Birre, femminile plurale

Crescono consumi e produzione. La spumeggiante bevanda nel nostro Paese si destagionalizza e viene apprezzata in sempre maggiori varietà. Con un occhio alle donne



The Van, 13 Set 2019 - 10:15

La birra piace sempre di più agli italiani. La bevono 3 italiani su 4, e quasi uno su due ne beve più di quanto facesse cinque anni fa. In totale, nel 2018 il consumo di birra in Italia è aumentato del 3,2%, in controtendenza rispetto ai consumi alimentari che in Italia sono in riduzione (-0,5%), passando dagli oltre 19 milioni e mezzo di ettolitri del 2017 ai 20,3 milioni del 2018. La crescita si è tradotta in un aumento del 3,4% del consumo pro-capite, che lo scorso anno si è attestato a 33,6 litri, portando il nostro Paese, da sempre fanalino di coda in Europa, a scalzare la Francia e a posizionarsi al terzultimo posto davanti anche alla Turchia, appena entrata nelle classifiche dell’Associazione dei Produttori di Birra in Europa. Tra i trend di consumo, si evidenzia un fenomeno di destagionalizzazione, in atto già da diverso tempo, anche se quasi la metà del totale dei consumi continua a essere concentrata tra maggio e agosto, con un picco tra giugno e luglio.

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Segno “più” per birre speciali, microbirrifici ed export

L’aumento dei consumi, riconducibile in parte anche alla recente riduzione delle accise, ha favorito una crescita della produzione nazionale del 4,7%, incremento ancor più rilevante se comparato alla produzione alimentare italiana che è cresciuta solamente di un +0,8%. Con quasi 16 milioni e mezzo di ettolitri registrati nel 2018, oggi l’Italia è al nono posto in Europa per volumi di produzione, mentre è in quinta posizione per numero di birrifici. La diversificazione portata avanti da grandi e piccoli produttori è uno dei principali driver che ha guidato l’innovazione di mercato del comparto, con un incremento delle birre speciali del 115% negli ultimi 5 anni, unitamente alla valorizzazione dei territori e delle loro peculiarità, tra cui il ricorso alle materie prime locali. In ogni caso, le birre ‘tradizionali’ mantengono una quota dell’86% dei consumi totali. Positivi anche i dati sull’occupazione, con una crescita annuale di 700 unità registrata nel settore e nel suo indotto, che oggi contano complessivamente 140.700 lavoratori.
Il settore dei microbirrifici, caratterizzato negli ultimi anni da un vero e proprio boom, continua a registrare incrementi. Dopo la nascita, in tutto il Paese, di nuove realtà imprenditoriali per gran parte giovanili, oggi i microbirrifici sono 862, per una produzione di 500 mila ettolitri, in crescita del 4,3% sul 2017.
Segno più per l’export, che nel 2018 ha raggiunto il nuovo massimo storico sfondando il tetto dei 3 milioni di ettolitri, in aumento del 6,6% sul 2017. Per la prima volta in cinque anni è sceso, seppur di poco, il volume dell’export nel Regno Unito, che rimane comunque stabile al primo posto come maggior Paese importatore di birra italiana, mentre sono cresciuti i volumi negli Stati Uniti, facendo aumentare il mercato italiano oltreoceano, oltre che nella maggior parte dei Paesi dove l’Italia esporta.

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La parola alle consumatrici

Per gli italiani ormai la birra supera i canoni tradizionali e non è più solo la media chiara con la pizza. Per il 64% degli italiani la birra è la bevanda della cena e dell’aperitivo. È aumentata anche la frequenza dei consumi. Da una recente ricerca condotta per Assobirra da Astra Ricerche è emerso che il 55% dei consumatori italiani beve birra ogni settimana. È un consumo trasversale, che vede coinvolte diverse fasce d’età e zone geografiche. Soprattutto, è un consumo che vede le donne in netta crescita, facendo di loro la vera sorpresa del mercato. Il 70% delle donne italiane, secondo la ricerca, consuma birra: era il 60% solo pochi anni fa. Il 30% delle donne che bevono birra lo fa almeno due volte a settimana e il 42% dichiara di berne di più rispetto a 5 anni fa. Da un’indagine Doxa-Assobirra è risultato che sono le giovani tra i 18 e i 35 anni, quasi 7 milioni, le protagoniste di questo notevole cambiamento. Alla base c’è soprattutto il fatto di non avere più paura di dire che apprezzano la birra (46%), ma anche il ridimensionamento di alcuni pregiudizi (gonfia, ingrassa). Il tratto femminile nell’approccio a questa bevanda si manifesta nella moderazione (il 43% sceglie la classica 0,20 l o anche meno, il 38% indica la 0,33 l e solo il 19% la media da 0,40 l) e nell’abbinamento con il cibo (il 70% dei consumi sono a pasto, a casa o fuori, il 13% come aperitivo, spesso rinforzato da cibo, e solo il 17% come dopocena con gli amici). Mentre fino a poco tempo fa le donne dichiaravano una preferenza per le birre “dolci”, progressi, si sta progressivamente rilevando un avvicinamento al gusto maschile e ai sapori amari, che una donna su due adesso sembra apprezzare. Le preferite risultano le Lager e le Pils (72%), le analcoliche e le light rappresentano l’8,6% dei consumi, le Blanche con le Weizen il 7,6%, le Bock il 6,4%, mentre il rimanente 5,4% è coperto da altre specialità.

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