Sciuker Frames, general contractor di primo piano grazie al Bonus 110%

Il presidente Cipriano racconta l’exploit con i nuovi incentivi alla riqualificazione energetica



FTA Online News, 06 Apr 2021 - 14:23

Dalle finestre sostenibili alla mission di general contractor il passo è stato breve per Sciuker Frames. La società di Avellino quotata su AIM Italia da sempre attenta alle istanze della transizione ecologica è reduce da un anno difficile nel quale sembra essere riuscita, però, a cogliere importanti opportunità. Il 2021 si apre così con diversi successi.
“Abbiamo cambiato pelle – ci ha spiegato il presidente e CEO Marco Cipriano – il bonus 110% è un’opportunità importante che stiamo cogliendo, estendendo il nostro business dal settore degli infissi – che pure ha un ruolo chiave nella transizione ecologica degli edifici – a quello più generale della riqualificazione energetica. Questo è stato possibile perché avevamo già un approccio al business basato in maniera strutturale sulla sostenibilità e perché abbiamo anticipato alcune decisioni strategiche che ci hanno regalato un vantaggio competitivo importante”.

L’avvio del 2020 e la prima ondata della pandemia sono stati difficili anche per voi. Si è fermato tutto, il vostro valore della produzione nel primo semestre è diminuito del 26,1% a 4,66 milioni, l’utile netto ha perso il 6,8% a 141 mila euro. Poi è cambiato un po’ tutto… come è andata?
“Alla pandemia il governo ha risposto giustamente con una misura essenziale per la ripresa del Paese, ossia il bonus al 110% Per spiegare l’importanza di questa misura di riqualificazione energetica del nostro patrimonio immobiliare, bisogna ricordare che ogni ripresa economica importante in Italia è partita dal settore delle costruzioni e che siamo ancora oggi l’unico Paese d’Europa con il 70% del patrimonio immobiliare in mano a privati. Il mattone italiano non è delle pubbliche amministrazioni o dei fondi di Real Estate, ma soprattutto dei cittadini, da loro può ripartire la sostenibilità e l’economia”.

sciuker frames 2

Negli anni del boom economico però ci furono anche la cementificazione e la speculazione edilizia, interi hinterland agricoli trasformati da geometri rampanti in periferie e quartieri dormitorio per rispondere all’emergenza abitativa dell’urbanizzazione. Pasolini cantava il pianto delle scavatrici. Questa volta è diverso. Il bonus 110% ha a che fare con la rigenerazione urbana, con la ricerca di un’urbanistica sostenibile, con la riqualificazione: non trova?
“Senza dubbio, per questo le risorse del Next Generation che finanzieranno i nuovi interventi contribuiranno in maniera importante a una ripresa davvero sostenibile”.

Nella seconda metà del 2020 avete registrato una forte ripresa, vi eravate attrezzati, ma sembra chiaro che il successo del vostro operato e le prospettive che regala abbiano sorpreso anche voi…
“Sì, siamo partiti avvantaggiati soprattutto perché la sostenibilità è un linguaggio che già parlavamo. Il credito di imposta al 50% sugli infissi per l’efficientamento energetico ci aveva già spinto a delle partnership con attori importanti da Deloitte a Enel X. Avevamo capito che quella era la strada, l’attenzione per l’ambiente era già nei nostri processi produttivi. Così, quando il governo ha varato il bonus 110%, avevamo già delle competenze specifiche.
Così abbiamo rilevato una società che già operava da general contractor nella riqualificazione immobiliare, quella che oggi è la nostra EcoSpace, e abbiamo messo insieme la struttura finanziaria essenziale a gestire i crediti di imposta e anche la liquidità necessaria a finanziare i cantieri. Lo scorso novembre per esempio abbiamo siglato un accordo quadro con una primaria Esco che potrà acquistare fino a 51 milioni di euro di crediti di imposta maturati nel cassetto fiscale di EcoSpace. Ma è solo uno degli ingranaggi del motore che abbiamo messo in moto, complesso contratto ibrido pubblico/privato del Bonus 110% richiede infatti un ventaglio di competenze che non possono essere improvvisate, dalla gestione tecnica dei subappalti, all’ingegneria finanziaria. Noi, attrezzandoci per tempo abbiamo acquisito un vantaggio di almeno 10 mesi sulla concorrenza. Oggi ci sono circa 22 milioni di interventi in Italia, noi abbiamo un ruolo da protagonisti con una curva di crescita che non solo è per noi senza precedenti, ma che già ha messo a terra importanti risultati”.

Quali?
“Nel solo 2020, in soli due mesi di operatività il nostro general contractor ha fatturato 10,8 milioni di euro, ben oltre i 7,8 milioni preventivati all’avvio delle sue attività. I contratti di appalto nel periodo sono stati pari a 31,2 milioni, ben oltre i 20 milioni stimati inizialmente. Il bilancio del 2020 appena approvato ha confermato le nostre ottime performance con un valore della produzione cresciuto di quasi il 90% a 22,6 milioni di euro e un utile volato a circa 2 milioni di euro (+656%). Abbiamo così potuto porre l’ambizioso obiettivo di un valore della produzione di circa 100 milioni di euro nel 2021 e il target di un ebitda adjusted di circa 25 milioni.
I primi mesi di quest’anno sono stati di intensa attività. Il primo marzo abbiamo annunciato altri 8 contratti per un valore complessivo di 25,1 milioni di euro. Abbiamo siglato tra l’altro con Enel X un accordo per la fornitura e la posa di serramenti e stretto una partnership strategica con Banca MPS per la cessione di 50 milioni di euro di crediti fiscali. La nostra capacità di cessione di crediti fiscali del gruppo ha così superato i 100 milioni di euro. Abbiamo anche stretto nuovi accordi con AbitareIn per la potenziale fornitura per oltre 2.500 unità residenziali nel milanese.
In definitiva la nostra macchina operativa corre e già ha superato le nostre più rosee aspettative. Abbiamo chiuso 38 appalti, avviato tantissimi cantieri, alcuni sono già stati completati. Il nostro stesso core business degli infissi ci avvantaggia, perché su 120 mila euro di tetti di spesa attribuibili a ogni sub (per esempio ogni appartamento del condominio, ndr), gli infissi coprono fino a 60 mila euro e sono dunque un aspetto essenziale. Le finestre sono protagoniste, come è giusto che sia dato che giocano un ruolo essenziale nella gestione dell’impronta carbonica degli stabili”.

 


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