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Successo “made in Veneto”

Sfizio, Beatrice B e Smarteez sono i marchi di proprietà di Plissè, azienda di moda femminile che negli ultimi anni ha avuto tassi di crescita importanti. Anche grazie al supporto di Borsa italiana



The Van, 20 Nov 2018 - 10:35

«Produciamo i nostri capi quasi esclusivamente in Italia, nel raggio di circa 10 chilometri dalla nostra sede principale. Più che di made in Italy, parlerei quindi di “made in Veneto”», sottolinea scherzosamente Paolo Mason, presidente e co-fondatore di Plissè, azienda di moda femminile nata nel 1988 a Piombino Dese, in provincia di Padova. A 30 anni dalla sua fondazione è oggi una realtà affermata nel panorama nazionale e internazionale, a cui fanno capo tre marchi: Sfizio, il brand storico dell’azienda; Beatrice B, lanciato nel 2000 e divenuto ben presto il “portabandiera” di Plissè, dedicato a una clientela di fascia medio/alta; Smarteez, l’ultimo nato, che si rivolge alla parte più alta del mercato. Una differenziazione che, soprattutto negli ultimi anni, ha dato ottimi frutti, come dimostrano i dati di bilancio: dal 2011, infatti, Plissè è in crescita costante e chiuderà il 2018 con un fatturato di circa 22 milioni di euro, in aumento del 18% rispetto allo scorso anno.

 

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Paolo Mason, qual è il segreto del successo della sua azienda?

«Siamo nati con la volontà di fare qualcosa di bello e, soprattutto, di totalmente italiano. Nonostante il settore nel quale operiamo presenti una concorrenza molto elevata, nel tempo siamo cresciuti notevolmente: la clientela ha saputo apprezzare la qualità dei nostri prodotti venduti al giusto prezzo».

 

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Le vostre collezioni sono particolarmente apprezzate all’estero. E non a caso l’export rappresenta una fetta importante del vostro fatturato.

«Circa il 55% del nostro giro d’affari proviene dall’estero. In Europa i nostri prodotti vanno forte soprattutto in Paesi come Germania, Francia e Regno Uniti. Negli Stati Uniti siamo in crescita e abbiamo anche aperto una nostra filiale, oltre a due showroom a New York. Il principale mercato fuori dall’Italia è però quello russo, che negli anni ha dimostrato di apprezzare particolarmente le nostre collezioni. Oggi abbiamo circa 1000 clienti in Italia e circa 700 fuori dai confini nazionali, oltre a due negozi monomarca, uno a Milano e l’altro a Jesolo, sulla riviera veneta».

 

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Per crescere ulteriormente, nel 2017 avete anche lanciato sul mercato il vostro primo “mini bond short term”. Quanto è stata importante per voi questa operazione?

Si tratta di un’iniziativa nata dalla necessità di ricorrere a canali di finanziamento alternativi rispetto a quello bancario, ma anche per farci conoscere dal mercato dei capitali. Alla fine dello scorso anno abbiamo quindi portato avanti questo primo esperimento con il supporto di Borsa Italiana: un’obbligazione del valore di 500mila euro con scadenza a 9 mesi, operazione che ha avuto molto risalto sia sui media di settore che su quelli economici, tanto che in soli 2 giorni è stato interamente sottoscritto dagli investitori istituzionali».

 

Un successo su tutti i fronti quindi ed è per questo che siete già in procinto di lanciarne un secondo.

Abbiamo appena emesso un secondo mini bond da 750mila euro, anche questo interamente sottoscritto il primo giorno, a conferma dell’interesse da parte degli investitori Italiani ed esteri. L’obiettivo è quello di diventare un emittente seriale. Questo canale affiancherà sempre di più quello bancario e ci permetterà sia di migliorare la posizione finanziaria netta sia di accorciare i tempi di pagamento. Il traguardo finale è quello della quotazione in Borsa entro il 2025, prima su AIM (segmento dedicato alle PMI, ndr) e poi sul listino principale. Non prima però di aver raggiunto quota 30 milioni di euro di fatturato, cifra che contiamo di poter centrare già entro il 2021».


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