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Portale Sardegna, la PMI del turismo online che non teme il mercato

Il fondatore Massimiliano Cossu ci racconta i progetti e le sfide del gruppo



21 Gen 2019 - 10:45

"Chi ha comprato i titoli di Portale Sardegna in fase di quotazione, non ha comprato solo la nostra azienda, ma anche la nostra terra: un territorio e un bagaglio di esperienze carichi di opportunità ancora inespresse. Siamo un’agenzia di turismo online che da 18 anni riesce a competere con i giganti del settore e si nutre di un processo di innovazione continua”. Massimiliano Cossu, un passato da trader dei mercati finanziari dopo una laurea alla Bocconi, non nasconde l’amore per la sua Sardegna e per la società nuorese fondata nel 2001. Oggi ne è l’entusiasta amministratore delegato.

Come è nato il vostro progetto?
“Portale Sardegna è nata dalla volontà di dimostrare che in un territorio come quello nuorese, per certi versi difficile per via di una scarsa diffusione della cultura imprenditoriale, fosse possibile fare impresa e creare posti di lavoro compatibili con uno sviluppo sano e innovativo. Competere online con i colossi del turismo non è semplice, ma le nostre specializzazioni ci hanno aiutato e ci aiutano a farlo.
Le nostre caratteristiche? Due innanzitutto, siamo focalizzati sul territorio sardo che conosciamo bene e sappiamo offrire servizi a 360 gradi con una forte competitività anche sui prezzi. La sfida sul web per chi non ha volumi già considerevoli è notevole, anche per i costi della continua innovazione tecnologica che il mercato richiede, ma stiamo crescendo. Certo quando siamo nati, nel 2001, era più facile: oggi raggiungere i nostri tassi di conversione in breve tempo sarebbe assai più complicato, anche per questo la nostra esperienza è un ulteriore vantaggio competitivo”.

Quali sono le vostre sfide?
“I nostri obiettivi erano fin dall’inizio la crescita del fatturato, l’internazionalizzazione e la destagionalizzazione. In parte con l’acquisizione, avvenuta lo scorso anno, di Royal Travel Jet Sardegna, questi target sono stati già raggiunti ed attendiamo ora il dispiegarsi di ulteriori effetti positivi, anche in termini di sinergie. Siamo convinti che ci siano ancora grandi risorse inespresse nel nostro territorio e lavoriamo di continuo su prodotti che sappiano estrarne valore.
Per ricordare solamente qualche numero, noi abbiamo in Sardegna 27 mila occupati nel turismo contro i 45 mila di Malta e i 180 mila delle Baleari, io non riesco in alcun modo a concepire le motivazioni per cui la nostra terra non possa raggiungere queste cifre.”

Come puntate a destagionalizzare il vostro business? Come intendete portare d’inverno il turista in Sardegna?
“Abbiamo cominciato da tempo a lavorare in questa direzione e anche l’acquisizione di Royal ci ha permesso di fare importanti passi avanti. Abbiamo effettuato una mappatura del territorio e, lavorando con le amministrazioni locali e operatori del settore, abbiamo puntato sulla fruibilità dell’offerta che è venuta fuori dalle nostre classifiche ordinate per temi. Ne abbiamo tratto una “motivazione di viaggio” che supera la stagionalità del nostro turismo usuale e punta a un nuovo tipo di offerta fortemente innovativo. Sul cloud derivante da questo lavoro abbiamo costruito una piattaforma che partirà nei prossimi giorni e che prevede un’offerta esperienziale “itinerante”, attraverso il sito di proprietà www.openvoucher.com. Si tratta di un pacchetto che permette di cambiare località anche ogni giorno a prezzi competitivi (€ 39,99 a persona con Auto Inclusa) e che dà la possibilità di abbinare servizi specifici del territorio sardo, ad esempio si potrà vivere un giorno da pastore o da nuragico e, tra le altre attività, sarà possibile prenotare molteplici esperienze culturali ed enogastronomiche.
Con quattro comuni (Posada, Bitti, Nuoro, Galtellì)  abbiamo raggiunto un accordo per la creazione del prodotto Sardinia Island Long Stay Winter vere e proprie comunità destinate ai nostri futuri ospiti, pensionati provenienti prevalentemente dalla penisola scandinava, che entreranno dentro il nostro mondo e saranno cittadini sardi per un mese imparando il dialetto, le abitudini, vivendo da dentro la nostra realtà”.

In che modo vi ha aiutato l’acquisizione di Royal in questo ambito?
“Noi abbiamo come target le famiglie italiane e un taglio medio dell’offerta. Royal offre pacchetti di turismo di lusso e si rivolge per l’85% a clientela straniera, quindi non solo è complementare alla nostra proposta precedente, ma favorisce la destagionalizzazione che in Italia si fa principalmente con gli stranieri. A conti fatti a guardare il consuntivo 2017 il nostro fatturato dovrebbe risultare quasi raddoppiato grazie a questa acquisizione che ci proietta anche in Sicilia, Puglia, Toscana, in territori dunque nuovi per noi.
Un altro enorme vantaggio ci è venuto dalla Pavoneggi, una software house di grande valore della quale Royal controlla il 60% e che ci sta aiutando enormemente nell’elaborazione della nostra offerta. Se a questo aggiungiamo il grande valore professionale aggiunto dai fratelli Atzeri al nostro consiglio di amministrazione troviamo un ulteriore vantaggio ottenuto da questa acquisizione”.

Se si guardano i conti del primo semestre 2018, tenendo conto dell’inevitabile parzialità di essi dovuta appunto alla stagionalità del vostro business si ottiene un quadro interessante: fatturato in crescita del 61,9% a 8,11 milioni, redditività in ulteriore incremento fino al margine operativo, poi si registra un forte incremento degli oneri operativi e un calo dell’utile del 72% circa a 22 mila euro. E’ una dinamica tipica di società che registrano una forte crescita del giro d’affari e oltretutto a fine giugno avevate un patrimonio di 2,1 milioni contro una PFN negativa per 1,88 milioni, quindi ampiamente stabile: il conto economico avrà questo orientamento quest’anno?
“Sicuramente vanno considerati fattori straordinari come l’acquisizione di Royal per circa 1,1 milioni di euro. Siamo saliti al 100% della società nella seconda parte del 2018 investendo 550 mila euro per il 49% che ci mancava quando avevamo rilevato il controllo nell’aprile precedente. Di certo i vantaggi dell’operazione che prima ho illustrato devono ancora dispiegarsi appieno”.

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Il vostro presidente Daniele Bartoccioni Menconi ha esperienze in JP Morgan e Merrill Lynch, un background finanziario, come il suo d’altronde. Queste esperienze hanno contribuito alla vostra decisione di quotarvi in Borsa? Quanto avete raccolto con l’IPO sull’AIM Italia? Dal debutto a 3,20 euro del novembre 2017 ai 2,90 euro di questi giorni il vostro titolo ha perso il 9,3% circa: ritenete sottovalutate le quotazioni di Portale Sardegna?
“Sicuramente il percorso di fundraising non è stato semplice, i contatti e la qualità del management sono stati fondamentali, ma siamo contenti che molti investitori professionali della prima ora siano ancora oggi saldamente con noi. Con l’IPO abbiamo raccolto 1,3 milioni di euro (netti) dei quali molti sono stati investiti nella citata acquisizione di Royal e nelle operazioni di sviluppo che stiamo conducendo.
Il titolo? Sicuramente l’incremento della liquidità, che spesso manca nel mercato AIM, è uno degli obiettivi che ci siamo prefissati”.


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