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Mantova, la bella addormentata si è svegliata? 

Considerato da sempre un territorio “pigro”, il mantovano in realtà è una zona ricca di iniziative imprenditoriali e storie di successo



The Van, 13 Lug 2018 - 11:28

Basta osservarla per capire che Mantova è ben lontana dall’immagine di “bella addormentata” con la quale è conosciuta in Italia e nel mondo. Dal punto di vista economico, infatti, il territorio mantovano è ricco di storie aziendali straordinarie, realtà che da un’officina, un laboratorio, o un garage hanno saputo esportare il Made in Italy in tutto il mondo.  Qualche nome? Gruppo Saviola nella produzione di pannelli di legno, Bondioli & Pavesi, nella componentistica per le macchine agricole, Sisma nella produzione di prodotti per igiene personale e della casa, sono solo alcune delle grandi storie che raccontiamo in questo viaggio tra Mantova e dintorni.

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Gruppo Saviola, il re dei pannelli in legno

Viadana, sulle rive del Po, è il quartier generale del Gruppo Saviola, azienda leader nella produzione di pannelli con legno riciclato. Il fondatore è un ex falegname, Mario Saviola, che a 11 anni già lavora nella bottega di suo padre ebanista. La nascita dell’aspirapolvere riduce gli affari di famiglia, nel frattempo specializzatasi nella produzione dei manici di scopa. Mario, tuttavia, non si arrende. In un viaggio in Germania scopre un impianto di produzione di pannelli che usa alberi triturati. Il suo pensiero va alla moltitudine di rami e tronchi che si accumulano lungo le rive del Po. Così decide di acquistare il macchinario, investendo 350 milioni di lire con l’aiuto di parenti e diverse cambiali. Nasce così nel 1963 la Sadepan, a cui si affiancherà 10 anni dopo la Sadepan chimica, per l’approvvigionamento diretto di resine, resine melamminiche e formaldeide. Dopo la morte di Mario, nel 2009, alla guida dell’azienda c’è Alessandro Saviola. È lui ad aver creato la Saviola Holding che oggi opera in tre settori, legno, chimica e mobili e può contare su 13 stabilimenti, 1.400 dipendenti e un fatturato di 570 milioni.

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Bondioli & Pavesi inizia in un’officina

A una trentina di chilometri da Viadana, sempre nella bassa, c’è Suzzara, cittadina di 21mila abitanti in cui ha il suo quartier generale Bondioli & Pavesi, azienda diventata leader nella produzione di componenti per la trasmissione destinati alle macchine agricole. Nel 1950 Edi Bondioli, figlio di un contadino, crea una società con un amico, Guido Pavesi. Nella loro officina trasformano e riconvertono i motori di vecchie macchine in generatori di potenza per i congegni agricoli. Da quel giorno la marcia dell’azienda non si è mai fermata: Bondioli & Pavesi amplia l’offerta dei suoi prodotti (alberi cardanici, pompe e motori a ingranaggi, fino ai circuiti idraulici integrati) e costruisce una forte rete di vendita. Oggi l’azienda può contare su 14 unità produttive e 13 aziende commerciali, opera in più di 50 Paesi, ha 1.500 dipendenti in tutto il mondo e 250 milioni di fatturato.

 

Sisma inventa i “Samurai”

Ai margini del capoluogo, in piazza Vilfredo Pareto, nella nuova zona commerciale c’è la sede  principale di Sisma, altra realtà storica del mantovano divenuta celebre per la produzione degli stuzzicadenti Samurai. La storia dell’azienda, oggi specializzatasi anche nella produzione di cotone idrofilo e articoli di igiene personale e della casa, inizia nel 1965. L’intuizione appartiene a due fratelli, Enzo e Giovanni Lotti che conoscono un commerciante di legno che arriva dal Giappone: si chiama Tanaka e vende betulla del suo Paese. Enzo e Giovanni scommettono di poter usare il legno per fare ottimi stuzzicadenti, battezzando la loro idea con il nome “Samurai”, a simboleggiare la tenacia dei contadini mantovani. I prodotti di successo di Sisma non si esauriscono con gli stuzzicadenti. Negli anni Settanta, in un viaggio in America, i due fratelli notano bastoncini per l’igiene dell’orecchio e decidono di produrli sotto il nome “Cotoneve”, diventato poi un altro brand celebre dell’azienda. Tre anni fa Sisma ha festeggiato i 50 anni di vita, e continua oggi la sua storia con numeri invidiabili: fattura 57 milioni, esporta il 21% del prodotto compreso il mitico stuzzicadenti in legno, dà lavoro a 260 dipendenti distribuiti tra i due stabilimenti mantovani di Valdaro e Villanova De Bellis e quello milanese di Bollate.

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