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Una ventata d’aria fresca

Per farsi largo in un mercato dominato dai grandi marchi stranieri, le aziende italiane produttrici di sistemi di climatizzazione puntano su tecnologia e innovazione, ma anche sul design e sull’attenzione all’ambiente



The Van, 11 Mag 2018 - 15:04

È arrivata la primavera, si vedono i primi raggi di sole e tra poco arriveranno anche i primi caldi. Chi non ha ancora il condizionatore (o, ancora meglio, il climatizzatore) in casa o in ufficio, è bene che si muova: con l’avanzare della stagione, i prezzi sono destinati inevitabilmente ad aumentare. Il mercato della climatizzazione, d’altronde, è in costante crescita: l’indagine condotta da Assoclima, l’associazione che rappresenta i produttori di questo settore, mostra numeri positivi nel 2017 in quasi tutti i comparti, con un leggero incremento della produzione nazionale (+1,8% rispetto al 2016) di componenti per i sistemi di climatizzazione, principalmente grazie alle pompe di calore, alle unità di trattamento aria e ai ventilconvettori.

Il mercato residenziale conferma sia in termini di fatturato (+14,7%) sia di numero di pezzi (+15,5%) l'apprezzamento per le unità e i sistemi idronici, mentre la crescita delle pompe di calore (+17,8% a volume e +16% a valore) compensa il calo delle unità solo freddo, grazie anche agli incentivi statali prorogati nel 2018.

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Il pluripremiato freddo made in Italy

In un mercato in cui operano numerosi e validi player stranieri – dai giapponesi Mitsubishi, Daikin e Panasonic ai francesi di Saunier Duval – le aziende italiane si ritagliano il loro spazio e si confermano una scelta virtuosa per tecnologia e design. È il caso dell’italianissima Aermec, capofila del veronese Giordano Riello International Group, che ha chiuso il 2017 con 210 milioni di euro di fatturato (+7,7% rispetto al 2016) e un export del 60%. Tra le poche aziende familiari del settore, nel giro di due anni Aermec ha assunto oltre 70 persone passando dai 643 dipendenti del 2015 agli attuali 715. Performance di tutto rispetto, premiate con il Cribis Prime Company, il certificato con cui Cribis D&B, società specializzata in business information, riconosce alle imprese una solidità economica e il massimo livello di affidabilità nelle relazioni commerciali. Ottimo anche il risultato del sondaggio condotto da Statistica, per conto di Panorama, tra 15 mila lavoratori di oltre 1900 imprese con più di 250 dipendenti, per censire le aziende dove si lavora meglio in Italia. Aermec si è classificata al 14° posto nel ramo “meccanica e impiantistica”.

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Capolavori di design industriale

Anche l’azienda bresciana Olimpia Splendid porta alta la bandiera dello stile italiano, conquistando il Good Design Award nella categoria “Household Products” per il ventilconvettore idronico reversibile Bi2 Wall, disegnato dallo studio milanese Ercoli+Garlandini. Il premio internazionale d’industrial design è assegnato ogni anno dal Chicago Athenaeum-museum of architecture and design e i prodotti vincenti vengono esposti all’interno del museo; una splendida vetrina per un’azienda che ha visto crescere a doppia cifra il proprio fatturato, salito a 53,7 milioni di euro nel 2016 (il 5% investito in ricerca e sviluppo) con un incremento del 23% rispetto all'esercizio 2015. Ottimo anche l’andamento delle esportazioni che raggiungono quota 45%, con le performance migliori delle country francesi e spagnole e la recente apertura di una filiale in Brasile, a San Paolo.

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Il freddo amico dell’ambiente

Oltre ai grandi nomi, il mercato dei condizionatori e climatizzatori nasconde delle chicche frutto del genio italiano, come nel caso di Geizeer eco-friendly ice cooling: occupa pochissimo spazio, per utilizzarlo si spende circa un centesimo al giorno, è completamente sostenibile dal punto di vista ambientale ed è in grado di raffreddare di 3 gradi una stanza di 12 metri quadrati. Eco-compatibilità e risparmio energetico si riscontrano nell'impiego di materiale naturale, il legno, e nel basso consumo dell'elettronica utilizzata, oltre che nel design curato in ogni minimo aspetto. Disegnato da due giovani ricercatori, nel 2016 è stato presentato su due piattaforme mondiali di crowdfunding, Kickstarter e Indiegogo, ricavando circa 700.000 euro di finanziamenti. Oggi è un oggetto imperdibile per gli appassionati di ecologia e design, prodotto su larga scala.

 


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