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WM Capital, il franchising a Piazza Affari

Il fondatore Fabio Pasquali racconta l’evoluzione del suo gruppo



17 Ott 2018 - 12:20

“Ritengo che ci siano ancora grandi opportunità nel mondo del franchising. In Italia il settore è ancora in profonda evoluzione, ma, come sempre, bisogna valutare caso per caso perché non tutte le imprese sono adatte a questo modello di business”.

Fabio Pasquali conosce ormai da decenni il settore italiano del franchising: è infatti presidente, ad e socio di riferimento di WM Capital, che dal 1993 opera in questo ambito con una presenza e un ruolo che si sono evoluti nel tempo passando negli ultimi anni per la borsa e i mercati finanziari.

Come è cominciato tutto? Come si è trasformata negli anni WM Capital?
“Tutto è nato, ormai 25 anni, dall’intuizione delle potenzialità del franchising e in genere della sharing economy che allora diventavano sempre più importanti nei mercati più evoluti, a partire dagli Stati Uniti e dalla Francia. Era già allora un fenomeno molto serio e mi misi al lavoro con l’idea di supportarne lo sviluppo in Italia. Nel 1993 il concetto di franchising era ancora poco diffuso tra manager, imprenditori e consulenti, io cominciai con l’informazione e la consulenza. Poi venne la rivista specializzata AZ Franchising, quindi la quotazione e la volontà di incoraggiare anche la finanza specializzata nel settore. Negli anni abbiamo sviluppato oltre 650 format italiani in 50 settori differenti”.

Come supportate le imprese interessate al franchising?

“Fornendo il nostro know-how industriale e operativo, mettendo a contatto le imprese con una rete qualificata e internazionale. Il mercato del franchising vale ormai in Italia circa 25 miliardi di euro e noi aiutiamo le imprese a scegliere i format più adatti alla propria identità, con una consulenza che gli permette di sviluppare un concept che faccia business, una struttura, un marchio che si adattino al DNA delle imprese. Ovviamente dietro ci vuole la qualità dell’azienda e della governance che devono saper proporre modelli nuovi e non facilmente replicabili. Nel tempo abbiamo creato anche con la rivista AZ Franchising e i nostri eventi una cultura di settore”.

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Come avete deciso di quotarvi su AIM Italia nel 2013?

“La quotazione è nata con l’idea di cogliere le opportunità del settore healthcare. Abbiamo infatti visto nella graduale e complessa liberalizzazione del settore farmaceutico italiano delle opportunità che abbiamo voluto coltivare direttamente. Dal 2012 abbiamo testato il format farmacia dei servizi di Alexander Dr. Fleming che sfruttava proprio le opportunità che si sarebbero dovute aprire dalla liberalizzazione del d.l. “Cresci Italia” e del d.l. “Balduzzi” ampliando le potenzialità dei prodotti e dei servizi vendibili in farmacie non convenzionate e nei corner delle farmacie tradizionali. Il Dr Fleming ora è un Business format franchising pronto a cogliere le opportunità del ddl liberalizzazioni dei capitali in farmacia, approvato lo scorso lo scorso 4 agosto. Infine abbiamo compiuto un altro passo avanti nel settore, con il Box della Salute, che punta a fornire servizi diagnostici avanzati e rapidi e a luglio 2018 ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per la commercializzazione”.

Di recente avete approcciato i mercati anche con AZ Franchising Fund e Main Capital SGR: ci racconta queste due iniziative?
“Nascono dalla volontà di supportare il mondo del franchising (e non solo) anche da un punto di vista finanziario. Abbiamo notato che, nonostante il settore dei sistemi a rete registri un certo dinamismo, le banche tradizionali spesso non sono pronte, per vari motivi, a sostenerlo adeguatamente. Così all’inizio di quest’anno abbiamo lanciato il progetto del nuovo fondo AZ Franchising Fund con Zeus Capital Alternative. L’obiettivo è quello di raccogliere 20 milioni di euro e focalizzare il fondo nei settori Healthcare, Benessere, Food e Arte. Altra iniziativa è quella di Main Capital SGR che vuole supportare in generale le PMI e della quale abbiamo il 5,2%”.

A fine 2013 vi siete quotati a 1 euro, ma poi il titolo ha registrato una forte volatilità scivolando sotto i 20 centesimi, quindi recuperando quota 1 euro e ritornando in questo periodo in zona 40 centesimi. A cosa attribuite queste oscillazioni? Ritenete che le quotazioni rispecchino il valore dell’azienda?
“Sono sicuramente un osservatore di parte, ma nel mezzo c’è stata la crisi che ha avuto un impatto anche sul mondo del franchising. Ho inoltre allargato negli anni scorsi il flottante per dare liquidità al titolo, questo ha differenziato la base azionaria, ma ha anche permesso interventi speculativi di alcuni piccoli fondi. Quanto al valore dell’impresa, riteniamo che gli investimenti ormai in gran parte effettuati daranno i loro risultati nel prossimo futuro, inoltre la serietà del nostro lavoro e della nostra gestione ci ha già in parte premiato a livello di fondamentali. Se guardiamo al core business di WM Capital Spa, notiamo che, a fronte di un valore della produzione sostanzialmente stabile nel primo semestre di quest’anno, dagli 0,67 milioni di euro della prima metà del 2017 a 0,64 milioni, abbiamo visto l’ebit passare da 0,17 a 0,30 milioni di euro e l’utile netto da 0,10 a 0,23 milioni di euro. Siamo inoltre convinti che la business unit consulenza continuerà a produrre risultati positivi nei prossimi mesi e crediamo nelle potenzialità di crescita derivanti dalla commercializzazione del Box della Salute”.


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