La forza della regione

L’export dell’Emilia Romagna cresce a ritmi rapidi e, in valori assoluti, è seconda solo alla Lombardia. Macchinari e agroalimentare i settori trainanti



The Van, 25 Giu 2019 - 12:15

Emilia-Romagna formato esportazione: nelle vendite all’estero è seconda solo alla Lombardia (sopravanzando Veneto e Piemonte) ma cresce a ritmi superiori a qualsiasi regione italiana. Nel 2018, l’export emiliano è arrivato quasi a 63.427 milioni di euro, corrispondenti al 13,7% delle esportazioni nazionali, con un aumento del 5,7% rispetto all’anno precedente. Un dato, questo, superiore a quello italiano, in cui pure si registra una tendenza positiva, ma con meno dinamismo (+3,1%). A mostrare buoni numeri sono soprattutto i mercati europei, specialmente quelli comunitari. Positive anche le esportazioni verso gli Stati Uniti, mentre in Asia la penetrazione è più contenuta. I settori trainanti sono soprattutto quello dei macchinari (29,3%) e l’agroalimentare.

Macchinari: aziende globali

Fra le aziende più rilevanti nel settore dei macchinari in Emilia-Romagna ci sono anche alcune realtà che fanno parte di ELITE, programma di Borsa Italiana destinato alle imprese che vogliono crescere e affermarsi sui mercati. Tra queste c’è Effer. Attiva da oltre 50 anni nella produzione di gru che avviene totalmente nei suoi quattro stabilimenti italiani (tre a Bologna e uno a Taranto): dal design alla produzione, dalla lavorazioni delle carpenterie di acciaio, alla verniciatura, fino all’assemblaggio e ai test finali. Dà lavoro a oltre 300 persone. Sampierana, invece, produce sottocarri, miniescavatori e ricambi. Ha due sedi: una a San Piero in Bagno (FC) e una a Modena. Nata come impresa familiare, oggi si definisce una sartoria tecnologica, dove ogni progetto viene curato e realizzato sempre in stretta collaborazione con il cliente. Ha più di 250 dipendenti ed esporta in oltre 40 Paesi. Usco, infine, è azienda leader nella produzione e fornitura di componenti per macchine movimento terra: sottocarro, G.E.T (usura) e miscellanea. Costituita nel 1989, nel 1994 ha acquisito Itr. Oggi è presente con centri produttivi e distributivi in tutti i continenti. Tra i nomi più noti dell’industria pesante emiliana, non ci si può dimenticare di IMA, colosso bolognese (1,5 miliardi di fatturato) leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè, realtà quotata in Borsa ormai dal 1995.

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Agroalimentare: Piacenza sugli scudi

Cambiando settore, quando si parla di Emilia Romagna non ci si può dimenticare dell’agroalimentare, che vanta – un po’ a sorpresa – nella provincia di Piacenza un polo trainante grazie alla produzione di prodotti come pasta, biscotti, dolciumi e piatti pronti, soprattutto con riferimento al mercato francese. Interessante la storia del Pastificio Fontana, che produce pasta fresca ripiena tipica piacentina e non: tortelli piacentini, anolini, ravioloni, ravioli, cappelletti, tortellini, pisarei, gnocchi e molto altro. Presente sul mercato della pasta fresca dal 1960, dopo un cambio di proprietà e il trasferimento in nuovi spazi produttivi, il Pastificio Fontana si è dotato di camere bianche che permettono di ottenere la miglior sicurezza sul prodotto e una shelf life superiore a 42 giorni senza l’utilizzo di conservanti. Il Gallettificio Val Tidone, che produce invece gallette di mais, grano saraceno e riso, è invece nato più di recente ma è anch’esso figlio di una consolidata tradizione. Anche in questo caso assistiamo a un bel mix fra storia e innovazione. Tutto parte nel 2016 dall’idea di due giovani piacentini, Laura Cignatta e Alberto Vignati, che decidono di mettere in rete le due aziende agricole di famiglia, molto radicate nel territorio. Le materie prime, coltivate con metodo biologico e produzione integrata, sono conferite direttamente nel sito produttivo, dove vengono lavorate esclusivamente a chicco intero. Le gallette hanno ottenuto la certificazione VEGANOK, prima e unica certificazione etica per prodotti vegan nata in Italia.

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Surgital: ELITE ravennate

Scendendo di 200 chilometri, si arriva a Lavezzola, in provincia di Ravenna: qui ha sede Surgital, leader italiano nella pasta fresca surgelata, altra azienda del programma ELITE e di recente tornata per intero nelle mani della famiglia che l’ha fondata, i Bacchini. Questi ultimi, infatti hanno riacquistato la quota di minoranza detenuta dal 2013 dal Fondo Italiano d’Investimento, che era intervenuto per sostenere un importante progetto di crescita. Il gruppo, oggi guidato da Romana Tamburini e dai figli Massimiliano, Elena ed Enrica, ha visto crescere il fatturato consolidato dai 55 milioni del 2013 a 75 nel 2017, grazie anche all’ingresso nel mondo della ristorazione retail con il brand Ca’ Pelletti. Surgital ha due filiali estere, in Francia e negli Stati Uniti.

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