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Distretti

Nasce l’hub farmaceutico toscano

The Van  09 Lug 2018 - 16:32

Quattro aziende del settore hanno unito le forze (e investito ingenti risorse) per dare vita a una piattaforma logistica per i medicinali nei pressi di Livorno



Livorno è da sempre una delle città portuali italiane più importanti, crocevia di numerosi traffici commerciali e non solo. Non è un caso quindi che proprio qui – in particolare nella zona di Guasticce, nei pressi dell’interporto – stia per sorgere un polo farmaceutico logistico, un vero e proprio hub dei medicinali sia per l’esportazione via nave e aereo, sia per la distribuzione nel centro Italia.

D’altronde, con 300 imprese,19 stabilimenti, 11mila addetti e un valore della produzione annuo di 6 miliardi di euro – il 12% del totale nazionale – la Toscana è una delle locomotive dell’industria farmaceutica, la terza regione italiana del settore e la quarta per investimenti in R&S (250 milioni). Storicamente, però, è sempre stata penalizzata dalla mancanza di una struttura logistica sul territorio, al punto che oggi molti farmaci prodotti nella Regione sono inviati nelle piattaforme di smistamento di Milano o Roma per poi tornare negli ospedali e nelle farmacie regionali.

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La piattaforma per distribuire i farmaci nel mondo

Un paradosso, questo, che quattro colossi farmaceutici del territorio sono pronti a eliminare con un investimento previsto di 60-80 milioni di euro. L’area prescelta per la costruzione dell’hub ha una superficie di 125mila metri quadrati di piazzali all’interno dell’interporto su cui sorgeranno capannoni e uffici, con una parte tecnologica importante che dovrà realizzare una movimentazione delle merci digitale e intelligente, puntando su magazzini automatizzati e robotizzati. Il progetto è destinato a creare fino a 200 nuovi posti di lavoro. L’iniziativa è nata dalla volontà dell’americana Eli Lilly, la britannica Gsk e due importanti brand italiani, la lucchese Kedrion e la fiorentina Molteni. Lo scorso marzo gli amministratori delle quattro società hanno firmato un protocollo d’intesa che rappresenta il primo passo di un progetto che nascerà entro il 2020. I capitali sono privati, ma coordinati dalla Regione Toscana e dal Ministero dello Sviluppo Economico; il primo magazzino avrà una capacità di stoccaggio di 38mila posti pallet. Il piano industriale prevede la movimentazione nell’arco di un anno di 52mila pallet, il 20% destinato al mercato interno, l’80% all’export: i grossi stock, come nel caso dell’insulina, partiranno via nave, i farmaci salvavita via aereo.

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Un polo di aziende di eccellenza

Le quattro società impegnate nel nuovo progetto sono tra le più importanti realtà farmaceutiche del territorio toscano. L’americana Eli Lilly fu la prima a mettere in commercio l'insulina negli anni Venti, è presente in Italia da 58 anni e impiega circa 1.200 dipendenti: nell’area di Sesto Fiorentino ha realizzato uno dei più innovativi stabilimenti per la produzione di farmaci da biotecnologia in Italia, destinato alla produzione d’insulina da DNA ricombinante per i Paesi europei ed extraeuropei.

La britannica Gsk – quotata alle borse di Londra e New York – è presente a Siena dal 1904 (le altre sedi italiane si trovano a Verona e a San Polo di Torrile, vicino a Parma) e nel 2016 ha fatturato, in totale, circa 2 miliardi di euro. In Toscana ha sede la società del Gruppo GSK Vaccines, l'unica azienda biotecnologica che ricerca, sviluppa, produce e distribuisce vaccini in Italia. Presso il Centro di Ricerche e Sviluppo di Siena e il vicino sito produttivo di Rosia lavorano circa 2.000 collaboratori di 55 nazionalità diverse: nel 2016 lo stabilimento toscano ha prodotto circa 77 milioni di dosi di vaccino per un totale di 23 prodotti distribuiti in 65 Paesi del mondo.

Nella cordata anche la lucchese Kedrion, che raccoglie il plasma umano (da 23 centri di raccolta in tutto il mondo) al fine di ottenere proteine terapeutiche utili nel trattamento e nella cura di un gran numero di malattie, tra le quali anche diverse “patologie rare”. La società ha chiuso il 2017 con un fatturato di 602,5 milioni di euro, dà lavoro a oltre 2.450 persone in sei stabilimenti produttivi ed è presente in 100 Paesi del mondo.

In campo è scesa anche la fiorentina Molteni, iscritta al programma ELITE di Borsa Italiana. Leader di mercato per la produzione e commercializzazione di farmaci oppioidi, impiega circa 280 dipendenti di cui il 40% impegnato nella produzione e il 10% nella ricerca e sviluppo. Nel 2016 ha prodotto un fatturato di circa 66 milioni di euro e per il futuro punta sullo sviluppo di nuovi farmaci in grado di migliorare la qualità di vita del paziente con dolore e sul consolidamento della propria presenza sui mercati internazionali, dove già realizza il 20% circa del proprio fatturato.

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