Economia scolpita nel legno

Il Distretto Legno Arredo di Treviso ha superato la crisi grazie a qualità, design e tecnologia ma che ora è atteso da nuove sfide



The Van , 29 Mar 2019 - 11:00

Oggi ogni stanza di una casa può essere arredata con i prodotti pensati e realizzati nel Distretto del Legno Arredo del Trevigiano, che si può identificare con il territorio a sinistra del Piave, comprendente le città di Treviso, Oderzo e Vittorio Veneto. Al momento del riconoscimento da parte della Regione Veneto, sono quasi 500 le imprese appartenenti al Distretto. Secondo una recente stima, vi lavorano 5.552 collaboratori nelle aziende del legno e 16.740 nelle aziende che operano nel mobile. I mercati chiave rimangono Cina, Usa e Regno Unito, tanto che è in programma l’organizzazione di visite di operatori che lavorano in questi mercati nelle aziende che ne fanno parte. Le imprese presidiano, e non delegano a terzi, ogni fase della filiera. Tutto parte da qui: dalla materia prima, come i legnami, ai prodotti finiti, come gli arredamenti, passando per la componentistica e gli imballaggi.

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Trasmettere i valori

Il Distretto ha superato la crisi del 2008 grazie alla qualità artigianale e alla flessibilità produttiva, e soprattutto grazie all’attenzione al design e alle sempre più avanzate soluzioni tecnologiche. Non è facile però trasmettere i valori di identità, bellezza e qualità dei brand del Made in Italy di questo Distretto: servono dei Brand Ambassador formati ad hoc nelle migliori scuole di marketing e comunicazione che conoscano da vicino tutte le realtà esistenti. La riconoscibilità mondiale è fondamentale e, saper utilizzare tutti gli strumenti che i nuovi media offrono, è alla base di un miglior posizionamento. In Italia il modello a cui guardare è quello del Distretto del Mobile della Brianza, che da sempre fa scuola in questo campo. Le risorse economiche e umane nel Nord Est non mancano, la visione generale è ormai pianificata, ma va ancora adeguatamente attuata. L’obiettivo è fare squadra e realizzare insieme un generale rafforzamento delle attività manifatturiere perché ci sia una reale recupero della competitività, si mantengano i livelli occupazionali e si realizzi una valorizzazione del territorio attraverso le imprese.

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Itlas, un esempio virtuoso

La sfida è andare oltre l’indiscussa capacità di fare e focalizzarsi sulla capacità di vendere, intesa come la capacità di controllare il canale distributivo e di interagire con i propri clienti. Questo è necessario e sempre più urgente poiché il contesto economico e storico in cui questo settore si trova ora ad operare non è certo quello di alcuni decenni fa. Per competere con i player internazionali, si deve continuare a fare innovazione, progettazione in ottica green e puntare sulla comunicazione, magari guardando a casi di successo come Itlas, un’azienda con sede legale e produttiva a Cordignano, in provincia di Treviso. Fondata a fine 1988 da Patrizio Dei Tos, è leader italiana nella produzione di pavimenti prefiniti in legno perché fortissima anche nella comunicazione: da sempre partecipa a fiere, eventi e si promuove in molte riviste di settore ma anche in giornali a larghissima diffusione. Itlas si è poi fatta ulteriormente notare lo scorso novembre quando il suo patron ha dichiarato che l’azienda avrebbe dato sostegno alle zone colpite dal maltempo in Cansiglio acquistando i faggi abbattuti a prezzi di mercato, per evitare speculazioni.

Non solo comunicazione

Il programma di sviluppo del Distretto del Legno Arredo del Trevigiano per gli anni futuri, oltre a incentivare azioni che comunichino la qualità del prodotto, secondo il piano operativo della Regione del Veneto dello scorso novembre 2018, prevede diverse azioni. Molto importante sarà l’utilizzo da parte di tutte le aziende di processi produttivi e materiali innovativi che rendano ecosostenibili ed ecocompatibili sia i prodotti che gli imballaggi. A migliorare dovrà essere anche la logistica distributiva dei prodotti realizzati e si dovrà lavorare a dei manuali condivisi, utilizzabili anche da privati e dai montatori di qualsiasi Paese estero, senza necessità di traduzione. er mettere in pratica questo programma di innovazione, sarà poi fondamentale la formazione di chi in questo settore lavora ogni giorno.

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