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Food

Una fetta di successo

The Van  23 Ott 2018 - 15:26

Il comparto dei salumi è cresciuto dell’1,3% rispetto all’anno precedente. E l’estate appena trascorsa ha fatto registrare risultati positivi



I protagonisti dell’estate appena trascorsa? No, nessun tormentone musicale – che comunque c’è stato – né tantomeno qualche scoop di gossip. Le vere star dell’ultima stagione calda sono stati i salumi: da aprile a giugno 2018, infatti, i consumi sono aumentati del 27% secondo quanto riportato da Ivsi (Istituto valorizzazione salumi italiani), con il prosciutto crudo a fare la parte del leone (+47%), seguito da salame (+38%), mortadella (+24%) e prosciutto cotto (+21%).

Ma non è solo la possibilità di gustarsi un buon piatto di prosciutto e melone a trainare il mercato. Gli insaccati italiani, soprattutto Dop e Igp, stanno infatti vivendo un periodo positivo in termini di vendite a prescindere dalla stagionalità, come confermano anche i dati economici rilevati da Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi): il comparto ha ricominciato a crescere nel fatturato (7.977 milioni di euro nel 2017, +1,3% rispetto all’anno precedente), trainato sia dall’export sia da una ripartenza dei consumi interni.

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Beretta alla conquista del mondo

Il settore è quindi in salute e, di conseguenza, non possono che esserlo anche le aziende italiane. È il caso di Beretta, per esempio, la celebre ditta di Trezzo sull’Adda, tra Milano e Bergamo, che con 755 milioni di fatturato, di cui 250 provenienti dall’estero, si conferma tra i leader degli insaccati tricolore, con un forte orientamento all’espansione oltreoceano. Il Salumificio Fratelli Beretta è infatti presente negli Stati Uniti, soprattutto in California, con il marchio Busseto, e con il brand Beretta nella East Coast, mentre da poco è giunta anche nel mercato americano la linea di piatti pronti freschi “Viva la mamma”. D’altronde, circa il 43% del fatturato del salumificio brianzolo è prodotto all’estero, Cina compresa, che per l’azienda è uno sbocco molto importante: dal 2012 nella fabbrica Beretta di Ma’anshan – località a 300 chilometri da Shanghai – si producono esclusivamente salumi all’italiana destinati al mercato locale.

 

Citterio e l’invenzione del salame Milano

Se si parla di salami, poi, non ci si può dimenticare chi lo ha letteralmente inventato: è il caso di Citterio, l’impresa originaria di Rho che oggi conta stabilimenti in sette regioni italiane, dove, nel lontano 1870, il salumiere Giuseppe Citterio creò la ricetta dell’ormai famosissimo salame Milano. Una trovata di successo: nel 1878 aprì la prima fabbrica e dopo 140 anni il prodotto continua a essere un marchio noto in tutto il mondo, realizzato sempre secondo la ricetta originaria. Ma l’attenzione alla storicità del brand non esclude l’innovazione, con scelte in apparenza “azzardate”: è di un paio d’anni fa, infatti, il lancio del “wurstel vegano”. Segno dei tempi.

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Grandi Salumifici Italiani: 100% emiliana

Infine, tra i grandi nomi, non si può non menzionare Grandi Salumifici Italiani, che vanta un fatturato consolidato di oltre 650 milioni, 1.500 dipendenti e 13 stabilimenti produttivi tra Emilia Romagna, Toscana e Trentino Alto-Adige e un forte export diretto al mercato cinese, fin dagli anni ‘90. Un marchio che racchiude sotto di sé vari brand (tra cui Casa Modena, per citare il più noto) e che da gennaio è controllato al 100% dalla modenese Unibon, che ha acquisito il 50% della quota detenuta dall’azienda altoatesina Senfter trasformando così l’azienda in una realtà 100% emiliana.

 

 


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