Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Innovation

Agroalimentare hi-tech

The Van  08 Gen 2019 - 10:24

Uno dei settori a più elevato impatto sociale e ambientale al mondo, che oggi gioca un ruolo chiave per lo sviluppo sostenibile del pianeta



Nel mondo sono circa 400 le start up agri-food con obiettivi di sostenibilità. E l’Italia è il terzo paese al mondo per densità di nuove imprese agrifood sostenibili (14), preceduta solo da Israele e Spagna. La regione italiana con la maggior concentrazione è la Lombardia con il 33%, seguita dall’Emilia Romagna con il 17%, poi Lazio, Veneto e Campania. Sono alcuni tra i dati emersi dalla prima ricerca dell’Osservatorio Food Sustainability della School of Management del Politecnico di Milano presentata lo scorso giugno; un’indagine che mostra come la realtà italiana delle start up sia ancora in evoluzione e il percorso non sia sempre facile. Queste giovani imprese, infatti, propongono nella maggior parte dei casi nuovi modelli di business per la sostenibilità sociale e ambientale del settore agroalimentare, in particolar modo il vitivinicolo (17%) e l’ortofrutticolo (14%).

agroalimentare1

Start up centrali

Uno tra i principali obiettivi perseguiti da queste aziende è la creazione di valore dallo spreco alimentare partendo da tre parole d’ordine: innovazione, collaborazione e circolarità. Secondo Paola Garrone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Food Sustainability, “Le start up giocano un ruolo sempre più decisivo nel promuovere soluzioni innovative e nuovi modelli di business”. Guardando ai finanziamenti raccolti, purtroppo in Italia non incontrano ancora un riconoscimento solido da parte degli investitori, e quindi hanno maggiore difficoltà a imporsi. Sono poche le realtà di successo, ma quelle che sono riusciti a distinguersi, hanno avuto molto successo.

agroalimentare2

Esempi di eccellenza

Tra le start up italiane che sono riuscite a far emergere il loro progetto, si può citare Elaisian, che ha sviluppato un sistema di coltivazione di precisione degli olivi, aumentandone la produttività e la qualità dei raccolti. Grazie a un sistema di algoritmi, fondato su un database di studi agronomici, Elaisian riesce a prevenire malattie e ottimizzare processi di coltivazione come irrigazione e concimazione. L’obiettivo? Migliorare la vita dell’ulivo e il lavoro del produttore.

Altra start up agrifood degna di nota è MyFoody.it, portale online che segnala nei supermercati le occasioni di vendita a prezzi scontati di prodotti vicini alla scadenza o con difetti estetici (nel 2016 ha vinto il Premio Speciale Impatto Sociale dei Digital360 Awards). Infine, va segnalata Foodscovery.it, piattaforma digitale che permette di ordinare specialità tipiche di gastronomia regionale direttamente dai piccoli produttori locali (contadini, pescatori, allevatori, trasformatori), saltando così tutti i passaggi della distribuzione tradizionale, perché la vendita è diretta tra produttore e acquirente anche a migliaia di chilometri di distanza.

agroalimentare3


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.