Italiani, gente golosa

In crescita il comparto del gelato sia industriale che artigianale. Sempre più amato anche il cioccolato. Trend positivi dall’export che fa leva sulle eccellenze made in Italy



The Van, 09 Dic 2019 - 16:15

Sempre più desiderosi di coccole e gratificazioni, a livello alimentare gli italiani (e non solo loro) cercano ampia soddisfazione nei dolci, nei gelati e nel cioccolato. Quindi, in generale, il comparto dolciario in Italia gode di una certa salute, in costante crescita grazie anche a una continua innovazione suggerita dai nuovi consumi alimentari. A livello industriale (220 gli stabilimenti sul territorio nazionale con 36mila addetti) la produzione è pari, come indicato da Aidepi, l’associazione delle industrie del settore, a oltre 2 milioni di tonnellate di prodotti per 14 miliardi di fatturato. Circa 2 miliardi provenienti dal gelato, 5,5 dai prodotti da forno, 4,5 dal cioccolato e 1,2 dalla confetteria. La crescita nel 2017 rispetto all’anno precedente è stata del 7,9%. 4 miliardi di fatturato provengono dall’export (dopo la pasta quello dolciario è il settore più propenso all’esportazione) con un saldo attivo di 2,5 miliardi. Sono i francesi ad apprezzare maggiormente i nostri dolci. Seguono tedeschi, inglesi e spagnoli. In Italia consumano prodotti dolciari 21 milioni di adulti, il 38% dei quali due o più volte la settimana e il 65% come merenda a metà mattina o metà pomeriggio. Uno su due degli italiani più golosi ha meno di 35 anni. I bambini sono ovviamente tra i maggiori consumatori di dolci, che collocano nella top 5 dei loro prodotti più consumati.

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Consumi da brividi

Il consumo di gelati, che beneficia di una progressiva destagionalizzazione e di un ampio consenso con il 93% del gradimento presso gli italiani, è di circa 3 chili pro capite l’anno secondo l’Igi (Istituto Italiano Gelato), e il fatturato totale del comparto nel 2018 ha registrato una crescita sul 2017 dello 0,8% raggiungendo la cifra di oltre 2 miliardi di euro per una produzione pari a 210.270 tonnellate. In particolare, a favore del gelato confezionato gioca una crescente capacità di innovazione in risposta alle esigenze dei consumatori. Oggi in commercio, tra i grandi marchi presenti sul territorio, si possono trovare gelati di tutti i tipi, dal bio al vegan, passando per le varie categorie di free from (senza glutine, senza lattosio, senza uova, eccetera). In ogni caso, come indicato dall’Igi, è il cono a dominare le vendite col 41% delle preferenze. Barattolino e vaschetta seguono col 22%, il biscotto è al 13%, la coppetta al 12%, lo stecco all’11% e il ghiacciolo al 5%. Le vendite del settore registrano un trend positivo anche verso l’estero: 230 milioni di euro il fatturato export, di cui il 20% in Germania, a seguire Regno Unito, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

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125mila euro per ogni gelateria made in Italy

Ottimo andamento anche per il gelato artigianale, per il cui comparto (39mila le gelaterie nel nostro Paese) Cna Agroalimentare stima un giro d’affari di 3 miliardi nel 2019, con un trend di crescita del 10% (2,7 i miliardi di euro nel 2018). Ma il volume d’affari della filiera del gelato artigianale Made in Italy nel suo complesso vale quasi 5 miliardi di euro, con 481 milioni di euro di fatturato dell’industria delle macchine e degli arredi per la gelateria e 600 milioni di quello proveniente da ingredienti per gelato e semilavorati, settori nei quali il nostro Paese è leader mondiale. Inoltre, per ogni gelateria avviata all’estero (9mila in Germania, 2mila Spagna e 1.800 in Polonia), l’export generato in attrezzature, impianti, arredamenti e ingredienti rigorosamente italiani ammonta a 125mila euro. Le catene sono il sistema più potente per espandere soprattutto all’estero la diffusione di nuovi punti vendita. Crescono le aziende in grado di diffondere qualità e organizzazione. Secondo l’Osservatorio Sigep, per le principali catene italiane di gelaterie e yogurterie si registra un segno positivo: l’incremento generale è del 4% con il Centro Sud America (+11%) e il Medio Oriente (+8,1%) a mostrare maggiore dinamismo. Crescono anche l’Asia (+4,1%) e l’Europa (esclusa l’Italia) dell’1,8%. Da rilevare che le gelaterie sono ormai presenti in 76 Paesi in tutti i continenti. Il fenomeno del franchising e delle catene ha ampi margini di crescita. Al momento, il monitoraggio dell’Osservatorio Sigep ha rilevato quattro insegne italiane di gelateria con oltre 50 punti vendita ciascuna nel mondo: è evidente che le catene rappresentano lo strumento che garantisce la maggior velocità per l’espansione del settore, in particolare sui mercati esteri più lontani.  Da un’analisi di Coldiretti su dati Eurostat (2017) emerge come sia molto forte anche l’impatto della filiera sul settore agroalimentare, grazie all’acquisto di circa 220mila tonnellate di latte, 64mila tonnellate di zuccheri, 21mila tonnellate di frutta fresca e 29mila tonnellate di altre materie prime, spesso riguardanti piccole eccellenze agricole italiane come il pistacchio di Bronte, la nocciola piemontese, la mandorla siciliana o i limoni di Sorrento.

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