Spindox, consulenza digitale strategica per l’enterprise

Il cofondatore Costa ci racconta la storia e le ambizioni della matricola di Piazza Affari



FTA Online News, 05 Nov 2021 - 11:00

Spindox è una matricola di Piazza Affari con circa 800 dipendenti, 8 sedi in Italia, da Milano a Trento a Maranello a Roma, oltre a quattro filiali estere. Si occupa di IT consulting per grosse imprese, quindi di IT Services, Consulenza, Network Services e Intelligenza Artificiale con ricavi che nel 2020 hanno raggiunto i 56,5 milioni di euro (+10% rispetto all’anno precedente) e nel primo semestre i 33,4 milioni di euro (+20,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). A Paolo Costa, azionista, cofondatore e CHIEF MARKETING & COMMUNICATIONS OFFICER della società chiediamo di raccontarci la sua storia e il suo modello di business.

Spindox è nata nel 2007. Eravamo tutti manager con esperienze di rilievo nel mondo IT e con l’idea, già allora, di fare qualcosa di diverso da quello che vedevamo nel settore. Ricordo tra i manager fondatori Fabrizio Bindi, Luca Foglino (ad), Antonino Cilluffo e Giulia Gestri (presidente esecutivo). Immaginavamo già allora una realtà dove si lavorasse in maniera diversa, una pratica differente da quella che avevamo visto nelle nostre esperienze professionali. Devo dire che, anche oggi che contiamo 800 dipendenti e ci siamo strutturati fino alla quotazione, abbiamo mantenuto il nocciolo di quello spirito, di quell’idea in azienda. Per iniziare è stato fondamentale l’apporto di Visiant, un partner industriale che ha investito nei primi anni fino a diventare azionista di maggioranza, ma dal quale ci siamo separati con un management buyout nel 2011. Nel tempo siamo passati dall’attività di system integrator tradizionale a quella di partner strategico per la trasformazione digitale. Mentre diversi servizi dell’IT si commoditizzavano, noi sviluppavamo processi e servizi chiave del futuro che ci hanno regalato un vantaggio competitivo importante, dal cloud computing, ai big data, alla cybersecurity, agli applicativi mobile, all’intelligenza artificiale.
La costante lotta per l’innovazione ci ha permesso di conseguire un CAGR del 20% nel periodo 2017-2020, una crescita importante che ha confermato il successo del nostro posizionamento e della nostra offerta di valore”.

Cloud, AI, big data, cybersecurity… sono tutte hot word del lessico aziendale contemporaneo, in che maniera declinate queste tecnologie sul presente? Cosa vi distingue dagli altri attori della trasformazione digitale e perché queste competenze sono diventate tanto importanti da essere considerate ormai strategiche?

“L’evoluzione naturale del mercato ha reso vitali le competenze in tutti questi ambiti. Possono decidere ormai della sopravvivenza di un’impresa, determinare il suo posizionamento sul mercato, aprire nuove opportunità di business, garantire efficienze un tempo inimmaginabili, consentire processi di integrazione della catena di valore o dei processi che trasformano l’intera organizzazione aziendale. Qualche esempio può essere utile.
Il cloud computing permette di remotizzare le risorse di elaborazione: reti, server, memoria, applicazioni e servizi. In questo modo non solo si moltiplica la potenza di calcolo disponibile, ma si rende più elastico l’accesso a tali risorse, che possono essere acquisite o rilasciare a richiesta. Capacità ed efficienza degli ambienti cloud sono aumentate ricorrendo a strumenti di virtualizzazione, che permettono ad un’unica macchina fisica di svolgere il lavoro di più macchine, dette appunto virtuali. Il resto lo fa l’automazione dell’infrastruttura, ossia la creazione di istruzioni e processi ripetibili con i quali sostituire o ridurre l'interazione umana con i sistemi IT. Alle spalle ci sono quasi sempre i quattro o cinque grandi operatori mondiali come AWS (Amazon), Microsoft Azure o Google Cloud. Ma alle imprese serve poi qualcuno che attivi queste capacità, che le declini sulla loro attività: e qui interveniamo noi.
Ovviamente questi processi impongono la necessità di gestire i Big Data, enormi quantità di dati, di formato eterogeneo e da gestire in tempo reale, che necessitano di tecnologie calibrate e aggiornate. In gioco però ci può essere la capacità di generare valore ed efficienza anche dove non si credeva.
Infine possiamo aggiungere l’intelligenza artificiale: modelli di ottimizzazione matematica, tecniche di machine learning, sistemi di simulazione. In altre parole trasformare i problemi in matematica e usare i dati per risolvere tali problemi. Con queste competenze abbiamo creato Ublique, una piattaforma decisionale che è stata appena premiata l’inserimento in due Technology Hype Cycle di Gartner: sono solo due le tecnologie italiane che compaiono come top provider globali in queste classifiche.
Ma ci sono anche altri servizi di rilievo che offriamo alle imprese: dalla gestione della cybersecurity in termini di compliance a quella collegata sulla privacy e la GDPR. A livello di consulting il nostro supporto può spaziare dal project management in progetti di grandi dimensioni, capaci di impegnare risorse per sei mesi o anche un anno e mezzo, alla compliance sulla sicurezza dei sistemi informatici e organizzativi, sulla tutela dei dati”.

