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Vicenza fa rima con eccellenza

La provincia veneta annovera un grande numero di aziende di qualità tanto da piazzarsi al secondo posto in una graduatoria delle imprese italiane con le migliori performance



The Van, 01 Ago 2019 - 10:20

“VI are the Champions”. Il gioco di parole, che inserisce la sigla della provincia di Vicenza nel titolo di una celebre canzone dei Queen, è presto spiegato: Vicenza è la seconda provincia – preceduta solo da Milano – per numero di aziende presenti nelle graduatorie Champions 2019, figlie di un’indagine sulle imprese realizzata dal Centro Studi ItalyPost, con il sostegno del Gruppo Crédit Agricole e la partecipazione di auxiell, Glasford International ed Equinox. L’indagine ha individuato le imprese italiane con le migliori performance dal 2011 al 2017 suddividendole in due categorie: 500 con un fatturato tra i 20 e i 120 milioni e 100 tra i 120 e i 500 milioni. I requisiti includevano un tasso di crescita annua di almeno il 7% per le imprese champion e del 4,5% per le superchampion, un ebitda medio degli ultimi tre esercizi rispettivamente del 10% e 8,5%, un rapporto Pfn/ebitda rispettivamente di 1,8 e di 2,5, e un rating attribuito da Modefinance con almeno una tripla B.

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Seconda dopo la metropoli

La regione con il maggior numero di imprese è la Lombardia, che totalizza la presenza di ben 193 aziende, di cui 76 a Milano, 30 a Bergamo, 22 a Brescia e 16 a Como. Seguono il Veneto con 109 imprese e l’Emilia Romagna con 85. A livello provinciale, come si diceva, subito dopo Milano si piazza Vicenza, che può vantare nel proprio territorio ben 38 imprese Champions. 13 di queste fanno parte del settore meccanico, 5 realizzano prodotti in metallo e 4 sono di ambito chimico e farmaceutico. Un tratto comune alle Champions vicentine è la capacità che hanno avuto di stringere i denti durante le due ondate di crisi degli anni scorsi. Tutte hanno avuto la forza di rilanciarsi e di iniziare a correre sui mercati internazionali nonostante le difficoltà economiche globali, affrontando, spesso sole e non supportate dal sistema Paese, la prima globalizzazione. Hanno sempre continuato a investire e avuto, tutte al momento opportuno, intuizioni legate al valore dei prodotti più che alla mera commercializzazione.

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The Bridge: un’azienda in salute

L’azienda vicentina The Bridge nel 1994 decide di offrire un’alternativa vegetale a chi non può bere latte vaccino e oggi cavalca la crescita del consumo di cibi legati a uno stile di vita più salutistico, vegetariano o vegano, arrivando a triplicare, in questi ultimi cinque anni, il fatturato. È stata la prima azienda a produrre latte di riso biologico e continua oggi a scegliere materie prime biologiche e in larga misura europee. Si definisce una piccola azienda familiare in un piccolo villaggio in provincia di Vicenza, San Pietro Mussolino, anche se oggi gli stabilimenti sono due, entrambi a ridosso del parco naturale dei Monti Lessini, vicino all’acqua di sorgente della fonte Papalini. L’acqua è la materia prima più preziosa perché costituisce almeno l’80% delle bevande di cereali. I prodotti di The Bridge sono 100% vegan, senza colesterolo e senza lattosio, realizzati con ingredienti accuratamente certificati, selezionati secondo standard di alta qualità e tracciabilità.

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Cattelan e Fope, pioniere del Made in Italy

Tra le imprese pioniere in provincia di Vicenza c’è anche Cattelan Italia, che fu tra le prime, nel 1979, capì le grandi possibilità del disegno e dell’artigianalità italiana nel mondo, e cominciò a vendere tavoli di marmo negli Stati Uniti. Oggi sono proprio i ricavi all’estero a trainare l’azienda di arredi, che vende a un numero limitato di clienti esclusivi in Usa, India, Cina e Africa. Molte delle aziende terziste di Cattelan Italia sono italiane e per la maggior parte venete. Quotata in Borsa è la Fope, che produce gioielleria di alta gamma. La sede, gli uffici e la produzione sono a Vicenza, dove l’azienda è stata fondata nel 1929 e da dove continua un inarrestabile progresso fatto di perizia artigianale e di alta tecnologia. L’intera lavorazione del prodotto Fope viene realizzata nella sede vicentina, dalla progettazione alla finitura, tanto che l’azienda si definisce 100% Made in Vicenza, con quello spirito di individualismo proprietario che caratterizza da sempre il Nord Est. L’azienda crea gioielli unici con grande attenzione ai dettagli, alla scelta di materie prime della migliore qualità e dall’indiscutibile eleganza. Il 2018 si è chiuso con un risultato definito oltre le aspettative: il fatturato è cresciuto dell’11,5% rispetto al 2017, arrivando a 31,26 milioni di euro, contro i 30,7 milioni stimati.


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