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Distretti

Un Prato di opportunità

The Van  14 Gen 2019 - 09:20

La seconda città della Toscana è sinonimo di industria tessile, grazie a un nucleo di aziende specializzate in prodotti di alta qualità



Scrivi Prato, leggi tessuti. Il distretto tessile della città toscana, infatti, è uno dei più prestigiosi del Vecchio Continente: da qui proviene il 3% della produzione europea. Risultati raggiunti in secoli di storia, durante i quali il distretto conosce gloria e momenti bui, ma che ancora oggi mostra la sua solidità: i dati del primo semestre del 2018, raccolti da Confindustria Toscana Nord, raccontano di una crescita del 3,6% rispetto allo scorso anno, di un aumento degli ordini (+2,4%) e dell’export: +2,3%, in particolare, per i tessuti di trama e ordito, per un valore complessivo di 2 miliardi di euro. Protagoniste sono 7mila imprese che hanno saputo affrontare le sfide della modernità, innovandosi, nel rispetto dell’ambiente.

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Dai “cenci” all’alta moda

Bisogna risalire al XII secolo per raccontare i primi passi del distretto, che già allora per la sua attività tessile era considerata la “capitale dei cenci”. La rivoluzione industriale dà una spinta decisiva alla città, con gli imprenditori pratesi pionieri nell’introduzione dei primi filatoi: grazie alle nuove tecnologie, Prato domina nell’abbigliamento del tempo, specie quello militare. Il secondo Dopoguerra segna un’altra tappa decisiva: la forte immigrazione dal Sud porta manodopera specializzata e il distretto cresce fino ad accogliere 60mila operai. La crisi degli anni Ottanta del tessile si fa sentire: il cambiamento degli stili di vita, con il boom delle auto e dei riscaldamenti in casa, porta l’abbigliamento pesante in lana a essere rimpiazzato da tessuti più leggeri. Per superare la crisi, gli imprenditori pratesi si rimboccano le maniche e passano dalla produzione della lana cardata rigenerata a tessuti di maggiore qualità, come lana pettinata, cotone, viscosa, lino e seta. Una rivoluzione che si mostra decisiva: oggi il distretto pratese è leader nei tessuti di altissima qualità, scelto dai grandi stilisti del “Made in Italy”.

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Innovazione e sostenibilità

Secoli di storia e non sentirli. Il distretto pratese ha da sempre rivolto il suo sguardo verso il futuro. L’innovazione è una componente strutturale del sistema, con gli investimenti in ricerca e sviluppo che seguono due linee: l’introduzione di nuove fibre e la ricerca continua di nuovi stili e fantasie delle collezioni. Per supportare i processi di innovazione, il distretto ha il supporto di poli di ricerca privati e pubblici, come OTIR 2020 e Next Technology e si distingue anche per la sostenibilità: 20 aziende hanno firmato il protocollo Detox di Greenpeace, lo standard più elevato per una produzione senza sostanze tossiche nel settore della moda.

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La stoffa più bella del mondo

Tante le storie di successo che il distretto racconta. Tra queste c’è quella di Marini Industrie, iniziata nel 1954 dalle menti di Mario Marini e Enzo Cecconi, con la fondazione del primo lanificio. Oggi Francesco Marini è a capo di un’azienda che recentemente ha ottenuto il Gran Premio di Première Vision a Parigi, prestigioso riconoscimento internazionale, per “la stoffa più bella del mondo”. L’evoluzione è invece la stella polare del Lanificio Bellucci, altra storia familiare iniziata nel 1950. Oggi a capo dell’azienda c’è Mario Bellucci che punta tutto sull’innovazione dei tessuti, come il lancio del jeans anti cellulite, un tessuto che contiene una speciale fibra derivata dalla ceramica, in grado di migliorare la microcircolazione sanguigna del 92%.


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