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Bio, l’Italia è Sana

Il biologico nostrano cresce ancora (+5,3% rispetto al 2017), con i generalisti che insidiano i big



The Van, 02 Dic 2019 - 11:21

Il biologico tricolore procede a gonfie vele. Nel 2018, le vendite di prodotti bio in Italia hanno superato i quattro miliardi di euro, con un aumento del 5,3% rispetto al 2017, mentre l’export delle aziende italiane specializzate è cresciuto a doppia cifra (+10%) superando quota 2,2 miliardi. Sono i dati pubblicati dall’ultimo rapporto del Sinlab, il Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica, in occasione dell’ultima edizione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale che si è chiuso il 10 settembre a Bologna. Il mercato bio in Italia guadagna terreno, letteralmente: i dati di Sana indicano che i terreni destinati all’agricoltura a fine 2018 erano a quota 2 milioni di ettari: il 15,5% della superficie agricola totale. Inoltre, anche se con un aumento inferiore rispetto agli anni scorsi, i consumi aumentano ancora, grazie soprattutto alla diffusione di linee di prodotti biologici nella grande distribuzione: nel complesso il fatturato degli acquisti domestici è pari a circa 3,5 miliardi, cui si devono aggiungere 500 milioni del bio "fuori casa". La crescita sul 2017 è del 5,3% ed è lontana da quella a doppia cifra degli anni precedenti, ma il bio si conferma un settore strategico per molte aziende: i consumatori sono 21,4 milioni, l’86% del totale, e sono in crescita costante (nel 2012 erano il 53%).

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Made in Italy Bio: futuro marchio di qualità

Le prime dieci aziende del settore bio hanno incassato complessivamente oltre 400 milioni di euro nel 2018. La progressione nel 2019 è stata dell’1%: un dato che porta a pensare che in questo momento i marchi consolidati del bio stanno facendo i conti con l’ingresso nel settore da parte dei generalisti, in particolare nella Gdo, i quali mettono in atto politiche di prezzo aggressive.
"È importante tenere presenti i rischi legati alla crescita ed evitare che si abbassi il livello di qualità" sostiene Maria Grazia Mammuccini presidente di FederBio in un’intervista a Il Fatto Alimentare. "È necessario da un lato innovare il sistema dei controlli, per garantire maggiore sicurezza, e dall’altro evitare la rincorsa al prezzo più basso. Stiamo lavorando a una piattaforma pubblica, presto consultabile in rete, dove sarà possibile vedere come viene definito il prezzo di un prodotto bio e quindi capire quali sono i prezzi giusti per i diversi prodotti. Sarebbe poi molto importante l’approvazione della legge, attualmente in discussione, che istituisce il marchio Made in Italy Bio. La normativa italiana è più restrittiva di quella Ue nei confronti dei residui chimici, quindi questo marchio sarebbe un importante elemento di trasparenza".

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Le aziende leader

L’azienda leader in Italia è la vicentina Rigoni di Asiago, con 112,5 milioni di ricavi, che primeggia nelle confetture e produce anche creme spalmabili e miele. Al secondo posto della classifica ci sono Alce Nero e Brio. Alce Nero offre un ventaglio completo di prodotti che vanno dalle confetture ai pelati, passando per sughi pronti l’olio, snack dolci e salati, riso e pasta, yogurt, miele, zuppe, sottoli, frutta e puree di frutta, e ha lanciato sul mercato una linea completa di alimenti biologici per la prima infanzia. Una strategia che le ha fruttato 74,3 milioni di euro nel 2018 con un incremento del 2%, facendola diventare il secondo player nazionale.
Brio, socia del gruppo Alce Nero, segue in scia la sua capofila. L’azienda veronese, leader nel mercato biologico dell’ortofrutta, dei prodotti caseari e nei prodotti da forno, ha chiuso il 2018 a 73,5 milioni di ricavi con un balzo dell’11,5% sull’anno precedente.

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Valsoia punta sullo sugar-free

Nel mercato del biologico è presente anche Valsoia, azienda bolognese fondata nel 1990 e quotata in Borsa dal 2006, attraverso il marchio Naturattiva, che propone gelati vegetali e biologici rigorosamente prodotti in Italia con materie prime provenienti da fornitori selezionati. Ma il gruppo presieduto da Lorenzo Sassoli de Bianchi, che ha chiuso il 2018 con ricavi per 83,5 milioni di euro, non si ferma e si prepara a lanciare lanciare la gamma Zero Zuccheri, la prima linea di bevande vegetali totalmente sugar free.


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