Bentornati al Sud

Un programma di finanziamento intende dare nuovo impulso all’imprenditoria meridionale, spingendo i giovani a rientrare o a rimanere nelle regioni d’origine e a mettersi alla prova con progetti innovativi



The Van, 09 Lug 2019 - 09:30

E se il Sud fosse la prossima “locomotiva d’Italia”? Se fossero proprio le zone meno sviluppate dal punto di vista imprenditoriale a mostrare maggiori margini di miglioramento? Una delle misure lanciate per esplorare questa ipotesi è il programma “Resto al Sud”. Lanciato nel 2017 dall’allora Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, e confermato dall’attuale Ministro per il Sud Barbara Lezzi, “Resto al Sud” si prefigge di sostenere la nascita di nuove imprese promosse da persone fra i 18 e i 46 anni residenti in Meridione o disponibili a trasferirvi la residenza dopo il buon esito dell’istruttoria. L’iniziativa è gestita da Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) e finanziata dallo Stato, in collaborazione con buona parte del sistema bancario. L’obiettivo è creare 10mila imprese al Sud nell’arco di tre anni. Viene finanziato l’avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa massimo di 200mila euro, con un contributo a fondo perduto fino al 35% e un finanziamento bancario del 65% da restituire in otto anni.

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Resto o torno

Al momento sono circa 2.800 i progetti approvati su un totale di 17mila domande, per un esborso complessivo di 171 milioni di euro. “Resto al Sud” è già riuscito a richiamare in Italia aziende che erano nate all’estero, ma che ora tornano nel Mezzogiorno per fondare delle nuove imprese. È il caso della falegnameria “del terzo millennio”, ideata dai fratelli Pietro e Davide Costanzo: sono rientrati dalla Florida e si sono stabiliti a Marano, in provincia di Napoli. Ha preso la stessa decisione anche Rosario Calderone, perito chimico che si era stabilito ad Augsburg (in Germania) e che ora gestisce un laboratorio di conserve e prodotti locali, “La Burnieria”, a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Non è rientrato dall’estero ma è sempre stato al Sud, invece, il gruppo di ragazzi che in provincia di Palermo ha messo in piedi il diving center “Dive 4 Earth”: oltre che a organizzare immersioni, l’attività si dedica anche a sensibilizzare le comunità sul problema dei rifiuti di plastica in mare. 

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Imprese al femminile

Finanziate anche le attività di giovani imprenditrici. È il caso di Germana Orobello, titolare di un Flower Store a Bolognetta (Palermo): la sua attività prevede l’organizzazione di eventi, la preparazione di allestimenti floreali e la vendita di oggettistica per la casa. «A settembre 2016 ho richiesto il finanziamento, che è arrivato nel dicembre dello stesso anno: il Flower Store è aperto da tre anni. Invitalia mi ha dato un grosso aiuto per cominciare. Grazie alla cifra che ho ricevuto, è stato possibile partire con le operazioni necessarie per l’apertura: dalla ristrutturazione del locale all’acquisto della merce e delle strutture, fino all’allestimento dei lavori. Sono riuscita a iniziare senza impegnare grosse somme a livello personale: avere un investitore esterno è un grosso aiuto».
A dicembre 2018, invece, è partita l’attività di Federica Novella, che con il fidanzato Salvatore ha aperto MoSe (Modern Sensation) a Mineo (Catania). Si tratta di un laboratorio di stampa 3D e di progettazione di video mapping, oltre che di visual design, photo e video editing. «Abbiamo ricevuto un finanziamento da 36.637,37 euro a settembre 2018, il che ci ha permesso di aprire il nostro laboratorio l’1 dicembre dello stesso anno. Il finanziamento è arrivato molto celermente: “Resto al Sud” è un’iniziativa necessaria per dare impulso all’imprenditoria meridionale, che può agevolare i giovani che vogliono dar vita alla propria iniziativa. Tuttavia, non sarebbe possibile partire con l’attività senza disporre di una base economica personale solida».

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