Non è la solita zuppa

Le tendenze salutistiche premiano i consumi di zuppe e minestre pronte. Si tratta di un mercato in crescita in Italia e a livello internazionale, che premia soprattutto i prodotti freschi



The Van Group, 19 Nov 2020 - 10:00

Il mercato delle zuppe pronte è interessato da un vero e proprio boom. Il trend positivo è internazionale, come risulta da una recente indagine americana di “Allied Market Research”, che stima il consumo di tali prodotti proiettato verso un ricavo di oltre 18 miliardi di dollari entro il 2027. Lo scenario italiano conferma l’andamento se è vero che, come indica una ricerca dell’Osservatorio Nielsen, tra il 2018 e il 2019 il consumo delle zuppe fresche è aumentato del 28%.

Questa tendenza è da imputarsi da un lato alla ricerca di prodotti comodi, in grado di sollevare il consumatore dal lavoro in cucina, ma soprattutto alla ricerca di piatti sani, che la pandemia da Coronavirus ha fatto percepire come ancora più strettamente necessari.

 

Ambiente o fresche?

Il mercato delle zuppe pronte era tradizionalmente in confezione brick o in barattolo, dove troviamo marchi storici come Knorr e Star e più di recente Alce Nero, con prodotti bio e Valfrutta, brand di Conserve Italia, che lo lo scorso anno ha lanciato Le Zuppe a Vapore, in tre varianti, con l’obiettivo di concentrarsi sull’area della naturalità, ma anche del gusto e del servizio.

Ma l’area che è cresciuta di più è quella del fresco, che ha visto i primi lanci poco prima del 2010, e che negli ultimi tempi ha avuto un’accelerazione improvvisa. La scadenza ravvicinata e la conservazione in frigorifero, al contrario dei prodotti a temperatura ambiente, ne fanno un prodotto più appetibile per i consumatori healthy. In quest’area, oltretutto, va a posizionarsi la maggior parte delle zuppe di origine biologica che stanno registrando un trend interessante.

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Come a casa

Tra i prodotti freschi, le zuppe Dimmidisì di La Linea Verde, azienda con sede a Manerbio (Brescia) che produce vellutate e minestroni anche per alcune catene di supermercati. «Il nostro obiettivo – ha spiegato Valérie Hoff, direttore marketing e comunicazione a Ilfattoalimentare.it – è proporre zuppe con caratteristiche organolettiche il più possibile vicine a quelle fatte in casa. Per questo, il processo di produzione è molto simile a quello casalingo e non sono pastorizzate. Quando il prodotto è cotto, viene versato nelle ciotole che sono spedite immediatamente alla sezione di confezionamento per essere sigillate. Subito dopo, inizia una fase molto rapida di raffreddamento che permette di mantenere le proprietà organolettiche e di garantire una buona conservabilità. Le zuppe sono distribuite attraverso la catena del freddo e si devono conservare in frigorifero dove possono stare per circa due settimane”.

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Oltre il fresco, il biologico

Altre aziende entrate in questo mercato sono Beretta con Viva La Mamma, Zerbinati, Granarolo, Alce Nero e, per ultimo Marco Roveda, il fondatore delle Fattorie Scaldasole, che ha deciso di mettere in commercio una linea di zuppe fresche già pronte preparate con ingredienti provenienti da filiera biologica e biodinamica, le uniche confezionate in un bicchierone di carta come faceva una volta con i suoi yogurt Scaldasole. Dopo aver abbracciato il metodo di coltivazione biodinamico e biologico dal 1978 in poi e aver creato il mercato stesso con Fattoria Scaldasole, Marco Roveda ha deciso di cimentarsi in questa nuova sfida. «La crescita del mercato delle zuppe pronte, attestata da numeri del mercato in tutto il mondo, testimonia la ricerca sempre più incessante da parte delle persone di un’alimentazione sana, anche quando sono di fretta, che combini salute, benessere e sostenibilità – ha spiegato Roveda –. Proprio per questo motivo, dopo un’esperienza ventennale nel mondo del bio, ho scelto di rimettermi in gioco realizzando una linea di zuppe pronte confezionate in pack realizzati con carta dotata di certificazione PEFC e proveniente da filiera sostenibile. Un punto di forza che le contraddistingue dai prodotti contenuti nella comune ciotola in plastica».

In quest’area del fresco si collocano anche i prodotti vegani, che stanno crescendo a loro volta nei consumi.

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Zuppe al gelo

Bene anche i prodotti surgelati, in particolare le zuppe e i prodotti classici che secondo l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati sono cresciuti del 2,6% nel 2019 rispetto al 2018. Le più amate, le zuppe con orzo e legumi, quelle con i cereali, quelle di verdure e quelle con lenticchie e ceci. Le zuppe pronte sono anche surgelate e tra i principali competitori ci sono Findus e Orogel. Il primo è un marchio di proprietà di CSI (Compagnia Surgelati Italiana), oltre al minestrone tradizionale, ha lanciato un minestrone con legumi e una zuppa leggera che rispondono alla richiesta di prodotti con uno spiccato valore nutrizionale e salutistico. Orogel, oltre a una serie di passati (Verdurì), propone infine la linea Virtù di Zuppa: una gamma di sette prodotti a impronta salutistica, ma con un occhio attento alla tradizione (Virtù di Zuppa Ribollita).


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