spindox 1

Come mai la decisione di quotarsi a Piazza Affari e cosa farete dei 7 milioni di euro raccolti mettendo sul mercato il 18,19% del capitale?

“La quotazione è stata un’altra tappa della nostra crescita e serve a raccogliere risorse destinate soprattutto, ma non soltanto, alle operazioni di M&A. Eravamo già prima solidi e profittevoli, ma da tempo riteniamo che la fase delle aggregazioni nell’IT italiano sia importante e imprescindibile. Ha forse subito una interruzione temporanea un anno fa, ma è già ripresa in maniera significativa. Noi nei prossimi tre anni abbiamo in mente alcune operazioni da fare e per quelle ci servono risorse. Abbiamo già dichiarato di pensare a società target italiane delle dimensioni adeguate, dai 6 agli 8 milioni di euro di fatturato o poco più. Dovranno essere integrabili agevolmente con il nostro business, apportando posizionamento di settore o di mercato oppure competenze che ci rafforzino.
Già prima dell’IPO finanziavamo la nostra ricerca con oltre il 2% del nostro fatturato e continueremo a investire perché nel nostro business è indispensabile. Basti pensare che molte delle nostre attività richiedono al personale una formazione continua, i framework di sviluppo di applicazioni sul cellulare cambiano ogni sei mesi per esempio.
Siamo comunque soddisfatti di questo nuovo rapporto con il mercato, che già conoscevamo sul fronte del debito dopo l’emissione di un bond quotato su Extra MOT.
D’altronde in questi pochi mesi di quotazione gli investitori ci hanno premiato con performance in significativo rialzo: dai 7,5 euro del prezzo di collocamento, siamo volati agli oltre 19 euro di questi giorni”.

Passando alle performance economico-finanziarie vedo un balzo del 10% dei ricavi 2020 a 57,39 milioni di euro con un utile netto raddoppiato a 1,5 mln. Il primo semestre del 2021 ha confermato un rally del valore della produzione del 20% a 33,6 mln, con un ebit oltre i 2 mln (+47,3%) e un utile a 1,27 mln (+59%). La PFN a fine giugno è positiva per 545 mila euro e il patrimonio è di 5,33 mln. Questo prima della quotazione di luglio. Abbiamo dunque un anno e mezzo di forte crescita nelle circostanze eccezionali della pandemia, fra lockdown, smartworking, accelerazione economica e politica sulla digitalizzazione. È stato un periodo eccezionale? Saranno livelli sostenibili di crescita nel futuro? I colli di bottiglia di forniture e componentistica in generale hanno semi-paralizzato molte produzioni automotive in giro per il mondo: è uno dei settori in cui siete più presenti. Il balzo collegato dei prezzi di energia e materie prime minaccia la ripresa economica mondiale. Come vedete il futuro in questo contesto?

“I segnali che ci giungono ci consentono comunque di guardare con ragionevole ottimismo al futuro. L’universo dell’ICT, che comprende il nostro business, ma anche numerose attività che non ci interessano, è previsto in crescita del 3,5% nel 2021 a circa 72,9 miliardi di euro. Noi però siamo arrivati fin qui con un CAGR del 20% tra il 2017 e il 2020, perché presidiamo le aree più redditizie e promettenti dell’IT con partnership e competenze consolidate. Anche durante la pandemia e nella prima metà del 2021 abbiamo registrato una crescita a doppia cifra, nonostante molti nostri clienti subissero un impatto durissimo dalla crisi. Il contesto è stato estremamente sfidante per tutti, ma abbiamo dimostrato la solidità del nostro business e che questo lascia ben sperare per le nostre performance in un futuro forse meno incerto”.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.