (assistenti virtuali). Quanto alle pmi, oltre la metà (il 55%) si interfaccia con la propria banca per mezzo di un’app per smartphone, mentre il 92% lo fa tramite pc. Le piccole e medie imprese sono invece più tiepide sul fronte InsurTech: solo il 15% ha acquistato coperture assicurative online.

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È boom di startup

Un ambito così innovativo non poteva non solleticare la voglia di intraprendere degli startupper di tutto il mondo. A oggi si contano infatti oltre 1.200 startup FinTech & InsurTech, in grado di raccogliere finanziamenti per 43,7 miliardi di dollari (+70% rispetto al 2017). Al primo posto ci sono sempre gli Stati Uniti, anche se i Paesi in cui la crescita è più spiccata sono Cina, India e Australia. Il 51% delle startup offre servizi di banking, il 23% di investment service, il 17% si divide tra soluzioni di marketing, big data e security, mentre il 9% propone servizi assicurativi. Banche e operatori finanziari di tutto il mondo hanno capito l’importanza delle tecnologie blockchain e distributed ledger (vale a dire database o registri distribuiti). Lo dimostrano i 275 servizi censiti dall’osservatorio (167 progetti e 108 annunci).

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E in Italia?

In Italia abbiamo numeri ancora lontani dai principali mercati del FinTech, ma in forte crescita. Sono otto le startup che hanno ricevuto almeno un milione di euro di finanziamento, per un totale di 44 milioni ricevuti (erano meno della metà al precedente censimento). Molte le realtà dinamiche, pluripremiate e plurifinanziate, che si stanno mettendo in luce agli occhi degli investitori e dei clienti. Ne raccontiamo alcune. Credimi è una piattaforma di finanziamento digitale dedicata alle imprese che hanno bisogno di avere anticipi sull’incasso delle fatture. Nata nel 2015, è stata fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula, ex consulente di Boston Consulting Group, con un team di giovani esperti in finanza e tecnologia. Con 70 milioni di euro (ottenuti in due round), Moneyfarm è una delle realtà del FinTech italiano più finanziate di sempre. Fondata nel 2011 da Paolo Galvani e Giovanni Daprà, è una piattaforma che offre al cliente la possibilità di trovare soluzioni di investimento su misura per ogni necessità. Oggi ha sedi a Londra, Milano e Cagliari, conta 90 dipendenti e 150mila utenti. È invece di una giovane startupper (Benedetta Arese Lucini, già country manager italiana di Uber) l’idea di Oval Money, fondata a Londra nel 2016. Si tratta di un’app grazie alla quale è possibile monitorare le spese e accumulare risparmi in automatico. Sastispay è invece ormai sulla bocca di tutti, anche grazie alla campagna pubblicitaria “Vivi Smart. Usa Satispay”. È un’app gratuita che consente di pagare nei negozi, scambiare denaro, acquistare servizi e risparmiare. Fondata da tre ragazzi di Cuneo (Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta) che per dare vita alla loro idea hanno rinunciato a posti sicuri e ben pagati, oggi conta 65 dipendenti tra Milano e Londra, oltre 400mila utenti attivi e 50mila negozi convenzionati. In ultimo, ma non meno importante, Sardex, moneta complementare inventata nel 2008 in Sardegna in risposta alla crisi economica. Da allora continua a espandersi e guadagnare consensi, tanto che il Financial Times ha chiamato “Sardex factor” l’insieme di elementi alla base del suo successo.

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