Renergetica, il developer del fotovoltaico punta al raddoppio del fatturato

Il presidente Sommariva dopo la quotazione e la crescita in Cile, punta sugli Stati Uniti



14 Nov 2018 - 12:00

“A dieci anni dalla sua nascita, il modello di business di Renergetica si è consolidato nel ruolo del developer per il settore del fotovoltaico. Noi individuiamo i terreni più adatti a nuovi impianti solari, quindi seguiamo gli iter amministrativi fino all’ottenimento della autorizzazione per la realizzazione delle centrali. A quel punto cediamo gli asset, che si sono valorizzati, a investitori istituzionali. Questa attività da sola copre circa il 65% del nostro fatturato. Sulla base dei segnali che ci giungono dai mercati siamo fiduciosi di potere accelerare nella crescita anche nel prossimo futuro”. Davide Sommariva è il presidente del gruppo Renergetica, società quotatasi sull’AIM Italia di Borsa Italiana lo 9 agosto 2018 con una raccolta di circa 2 milioni di euro per il 18,38% del capitale. Conosce da anni il difficile settore del fotovoltaico nazionale e internazionale, ma vede in queste difficoltà delle opportunità per il futuro.

Il mercato del fotovoltaico italiano viene da anni di crisi derivanti dal taglio degli incentivi che ha colpito moltissimi operatori e dalla crescente competizione dell’industria a diversi livelli. Come avete affrontato queste sfide?

“Anche noi siamo figli del Conto Energia, ma il nostro business si è saputo riposizionare in maniera competitiva e abbiamo l’orgoglio di dire che abbiamo trasformato la sfida in un punto di forza. Oggi la nostra area di riferimento è il Cile, dove controlliamo il 2% del mercato delle autorizzazioni del settore, abbiamo però stretto da poco un accordo con Renesola, quotata sul Nyse, per imprimere un’accelerazione alla nostra crescita negli Stati Uniti. Già l’anno prossimo gli States potrebbero arrivare a coprire i due terzi del nostro fatturato, oggi presidiati dal Cile, portando nel 2019 a un raddoppio del giro d’affari complessivo.
Le sfide dell’industria fotovoltaica derivanti dalla concentrazione, dalla competizione sui costi o dai prezzi dell’energia non ci colpiscono in un contesto di generale crescita della domanda, perché con 10 anni si esperienza e 4 sedi internazionali presidiamo con competenza il nostro settore e traiamo vantaggio dalle barriere all’ingresso.
Le difficoltà industriali inoltre colpiscono un altro livello della filiera. Noi creiamo il goodwill nella fase finanziaria e ci interfacciamo direttamente con i grandi investitori che in seguito affrontano le sfide del mercato secondario: questo ci protegge dalla competizione in atto, dal calo dei prezzi dei pannelli dovuto alla concorrenza cinese o dai pericoli del consolidamento in diversi mercati. Lavoriamo inoltre soltanto su grandi impianti (utility scale) e ci interfacciamo con soggetti finanziari di peso che ci garantiscono una certa garanzia negli introiti”.

Renergetica IPO

In concomitanza con la quotazione avete promosso un aumento di capitale da 3,1 milioni di euro riservato alla Exacto di Stefano Giusto che è poi diventata (ed è tuttora) il vostro socio di riferimento. Giusto è anche il presidente della Zaon che avete rilevato, sempre a luglio 2018, per 1,259 mln (ma con possibili earn out rilevanti). Questa fusione ha comportato un impatto notevole: è più che raddoppiato il giro d’affari, ma anche il vostro debito finanziario netto: è corretto ritenere che la quotazione sia servita anche a riequilibrare il vostro bilancio in questa fase di cambiamento?

“Senza dubbio. Fra aumento di capitale di Exacto e acquisizione di Zaon il valore della produzione del 2017, pari a 2,52 milioni di euro (+23% a/a), è passato nel pro-forma con Zaon a 4,62 milioni. La posizione finanziaria netta negativa per poco più di un milione è arrivata a circa 5,5 milioni di euro (a fronte di un patrimonio netto da 2,02 milioni di euro Ndr). Va però compreso il senso industriale di queste operazioni. Zaon controllava il 70% di RSM Chile, il resto era già nostro e noi gestivamo le operazioni in loco e la vendita delle autorizzazioni, quindi con questo merger abbiamo potuto consolidare integralmente RSM Chile e la Zaon di Giusto che ha investito in noi anche in vista delle opportunità di crescita in Cile. L’incremento della PFN a 5,5 derivante da Zaon ci ha portato però cassa da RSM Chile per 2 milioni di dollari circa e debiti aggiunti per circa 3 milioni di euro, ma collegati a 4 impianti solari per 3 MW complessivi che sono dei project financing auto-ripaganti a 15 anni e garantiscono un cash flow da 150-200 mila euro al gruppo”.

Ma con un debito più che doppio rispetto al patrimonio ritenete che il vostro business resti sostenibile?
“Assolutamente sì, abbiamo un ebitda margin superiore al 30% e atteso un ulteriore incremento. Il pro-forma del primo semestre vede un valore della produzione a 2,17 milioni e un ebitda da 807 mila euro che ci consente un utile da 189 mila euro. Oltretutto, come detto, ci attendiamo ancora una crescita del giro d’affari grazie a una spinta negli Stati Uniti dove, oltre che con Renesola stiamo vagliando altre partnership”.

E in Italia prevedete che la crisi duri ancora? Di recente Althesys ha evidenziato che con 400 MW annui di installato tra il 2014 e il 2018 si copre appena l’invecchiamento dei pannelli e ha affermato che serve uno sforzo straordinario di rilancio.
“Il taglio negli anni degli incentivi ha ridisegnato il settore in Italia, ma noi vediamo la nascita di nuove opportunità dalla grid parity, ossia dal break even degli impianti che ormai competono sulla rete grazie al crollo dei prezzi della componentistica e ai prezzi dell’energia che consentono di remunerare gli investimenti. In fondo sono i fattori che ci hanno guidato in passato a guardare il Cile dove era già presente un contesto simile. Riteniamo che la nuova incentivazione allo studio del governo ponga i prezzi sul livello o poco sopra il prezzo dell’energia e che ci sia l’occasione di far ripartire il mercato, magari con operazioni miste visto che, se gli incentivi – come sembra – non copriranno gli impianti in terreni agricoli, si potrà ricorrere a soluzioni in grid parity in questi ultimi approfittando delle condizioni di mercato”.

 


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