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Mezzogiorno di ghiaccio

Dopo il boom del 2017, il 2018 è stato l’anno della conferma per il mercato degli alimenti surgelati che inizia il 2019 con segno positivo. Eccelle il Sud



The Van, 05 Set 2019 - 09:30

In questo periodo, le uniche cifre sotto zero sono quelle delle temperature degli alimenti. Ma quanto ai dati economici, i numeri del mercato dei surgelati sono abbastanza “caldi”, soprattutto per quel che riguarda alcune realtà di eccellenza presenti nel Mezzogiorno. Il 2017 è stato un anno di boom per i prodotti surgelati, mentre il 2018 ha confermato la maturazione del settore, almeno in Italia. Si tratta di mercato da 4,3 miliardi di euro, equivalente a 838.580 tonnellate di prodotti acquistati. Di questi, la metà sono vegetali (47,5% del totale), raggiungendo nel 2018 quota 398.310 tonnellate. Crescono poi l’ittico (112.700 tonnellate), le patate (145.760 tonnellate) e le pizze (91.450 tonnellate). Il Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati stilato dall’IIAAS, l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati fotografa un settore con segno positivo, in controtendenza con la sostanziale stagnazione di altri comparti. La crescita nel 2018 è stata dell’1,6%, mentre nei primi mesi del 2019 si è registrato un ulteriore +0,4%.

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Catering: meglio surgelato che fresco

A mostrare il maggior tasso di crescita è il catering, che l’anno scorso ha superato le 315.000 tonnellate di prodotti acquistati. Il surgelato, infatti, sembra prendersi una rivincita nei confronti del fresco a tutti i costi, in quanto viene percepito come una garanzia di qualità e sicurezza, in grado di mettere i consumatori al riparo da brutte sorprese o da frodi alimentari. Ecco, ad esempio, cosa ha dichiarato Vittorio Gagliardi, presidente del’IIASS, a proposito dei gamberi rossi di Mazara del Vallo: “Sono eccezionali, costano 75 euro al chilo, eppure surgelati sono più buoni. Posso dire con assoluta certezza che i 148 pescherecci in attività restano in mare più tempo che in passato, oltre un mese, per mantenere certi standard di pesca. E tutti sono dotati di sistemi di congelamento a bordo per preservare la materia prima, inclusi i gamberi rossi”. Consumatori attenti a ciò che mangiano spesso preferiscono spendere di più per un prodotto anche surgelato e congelato al momento della pesca che per un prodotto sì fresco ma di dubbia provenienza. Anche lo chef stellato Simone Rugiati sembra sposare questa linea di pensiero quando afferma che “Nei menù dei ristoranti i prodotti surgelati sono indicati con un asterisco, che i clienti leggono come sinonimo di garanzia, perché si conoscono tutte le caratteristiche nutrizionali, le qualità e poi la provenienza è controllata”.

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Tre eccellenze meridionali

Nell’elenco Campioni del Sud, classifica delle aziende più dinamiche e virtuose dell’Italia meridionale stilata dal centro studi del portale ItalyPost, figurano tre grandi aziende attive nel settore della surgelazione. Soavegel, azienda con oltre 80 anni di storia con sede a Francavilla Fontana (BR), ha saputo superare la stagnazione puntando sulla nicchia dei prodotti di rapido uso per il catering di buffet, aperitivi, e nel settore della ristorazione e con una costante ricerca sui gusti dei consumatori. Oggi lo storico stabilimento brindisino, con una superficie di 30.000 mq e dotato di moderne e innovative strutture tecnologiche, produce e surgela specialità di “Alta Gastronomia” secondo i più severi standard di produzione presenti nel settore alimentare. Lo stabilimento dispone di una capacità di stoccaggio di 4.000 posti pallet a bassa temperatura completamente automatizzati e impiega quasi 100 persone. Soavegel, società che fa capo a un gruppo imprenditoriale familiare attivo in diversi ambiti dell’Agroalimentare, partecipa al programma ELITE di Borsa Italiana. La calabrese Gias SpA (Gruppo industriale alimentari surgelati), fondata nel 1970 a Mongrassano (CS), deve la sua fortuna soprattutto alla procedura di pelatura a freddo del pomodoro che le permette di venderlo congelato oltreoceano. Oggi l’azienda di Mongrassano impiega 350 dipendenti ed è in grado di processare 35 tonnellate di prodotti surgelati su 14 linee produttive. Il suo fatturato nel 2017 ha toccato quota 37,4 milioni di euro. Infine la San Giorgio che opera in provincia di Salerno. Specializzata in alimenti pronti per il settore catering, dolce e salato, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 30,7 milioni di euro, 150 dipendenti e oltre 3.000 posti pallet.

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